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lunedì 30 marzo 2015

Un’azienda svedese innesta microchip ai propri dipendenti

C’è un palazzo, in Svezia, dove si supera l’ingresso protetto semplicemente sfiorando un sensore con il dorso della mano. Il trucco? Sotto la pelle è stato installato un microchip, per identificare ogni dipendente. Lo rivela un breve servizio televisivo di “EuroNews”, nella rubrica “Hi-Tech”, che mostra belle ragazze entrare e uscire dal complesso ultramoderno “Epicenter”, a Stoccolma, che ospita «imprese innovative» e si propone di accorpare aziende grandi e piccole dell’hi-tech sotto lo stesso tetto. «Gli impiegati possono aprire le porte con un chip impiantato nella mano», annuncia con soave naturalezza lo speaker di “EuroNews”. «L’Rfid, identificazione radio-frequenze, è un chip in pirex che contiene antenna e microchip: al posto del codice di accesso, l’impiegato deve solo portare la mano davanti al sensore». E attenzione, il dispositivo non serve solo per l’apertura delle porte: «Il personale può attivare la fotocopiatrice e scambiarsi dati tramite Smartphone». Ma è solo l’inizio: i dipendenti-cavia aiuteranno a sviluppare questa tecnologia verso impieghi fino a ieri inimmaginabili.
Microchip nella mano«Il chip – spiega Patrick Mesterton, co-fondatore di Epicenter – ha la dimensione di un grosso chicco di riso, circa 12 millimetri, e si applica sottopelle con una siringa». Inviando il codice Rfid, il chip «diventa uno strumento di identificazione che può comunicare con gli oggetti circostanti». Insomma, per Mesterton la cimice ultra-piccola è estremamente pratica: «Può aprire le porte, può comunicare col telefono cellulare, può inviare il vostro biglietto da visita alle persone che avete incontrato». Per ora le prestazioni del chip sottocutaneo sono limitate, ammette “EuroNews”, ma l’obiettivo è esplorare le possibilità che rappresenta, e ovviamente svilupparle.

martedì 3 febbraio 2015

Azienda svedese impianta microchip nelle mani dei dipendenti


Una società svedese ha impiantato ai suoi dipendenti un microchip nella mano,  consente loro di utilizzare fotocopiatrice, porte di sicurezza e anche pagare per il pranzo.

L’intenzione dell’azienda è impiantarlo a tutti i propri 700 dipendenti del proprio ufficio hi-tech di Stoccolma, nella parte posteriore delle loro mani.

I chip utilizzano l’identificazione a radiofrequenza (RFID) e sono delle stesse dimensioni di un chicco di riso.

Contengono informazioni di sicurezza personali che possono essere trasmesse su brevi distanze ad appositi ricevitori che poi attivano l’oggetto da utilizzare.

I Chip RFID si possono già trovare in carte ‘contactless’ – incluso il sistema Oyster che è utilizzato da oltre 10 milioni di persone per pagare il trasporto pubblico a Londra.
Sono simili ai chip impiantati negli animali domestici.

martedì 27 gennaio 2015

Ecco come inizieranno a metterci il MICROCHIP sottocutaneo anche in Italia! VIDEO!


Inizieranno a pubblicizzarlo e ad impiantarvelo nei locali per avere diritto a degli sconti o addirittura per poter entrare gratis… vi diranno che servirà per la sanità e che vi conviene averlo perché potrebbe salvarvi la vita in caso di infarti, ecc.ecc… vi diranno che nessuno vi rapinerà più perché non porterete più il contante in tasca o in borsa. Ve ne diranno così tante che sarete voi stessi a richiederlo un giorno non molto lontano! Meditate gente!

http://youtu.be/MByZ-IJFif8


Tratto da:  sapereeundovere.it

giovedì 27 novembre 2014

E' davvero un microchip quello trovato incastonato dentro una pietra in Russia?


