Ma se l'Europa è ridotta a poche élite che controllano grazie al loro peso sull'economia tutte le politiche degli stati; se qualunque tipo di governo, sia esso di sinistra, di destra, di centro, libertario, conservatore, deve comunque riferire le proprie politiche agli impegni presi (che, ad esempio, per l'Italia significa 150 miliardi o giù di lì); se, insomma, le scelte di un governo nuovo sono già avviate sul binario del cilicio, cioè dell'assestamento dei conti, che sono numeri che non tengono conto della vita della gente; alla fin fine, ha senso eleggere un governo?
Qui non si tratta di sovranità nazionale, magari fossero tutte annullate le sovranità nazionali, a fronte di un'Europa veramente libera! Qua si tratta di biodiversità. Dividersi sui partiti, sui nomi, quando un comunista come Tsipras si allea con la destra conservatrice per tentare una politica antieuro (che non è detto che porti da qualche parte) e in altri paesi si fanno alleanze simili per poter governare in linea con la Troika, non ha senso.
Non ha senso perder tempo a disquisire su idee, ideologie, partiti, mode intellettuali del momento, nomi, se chiunque vincerà è destinato a poter governare in un solo modo. Mai come in questo periodo la politica è puro intrattenimento. In Italia si sono sprecate paginate sui giornali riempite con nomi di probabili presidenti quando si sapeva già che per due giorni le votazioni non sarebbero servite, si sono spesi fiumi di denari per interi pomeriggi televisivi di ipotesi, quando bastava aspettare sabato e occuparsi di cose più sensate. L'orgia dei numeri alle politiche alle europee alle amministrative, i battibecchi isterici dati in pasto al pubblico convinto che si stia parlando di politica, sono puro intrattenimento.




