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sabato 29 novembre 2014

Ferguson. Dieci "coincidenze" troppo evidenti per poter essere ignorate

Ferguson. Dieci coincidenze troppo evidenti per poter essere ignorate
Ferguson non è la fine: è solo l'inizio di un nuovo capitolo orribile della storia americana. Michael Snyder

È stato tutto frutto di una cospirazione o di incompetenza?  Sono queste per Michael Snyder le due uniche alternative che spiegherebbero l'orribile violenza alla quale abbiamo assistito a Ferguson nella notte di lunedì.

La prima ondata di disordini a Ferguson in agosto ha preso tutti di sorpresa, ma a questa degli ultimi giorni le autorità hanno avuto più di tre mesi per prepararsi. Hanno avuto la possibilità di controllare con precisione quando la decisione del Gran Giurì sarebbe stata annunciata e quanti poliziotti e soldati della Guardia Nazionale sarebbero stati schierati per le strade. Ma nonostante tutto questo, la violenza a Ferguson nella notte di lunedì è stata peggiore di quella a cui abbiamo assistito in agosto.
 
O si è trattato di un caso di incompetenza quasi incredibile, o c'era qualcuno là fuori che in realtà voleva che questo accadesse.  Se qualcuno là fuori sta cercando di provocare più violenza a Ferguson, allora i disordini non si fermeranno qui. La maggior parte di loro non ha idea che potrebbero potenzialmente essere solo pedine di un gioco molto più grande di loro. L'unica altra alternativa per spiegare quello a cui abbiamo appena assistito è l’incompetenza a un livello che sfiora il ridicolo. Dietro tutto questo per Snyder si nasconde sicuramente qualcosa e spera che ad un certo punto il popolo americano possa conoscere la verità.
 
Le seguenti 10 "coincidenze" di lunedì notte a Ferguson sono troppo evidenti per essere ignorate ...
 
# 1 Le autorità di polizia federale, statale e locale hanno avuto più di tre mesi per prepararsi alla violenza che avrebbe seguito l'annuncio della decisione del Gran Giurì. I media mainstream  hanno pubblicizzato all'infinito la questione e tutti sapevano che guaio sarebbe venuto fuori. Ma nonostante una quantità enorme di tempo per prepararsi, molto poco è stato effettivamente fatto per evitare l’esplosione della violenza.

giovedì 27 novembre 2014

Usa in fiamme Violenze e saccheggi nelle città

Agente assolto  Usa in fiammeViolenze e saccheggi nelle citta

Agente assolto, Usa in fiamme
Violenze e saccheggi nelle citta'

(AGI) - Washington, - E' scoppiata la rivolta negli Usa dopo la non incriminazione di Darren Wilson, il 28enne agente di polizia bianco che a Ferguson, in Missouri, che ha ucciso il 18enne afroamericano Michael Brown. Una decisione del Gran giuri' presa dopo aver ascoltato oltre 60 testimoni, esaminato i referti autoptici e vagliato ogni possibile prova.

A dare l'annuncio ieri intorno alle 20.30, ora di Ferguson, dopo una suspense andata avanti per tutto il weekend, e' stato il pubblico ministero Robert McCulloch, argomentando puntigliosamente la decisione e puntando il dito contro le "contraddittorie" testimonianze rilanciate dai media.
  "Il compito del Gran giuri' - ha ammonito - e' quello di separare i fatti dalla fiction". In strada la folla e' insorta contro la polizia schierata in tenuta antisommossa, tirando sassi, bottiglie incendiando auto e spaccando vetrate. Tra i tafferugli e gli atti vandalici, sono stati uditi anche degli spari. Fumogeni e lacrimogeni sono stati utilizzati per disperdere i manifestanti. I genitori del giovane ucciso, che avevano invitato a mantenere la calma, si sono dichiarati "devastati". "Siamo profondamente delusi per il fatto che l'assassino di nostro figlio - hanno fatto sapere tramite il loro avvocato - non dovra' rispondere delle sue azioni". Le manifestazioni di protesta sono dilagate anche in altre citta', da New York a Seattle. Nel suo lungo intervento, McCulloch ha sottolineato come la legge autorizzi la polizia "ad usare forza mortale" nel caso di legittima difesa. Secondo il magistrato, le prove hanno indicato in maniera inequivocabile che che tra Brown e Wilson ci fu una colluttazione e che poco prima di essere ucciso il giovane era stato filmato da una videocamera di sicurezza mentre rubava dei sigari in un negozio. Incalzato dai giornalisti che volevano sapere se il voto del Gran giuri' (composto da 12 membri di cui 9 bianchi e 3 neri, 7 uomini e cinque donne) fosse stato unanime, il magistrato si e' trincerato dietro il diritto alla segretezza.
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