Fonte: caffeinamagazine.it
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lunedì 24 novembre 2014
La pillola dei 5 giorni dopo si potrà comprare senza ricetta
Fonte: caffeinamagazine.it
sabato 22 novembre 2014
La barbarie dell'infibulazione: un orrore da cancellare
Infibulazione, una pratica da condannare senza mezzi termini
di Mirna Cortese - popoffquotidiano.it
130 milioni di donne mutilate in tutto il mondo, a cui si aggiungono ogni anno 3 milioni di bambine (Immagini che possono urtare la sensibilità)
Oggi è la Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e si avvicina il 25 novembre, dichiarata dall’Onu Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Sono passati anni, molte cose sono state fatte grazie all’impegno di organizzazioni femminili e femministe sempre in prima linea, tante altre aspettano risposte.
Tra queste una delle violenze più devastanti di cui, in molte parti del mondo, sono vittime le bambine e le adolescenti, le mutilazioni genitali femminili (Mgf) di cui la forma più nota è l’infibulazione.
Se ne parla troppo poco eppure stime Unicef riportano che nel mondo sono circa 130 milioni le donne che convivono con terribili mutilazioni genitali a cui si aggiungo ogni anno, in base agli attuali trend demografici, circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni, una su cinque vive in Egitto. Nei prossimi dieci anni, secondo l’Unicef, altri 30 milioni di bambine rischieranno di subire questa pratica.
Le mutilazioni dei genitali femminili sono praticate sopratutto su bambine tra i 4 e i 14 anni di età. Tuttavia, in alcuni paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come accade Yemen. Complessivamente sono circa 29 i paesi, tra Africa e Medio Oriente, a seguire tali pratiche.
Tra queste una delle violenze più devastanti di cui, in molte parti del mondo, sono vittime le bambine e le adolescenti, le mutilazioni genitali femminili (Mgf) di cui la forma più nota è l’infibulazione.
Se ne parla troppo poco eppure stime Unicef riportano che nel mondo sono circa 130 milioni le donne che convivono con terribili mutilazioni genitali a cui si aggiungo ogni anno, in base agli attuali trend demografici, circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni, una su cinque vive in Egitto. Nei prossimi dieci anni, secondo l’Unicef, altri 30 milioni di bambine rischieranno di subire questa pratica.
Le mutilazioni dei genitali femminili sono praticate sopratutto su bambine tra i 4 e i 14 anni di età. Tuttavia, in alcuni paesi vengono operate bambine con meno di un anno di vita, come accade nel 44% dei casi in Eritrea e nel 29% dei casi nel Mali, o persino neonate di pochi giorni come accade Yemen. Complessivamente sono circa 29 i paesi, tra Africa e Medio Oriente, a seguire tali pratiche.
Escissione e cucitura della vulva
Le mutilazioni genitali femminili sono di diverso tipo ed includono pratiche tradizionali che vanno dall’incisione all’asportazione, parziale o totale dei genitali femminili esterni – clitoride e piccole labbra, parte delle grandi labbra – per poi procedere a cauterizzazione e cucitura della vulva, lasciando aperto solo un foro per permettere l’uscita di urina e sangue mestruale. E’ conosciuta, prendendo il termine dalla tradizione dell’antico Egitto, come infibulazione faraonica. Il più delle volte viene eseguita senza anestesia, con coltelli, lame di rasoio, vetri rotti o forbici. Situazioni a rischio che possono portare anche alla morte per le frequenti emorragie. Le conseguenze sono infezioni, cheloidi, tetano e addirittura infertilità, oltre a problemi nei rapporti sessuali e durante il parto.
mercoledì 18 giugno 2014
Lo Stato paga buoni per baby-sitter e asilo e nessuno lo sa
Ebbene si: non si tratta di una bufala. Le mamme italiane hanno DIRITTO ad un buono di 300 euro mensili, una somma che di questi tempi farebbe comodo a tante famiglie, ma quasi nessuno ha usufruito della somma perché le famiglie non sanno di avere questo diritto e non lo hanno esercitato! Per questi sussidi - che sono stati introdotti dalla Fornero - il governo ha stanziato 20 milioni di euro, che sono rimasti nelle casse dello stato...
Se conoscete qualcuno che possiede i requisiti, fategli presente questa importante possibilità!
Se conoscete qualcuno che possiede i requisiti, fategli presente questa importante possibilità!
Staff nocensura.com
ECCO CHI HA DIRITTO AL BONUS:
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Buoni lavoro definiti fantasma perché nessuno conosce. La tanto chiacchierata legge Fornero l’anno scorso aveva introdotto un buono mensile del valore di 300 euro per correre in soccorso alle neomamme italiane. Si sa, i nonni sono quegli ammortizzatori sociali che spesso e volentieri danno una grossa mano in famiglia, ma chi non dispone di questa enorme risorsa e fortuna? Ecco appunto il bonus.
Troppo bello per essere vero? Così pare. Il bonus dell’anno scorso infatti è stato un flop. Non servono molti giri di parole e dati alla mano è davvero innegabile: le domande per ricevere il voucher sono state 3.762. La legge Fornero numero 92 del 2013, prevedeva un aiuto alle neomamme che sceglievano di tornare presto al lavoro: rinunciando all’assegno dell’Inps, tornando sul luogo di lavoro, potevano ricevere dei buoni lavoro per pagare l’asilo o la baby-sitter del valore di 300 euro al mese per sei mesi.
1.800 euro insomma che, non solo di questi tempi, sono una buona cifra. Si pensi che erano stati stanziati 20 milioni di euro e le richieste ne hanno consumato poco più del 37%. Fin qui davvero qualcosa non quadra: insomma una mamma che torna al lavoro, ha anche la possibilità di avere un aiuto economico e non lo sfrutta? Dov’è l’intoppo? Una parola che fa rabbrividire: burocrazia. L’iter per approdare alla richiesta questa volta pare davvero tragicomica.
sabato 8 marzo 2014
La vera storia della festa della donna: il falso storico dell’incendio e la controversa scelta della mimosa
esponente maxista, fu eletta segretaria del movimento. Le origini di quella che impropriamente viene definita “festa” sono controverse e spesso, ad un fondo di verità, si aggiungono mix fantasiosi. Si parla quasi universalmente dell’incendio presunto che sarebbe divampato a New York nel 1908 nei locali dell’industria tessile “Cotton”, dove 129 operaie protestavano sui propri turni lavorativi quotidiani massacranti. L’8 marzo il proprietario della fabbrica, un certoMr Johnson, bloccò tutte le porte per impedire loro di uscire. Divampò un incendio che provocò la morte di tutte le donne rimaste intrappolate all’interno. In realtà un incendio si ebbe, ma non in quella data.
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