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lunedì 2 marzo 2015

Giudici scomodi ai quali capitano improbabili incidenti

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Di veritanwo

Non so se avete letto la notizia della morte del PM Federico Bisceglia, 45 anni, pubblico ministero della Procura di Napoli Nord. E' morto nella notte in un incidente stradale, volando da un cavalcavia. Su un rettilineo.

Su ilmessaggero.it leggiamo:
"Bisceglia era esperto in reati ambientali ed era titolare delle indagini sul caso della piccola Fortuna precipitata da un palazzo al Parco Verde di Caivano e sulla relativa rete di pedofili emersa dalla tragedia."
un'indagine importante, con reati gravi e infamanti, che vanno dai reati ambientali fino ad una non meglio precisata "rete di pedofili", che stando a quanto si apprende da Il Messaggero, sarebbe emersa nell'ambito dell'inchiesta stessa. Un affare torbido, insomma. 

L'avvocato Paolo Franceschetti, autore di numerose pubblicazioni sulla massoneria (vedi la triologia Sistema massonico e ordine della rosa rossa) su Facebook ha commentato così la vicenda:
"Indagava su un rete di pedofili e su una bambina morta per essere precipitata dall'alto? E con un bel contrappasso precipita anche lui, finendo fuori strada in rettilineo e precipitando dal cavalcavia."
frnc

Certo, il fatto che un magistrato che sta svolgendo indagini molto scomode vada fuori strada su un rettilineo, di notte, volando da un cavalcavia, può apparire strano, ma se qualcuno dicesse che "questo non prova niente" e che "gli elementi sono deboli, per gridare al complotto" avrebbe ragione, tutto sommato.

Cosa dire però, dopo aver appreso la sconvolgente testimonianza rilasciata subito dopo l'incidente, dall'oncologo Marfella? E' riportata sul Corriere del Mezzogiorno, ne riporto di seguito alcuni stralci:
Marfella: «Schiavone mi avvertì, attenzione a strani incidenti stradali» L’oncologo nutre dubbi sulla morte del pm Bisceglia deceduto stanotte sulla Sa-Rc: «Lo stesso è capitato al generale Niglio che indaga su questi reati, ora ho paura»
Si addensano ombre sull’incidente stradale in cui stamattina è morto il pm della Procura di Napoli Federico Bisceglia che aveva condotto, tra l’altro, indagini su reati ambientali nella Terra dei fuochi. A lanciare inquietanti sospetti è l’oncologo del Pascale Antonio Marfella, stretto collaboratore di don Maurizio Patriciello, in prima linea nella lotta ai roghi e agli sversamenti illegali di veleni. LEGGI TUTTO
Schiavone, il super-boss della camorra pentito - che è morto pochi giorni fa a causa di un infarto - lo aveva avvertito: "occhio agli incidenti stradali". Ma guarda, anche Schiavone è andato al creatore in questi giorni. Ma un infarto passa inosservato, a quell'età. Un po' come l'infarto che tolse di mezzo D'Ambrosio, collaboratore di Napolitano, proprio nel periodo della vicenda "trattativa stato mafia"

giovedì 25 dicembre 2014

Il giudice Imposimato: "Grasso ha violato principi elementari di democrazia"



Di Ferdinando Imposimato, magistrato, politico e avvocato italiano, nonché presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione.


Col voto di fiducia al Senato sulla legge di stabilità, il Presidente Piero Grasso ha violato principi elementari di democrazia, che significa trasparenza e rispetto della opposizione. Egli ha costretto il Senato a votare, senza discutere e senza conoscerne il contenuto , la legge preparata dal Governo. 
Di fronte alla drammatica crisi, che colpisce i più bisognosi, Matteo Renzi, ha dimostrato una inerzia inquietante nel ridurre la diseguaglianza sociale, intervenendo nel settore dei privilegi di Camera, Senato e Quirinale, e in quello delle società private che fruiscono del denaro pubblico. Esse sono in Italia la prima causa della corruzione per 70 miliardi di euro che gravano sui lavoratori , sui disoccupati e sui giovani . Appare assurdo considerare private società in cui il socio pubblico, lo Stato, detiene la totalità o maggioranza del capitale sociale. Si tratta di un fiume di euro che potrebbe salvare il Paese dalla drammatica crisi che vive da anni. 
Il Governo Renzi doveva procedere, con la manovra , alla soppressione o riduzione delle 30.000 società partecipate di Regioni, Province e Comuni . Il cui scopo è l'arricchimento di pochi percettori e distributori di tangenti e la creazione di migliaia di posti di lavoro per parenti, amici, amanti e clienti. Esse impediscono ai più meritevoli di accedere alla Pubblica Amministrazione a causa della sistematica soppressione dei concorsi pubblici. 