Se questo ritrovamento dovesse risultare veritiero,si dovrebbe  riscrivere tutta la storia dell'umanita',ed inoltre avvalorerebbe le teoria che il pianeta terra in un lontano passato  sia stato abitato da una antica civilta' tecnologicamente avanzata.

Archeologia: ritrovata in Russia una pietra con microchip incorporato. Continuano le incredibili scoperte archeologiche, nuovi ritrovamenti in tutto il mondo lasciano stupiti ed increduli archeologi e scienziati. Pietra con microchip in Russia: il ritrovamento.

giovedì 6 novembre 2014

ECCO IL CEROTTO HIGH-TECH: PROVE TECNICHE DI MICROCHIP SOTTOCUTANEO?

microchip-adesivo
L'intento è nobile e capace di riscuotere consenso da parte dell'opinione pubblica: monitorare i viaggiatori in casi di emergenze come Ebola o Aviaria. Nonostante i migliori auspici, c'è qualcuno che teme che si tratti di una prova tecnica di fascinazione per convincere, gradualmente, la popolazione mondiale ad accettare il microchip sottocutaneo. Molti sentono puzza di: problema-reazione-soluzione!
I teorici del complotto sono convinti che i poteri occulti che muovono le fila dello scenario politico-economico-sociale del pianeta si servano di uno schema molto semplice per realizzare i loro piani: creazione di un problema, causare una reazione, proporre una soluzione.
Con questo semplice modello persuasivo, i poteri occulti non avrebbero bisogno di imporre la loro visione della società, ma plasmerebbero le coscienze dei popoli spingendoli addirittura ad invocare questa visione.
Facciamo un esempio: mettiamo che io voglio andare nel paese “Petrolandia” a depredare i pozzi di petrolio dei petrolandesi. Se mando i militari di sana pianta ad occupare il paese, l’opinione pubblica sarà certamente contraria. Come persuaderla?
Dunque, potrei creare un terrorista con sede organizzativa in Petrolandia, oppure demonizzarne il leader come il male assoluto. Poi, organizzo un falso attentato nel mio paese, attribuendo ogni colpa al terrorista o leader petrolandese. Inoltre, grazie al fatto che controllo tutti i media, fomento l’onda di indignazione convincendo i miei cittadini che la soluzione migliore è “portare la democrazia in Petrolandia”, occupando il paese e uccidendone il leader. Facile!

sabato 27 settembre 2014

E' ufficiale: il Microchip r-fid sbarca nella scuola italiana!


Ci siamo. Il microchip R-fid è sbarcato nella scuola italiana. In una scuola di Cles (un piccolo comune in provincia di Trento) è stato introdotto per il controllo degli ingressi degli studenti, per monitorare i ritardi. Per ora il microchip NON è impiantato sottopelle, ma la direzione intrapresa è inequivocabile.  Già da un paio d'anni negli Stati Uniti molte scuole hanno introdotto il microchip R-Fid, sanzionando chi lo rifiuta. 

Staff nocensura.com
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Di seguito l'articolo de ladige.it


studentiNon solo astuccio, quaderni e libri. Quest'anno l'occorrente da mettere nello zainetto per la scuola si è arricchito di un nuovo elemento: il microchip. A Cles, le presidi degli istituti superiori «Russell» e «Pilati» hanno dotato ogni studente di un tag adesivo applicato sul libretto delle assenze, che consente larilevazione elettronica dei ritardi. Una rivoluzione digitale legata all'adozione del nuovo registro elettronico.

Il microchip viene intercettato da rilevatori appositamente installati agli ingressi del polo scolastico, per segnalare le presenze al passaggio dei ragazzi. La novità non è certo passata inosservata, tanto da diventare tema di dibattito nel corso di una recente assemblea d'istituto al liceo Russell convocata per l'elezione dei rappresentanti. In passato, i ritardi venivano rilevati attraverso un codice a barre stampato sul libretto, e ora qualche ragazzo non riesce proprio a tollerare l'adozione dei trasmettitori elettronici.
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