Visualizzazione post con etichetta embargo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta embargo. Mostra tutti i post

venerdì 19 dicembre 2014

Cuba-USA: La storia di un soffocante embargo criminale

embargo cuba
Il 28 ottobre, all’Assemblea Generale dell’ONU, si è votata, per l’ennesima volta, la rimozione del blocco economico contro Cuba. Sui 193 paesi rappresentati, solo gli Stati Uniti d’America e Israele hanno votato contro, tre gli astenuti.
Ma tutti sanno cosa implica realmente l’embargo? 
Stando al diritto internazionale, è legale quello che fa il governo degli USA?
Ecco alcune informazioni concrete per capire meglio la questione e schierarsi a fianco di Cuba “senza se e senza ma”.
Le prime sanzioni economiche contro Cuba furono messe dal presidente USA Eisenhower nel 1960, come reazione all’ondata di nazionalizzazioni intrapreso dal governo rivoluzionario dell’isola, e nel 1962 l’amministrazione democratica di Kennedy le ampliò a tutti i settori facendole diventare totali.
L’impatto fu terribile, dato che nel 1959, per ovvie ragioni geografiche e storiche, ben il 73% delle esportazioni erano verso gli Stati Uniti, e il 70% provenivano da quello stesso territorio.

domenica 9 novembre 2014

La grande bufala del gas made in Usa promosso da Obama

Da quando è esplosa la crisi ucraina Obama ha spinto l’Europa a mettere sotto embargo la Russia e poi ha cercato di vendergli il gas Usa. Ma non può farlo. Ecco perché.

di Franco Fracassi - popoffquotidiano.it
fuck-fracking-stop-fracking
Shell e British Petroleum hanno deciso di iniziare a disinvestire «perché non conviene ecnomicamente». Super petroliere adatte al trasporto di gas non sono disponibili, come non esistono porti attrezzati per ospitarle. Il costo di estrazione è elevatissimo. Nel dicembre 2013 parte dell’Ucraina si è ribellata all’ordine costituito e ai legami economici e politici che legavano il Paese a Mosca. Gli Stati Uniti e l’Occidente si sono schierati subito dalla parte dei ribelli. Nonostante la reazione russa non sia stata veemente (come si si sarebbe aspettato) il presidente statunitense Barak Obama ha chiesto (e ottenuto) all’Europa di mettere sotto embargo la Russia. Sempre la Casa Bianca ha, poi, insistito perché l’Europa sostituisse le forniture di gas russo con quelle provenienti dagli Stati Uniti via nave. «È il futuro», ha dichiarato. «Noi diventeremo presto i maggiori produttori di gas del pianeta. E per di più a basso prezzo», ha aggiunto. La realtà è molto distante dalla propaganda di Washington. Ecco quello che ha scoperto Popoff.
Nel sottosuolo statunitense non ci sono quelle immense nuvole di gas che si trovano in Russia, in Medio Oriente o in Estremo Oriente. Il gas made in Usa viene estratto dall’argilla. Si chiama gas scisto, perché si ottiene dalla fratturazione idraulica della roccia sfruttando la pressione dell’acqua, che crea e propaga una frattura in uno strato roccioso spingendo il gas a fuoriuscire.
Nel giro di pochi anni, su immense distese di campi coltivati o adibiti a pascolo sono sbucati i tipici tralicci che caratterizzano i pozzi petroliferi. L’economia e la vita di milioni di persone in Texas, Pennsylvania, Colorado e Kansas si è trasformata in meno di un lustro.
L'estrazione del gas scisto provoca la distruzione delle falde acquifere sotterranee. Anche per questo motivo negli Usa il movimento contro l'estrazione del gas è divenuto molto popolare, specialmente nelle zone rurali.L’ESTRAZIONE DEL GAS SCISTO PROVOCA LA DISTRUZIONE DELLE FALDE ACQUIFERE SOTTERRANEE. ANCHE PER QUESTO MOTIVO NEGLI USA IL MOVIMENTO CONTRO L’ESTRAZIONE DEL GAS È DIVENUTO MOLTO POPOLARE, SPECIALMENTE NELLE ZONE RURALI.
Obama e la sua Amministrazione hanno puntato molto sul gas scisto a basso costo. Il risultato è stato un mini boom dell’industria manifatturiera, che ha aiutato non poco gli Stati Uniti a rimettersi in piedi.
Come ha rivelato il “Washington Post”, Obama è così convinto della bontà di ciò che sta promuovendo che ha fatto pressioni perché nel negoziato Ttip tra Europa e Usa venisse data priorità al tema dell’energia. «Quando avremo un accordo commerciale in vigore, le licenze all’esportazione inerenti a progetti destinati in Europa riguardanti gas naturale liquefatto (gnl) saranno molto più semplici, e ciò è chiaramente molto importante alla luce della situazione geopolitica odierna», ha dichiarato il presidente statunitense.
loading...
loading...