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mercoledì 22 ottobre 2014

Alluvione Genova, dove sono finiti i soldi versati dal 2011 con le accise sulla benzina?

genova

I disastri di Genova e Parma pongono seri problemi non solo per ciò che riguarda il dissesto idrogeologico del Paese, ma anche in merito alla raccolta di fondi che lo Stato sin dal novembre 2011 svolge nel silenzio più assoluto attraverso l’accisa di 0,0089 euro al litro stabilita per l’alluvione della Liguria e della Toscana.

I disastri di Genova e Parma – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – pongono seri problemi non solo per ciò che riguarda il dissesto idrogeologico del Paese, ma anche in merito alla raccolta di fondi che lo Stato sin dal novembre 2011 svolge nel silenzio più assoluto attraverso l’accisa di 0,0089 euro al litro stabilita per l’alluvione della Liguria e della Toscana. Soldi dei consumatori – prosegue Giordano – che continuano a fluire nelle casse pubbliche e che grazie anche ad una normativa sugli appalti spesso obsoleta e fonte di corruzione e di lentezze burocratiche non riesce ad effettuare gli interventi di salvaguardia del territorio indispensabili per evitare disastri personali familiari e ambientali che ormai sono periodicamente sotto gli occhi di tutti. Adiconsum chiede al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi: 1. a quanto ammonta la raccolta delle accise pagate dai consumatori? 2. dove sono finite tali risorse economiche? 

mercoledì 15 ottobre 2014

L'imperdibile "Copertina" di Crozza sull'alluvione!





Alluvione Genova: "avevamo dato l'allarme, non ci hanno ascoltato"



Alluvione di Genova, rete Limet: "Abbiamo dato l'allerta mercoledì ma nessuno ci ha ascoltato"

Di  Andrea Spinelli Barrile - ecoblog.it

Abbiamo intervistato Achille Pennellatore, del Centro Meteo Portosole di Sanremo: "Per tre giorni ho inviato avvisi agli enti competenti"

Achille Pennellatore è un ormeggiatore di Portosole, il porto turistico della città ligure di Sanremo: ha un incarico parziale di previsioni meteo per l'assistenza alla navigazione nelle zone di mare della Liguria e nelle zone di mare fino alla Corsica.
Ieri Genova è nuovamente affogata sotto una pioggia intensa, allagandosi completamente e riportando la mente collettiva agli episodi di cronaca, più e meno recenti, che fanno del capoluogo ligure una vera e propria trappola, in caso di forte maltempo.
Nei giorni scorsi, da mercoledì, Pennellatore ha diramato da Portosole diversi avvisi (l'ultimo ieri pomeriggio, "rosso") che sono stati totalmente ignorati dagli organi istituzionali ufficiali preposti per il monitoraggio e l'eventuale allerta meteorologica. Effettivamente nessun allerta ufficiale è stata resa nota né dal Centro Meteo né dall'Arpa Liguria, cosa denunciata anche dal sindaco di Genova Marco Doria e dall'assessore regionale alla Protezione Civile Raffaella Paita.
Abbiamo contattato al telefono Achille Pennellatore per chiedergli lumi sugli avvisi da lui pubblicati nei giorni scorsi e sulla sordità istituzionale che ha riscontrato.
Che cosa è successo negli ultimi giorni?

martedì 14 ottobre 2014

Genova: Renzi era informato dei rischi, ecco le prove! E I MEDIA CENSURANO!



I mass media hanno CENSURATO la notizia, ma ad Agosto di quest'anno Renzi aveva ricevuto un documento dove gli veniva chiesto di intervenire urgentemente per prevenire disastri: 

"...appare fondamentale partire subito (...) rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio"..."

MA EVIDENTEMENTE QUESTA LETTERA è "ANDATA IN CAVALLERIA"...!!! 

FATE GIRARE LA NOTIZIA, FACCIAMOLO SAPERE A TUTTI!!!!

Redazione Informatitalia
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GENOVA, IL DISSESTO ANNUNCIATO DI RENZI: ECCO IL DOCUMENTO CHE LO INCHIODA ALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ

Di Riccardo Fraccaro - deputato M5s

Renzi si assuma le responsabilità politiche del disastro colposo che ha flagellato Genova: era stato informato dei rischi e non è intervenuto, aveva promesso 1,5 miliardi per la tutela del territorio e non ha stanziato un centesimo. Appena 2 mesi fa, i legali delle ditte incaricate della messa in sicurezza del torrente Bisagno avevano avvisato il premier della necessità di avviare subito i lavori per evitare le esondazioni. Lo testimonia la lettera inviata a Palazzo Chigi il 5 agosto: le ditte chiedevano di consentire l’immediato avvio delle opere per risolvere le criticità idrogeologiche del territorio: “Rimandare e temporeggiare ancora espone la collettività al concreto rischio di veder riaccadere la tragedia del novembre 2011”, quando morirono 6 persone a causa delle piogge. Il Presidente del Consiglio ha ignorato questo grido di allarme, le ditte non hanno ricevuto neppure uno straccio di risposta e puntualmente si è verificata l’ennesima catastrofe. Siamo di fronte ad un dissesto annunciato che poteva essere evitato, anzitutto ascoltando le istanze del territorio.
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