giovedì 8 maggio 2014

Il Csm: stop alle indagini su trattativa, azzerato il pool di Palermo

"Non è un pm della Dda". E con questa motivazione il pubblico ministero di Palermo Antonino Di Matteo non potrà più fare nuove indagini sulla trattativa tra Stato e mafia. Così come Roberto Tartaglia, che insieme a Di Matteo fa parte del pool del processo trattativa con Francesco Del Bene e Vittorio Teresi, coordinatore del gruppo e l'unico magistrato che sopravviverà all'azzeramento del pool. E' la drammatica conseguenza di una circolare arrivata dal Consiglio superiore della magistratura lo scorso 5 marzo. Il Csm ha dichiarato che tutti i nuovi fascicoli d’inchiesta sulla mafia dovranno essere affidati solo ed esclusivamente a chi fa parte della Direzione distrettuale antimafia. E non è il caso di Di Matteo, in quanto il suo incarico è scaduto formalmente da quattro anni e in via ufficiale assegnato al gruppo che si occupa di abusi edilizi, mentre Tartaglia non fa ancora parte della Dda. L'unico che, alla luce delle nuove direttive del Csm, rientrerebbe ora di diritto nel nuovo filone di indagini sulla trattativa è Del Bene, ma solo fino al primo giugno, giorno della scadenza per il suo incarico.
Il Consiglio superiore della magistratura ha ordinato che potrà essere fatto uno strappo alla regola solo in casi eccezionali: "nei delitti contro l’economia, la pubblica amministrazione, la salute e l’ambiente", oppure nel caso in cui tutti i magistrati appartenenti alla Dda abbiano un carico di lavoro tale da impedire loro di occuparsi di altre indagini.

giovedì 1 maggio 2014

Altro che Italicum, la Cassazione a Napolitano: tornare subito al voto

ESCLUSIVO AFFARITALIANI.IT/ Sentenza clamorosa della Cassazione. Dopo la Consulta, che a gennaio aveva dichiarato incostituzionale l'attuale legge elettorale, arriva il pronunciamento decisivo della Suprema Corte. Che mette nero su bianco una serie di considerazioni che potrebbero portare, secondo gli avvocati che hanno patrocinato la causa, addirittura a una impossibilità da parte del Parlamento a cambiare la legge elettorale


Sentenza clamorosa della Cassazione. Dopo la Consulta, che a gennaio aveva dichiarato incostituzionale l'attuale legge elettorale, arriva il pronunciamento decisivo della Suprema Corte. Che mette nero su bianco una serie di considerazioni che potrebbero portare, secondo gli avvocati che hanno patrocinato la causa, addirittura a una impossibilità da parte del Parlamento a cambiare la legge elettorale. Insomma, l'Italicum di Renzi potrebbe essere approvato solo a fronte di nuove elezioni. Gli avvocati Aldo Bozzi e Claudio Tani, in una lettera al presidente della Repubblica, scrivono: "Vorremmo attirare la Sua attenzione sulla importantissima recente sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale, con l'efficacia del "giudicato erga omnes " è stato accertato e dichiarato che "...i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento...".

sabato 1 febbraio 2014

Procura accoglie denunce, governi sotto inchiesta per "istigazione al suicidio!"

FINALMENTE una buona notizia, anche se prima di festeggiare, è bene essere prudenti: pare che la procura abbia accolto 3 denunce presentati da imprenditori, e abbia posto SOTTO INCHIESTA i Governi Letta, Monti e Berlusconi sotto inchiesta per istigazione al suicidio!
«Hanno assistito incuranti al volgere della crisi, spingendo molti a farla finita»

E' NOSTRO COMPITO SOSTENERE VIVAMENTE LA PROCURA, FACCIAMO CAPIRE AI MAGISTRATI CHE NON SONO SOLI, CHE MILIONI DI ITALIANI SONO CON LORO, PRIMA CHE SIANO INTIMIDITI DAI POTERI FORTI...!!! NON LASCIAMOLI SOLI... DIVULGATE QUESTA NOTIZIA OVUNQUE, SULLE VOSTRE BACHECHE, SU GRUPPI E PAGINE... OVUNQUE!!!

