Molte persone, in particolare chi riceve lo stipendio con bonifico, ha l'abitudine di prelevare con bancomat: dopotutto prelevare agli sportelli della propria banca è gratuito, e questo evita di perdere tempo per recarsi in banca, fare la fila, etc: oltretutto per chi lavora spesso è impossibile recarsi allo sportello.
Ebbene chi prelevava soldi per le spese di tutti i giorni - mettere benzina, fare un po' di spesa, comprare sigarette, ricaricare il telefonino, dare la paghetta al figlio rischiava di essere tacciato di evasore, anche perché quasi nessuno conosceva queste dinamiche, inoltre a chi verrebbe mai in mente di conservare gli scontrini per ANNI?!?
L'UNICO GIORNALE AD AVER PARLATO DELLA VICENDA è "IL GIORNALE": DI SEGUITO VI PROPONIAMO L'ARTICOLO USCITO OGGI, A CURA DI NICOLA PORRO
Staff nocensura.com
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Chi prelevava contanti doveva dimostrare nel dettaglio a chi erano andati i soldi. Se non ci riusciva era considerato per legge un evasore
Di Nicola Porro - ilgiornale.it
Negli ultimi 10 anni esagerare con il Bancomat era davvero rischioso. Non tanto perché si rischiava di finire in rosso in banca, quanto perché si era certi di finire soffritti dall'Agenzia delle entrate. Facciamo un passo indietro.
Gli uomini di Attilio Befera (oggi è stato sostituito come ben sapete da Rossella Orlandi) nei confronti dei tanto odiati lavoratori autonomi, e in particolare dei professionisti, si erano dotati di un bazooka. Chiunque dal primo gennaio del 2005 si fosse permesso di utilizzare il Bancomat avrebbe dovuto dimostrare a chi erano destinati i contanti. Una roba da pazzi. Ma credeteci, vera. In caso di accertamento, gli uomini del fisco si presentavano dal lavoratore con un foglio elettronico con su scritti tutti i Bancomat e prelievi cash fatti negli ultimi cinque anni.
In modo del tutto arbitrario sostenevano che una percentuale potesse essere giustificata dal tenore di vita e dalle spese più spicce (sigarette, caffè, mance che si possono presumere pagate in contanti), ma sul resto era necessaria una prova dell'utilizzo da parte del povero contribuente. Una prova chiaramente diabolica. Ma ancora più diabolico era l'atteggiamento del fisco.