La notizia è stata divulgata da "Il Mattino" di Padova, ma è stata (ovviamente) censurata da tutte le televisioni e dalle grandi testate nazionali: DIVULGHIAMOLA NOI PER COSTRINGERLI A PARLARNE!!! (se ne parliamo tutti, sono costretti a parlarne, oppure si sputtanano definitivamente) FORZA RAGAZZI !!!

Staff Informatitalia e Nocensura.com 

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Governi Letta, Monti e Berlusconi sotto inchiesta per istigazione al suicidio!
La procura accoglie tre esposti presentati da imprenditori, presto interrogati: «Hanno assistito incuranti al volgere della crisi, spingendo molti a farla finita»

Di Carlo Bellotto
PADOVA. Istigazione al suicidio dei politici verso gli imprenditori in crisi, la procura ha aperto un’inchiesta. Già tre le denunce arrivate al quarto piano del Palazzo di giustizia, sostanzialmente simili. Il fascicolo per ora è senza indagati, ma nei prossimi giorni il magistrato sentirà i tre imprenditori per capire quali sarebbero, a loro modo di vedere, i comportamenti dei politici degli ultimi tre governi, quelli che si sono succeduti dall’inizio della crisi, che avrebbero indotto decine di piccoli imprenditori a togliersi la vita. Quali sono stati i comportamenti per i quali si sarebbero sentiti minacciati. Sotto accusa i governi Letta, Monti e Berlusconi.
«Governo e Parlamento non hanno messo in atto provvedimenti» recita l’esposto querela «anche in forma assistenziale, tali da impedire che si succedessero i suicidi a causa della perdita del posto di lavoro, a causa della crisi economica che ha colpito duramente i piccoli artigiani, commercianti agricoltori, colpa dell’esasperante pressione fiscale e di altro. Al contrario, invece di perseguire i gestori delle slot machine o quelli che continuano a detenere ricchezze finanziarie italiane all’estero per mancato pagamento di quanto dovuto all’erario, li hanno graziati e condonati e dulcis in fondo finanziato con i gettiti erariali banche private come Mps, ma risorse finanziarie e programmi per tutelare la vita dei cittadini italiani rimasti senza reddito, giammai». I querelanti accusano i politici di non aver mai istituito, a tutela dei meno abbienti, disoccupati, piccole aziende che fallivano e chiudevano i battenti anche a causa dei mancati pagamenti dei crediti loro spettanti da parte della pubblica amministrazione, un fondo a loro tutela, con la supervisione dei prefetti «per dare un reddito e una dignità a tutti quei cittadini che si trovassero in crisi finanziaria».
Per farsi un’idea dei fautori di queste prime denunce e del loro pensiero, basta visitare la pagina Facebook del “Comitato 580 cp” accessibile a chiunque. È pubblicato il fac simile della denuncia, identico a quelli arrivati in procura, dopo le generalità di chi denuncia, in successione sono riportati gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’uomo) e 32 (tutela della salute) della Costituzione italiana e gli articoli 1, 2, 19 della Convenzione europea per i diritti dell’uomo in sostegno del “diritto alla vita di ogni persona” che deve “essere protetto della legge”. Dopo diverse premesse chi denuncia chiede che la procura della Repubblica «voglia procedere penalmente nei confronti di tutti i membri del governo, come anche di tutti i deputati e senatori, dell’attuale e passata legislatura che hanno assistito incuranti al volgere della crisi e alle sue drammatiche conseguenze, ovvero di quanti verranno ritenuti responsabili del reato previsto dall’articolo 580 cp (istigazione o aiuto al suicidio, ndr)».
Si chiude l’esposto chiedendo alla procura di procedere alla individuazione delle persone che hanno tentato il suicidio in Italia negli ultimi 3 anni, ovvero da quando si è sviluppata una crisi economica senza precedenti «con politiche recessive dei governi in carica». Si chiede che queste persone vengano sentite come testi dei veri motivi che li hanno spinti a tentare di farla finita.

Fonte: http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2014/02/01/news/istigazione-al-suicidio-governanti-sotto-inchiesta-1.8582243

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