Visualizzazione post con etichetta clinton. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta clinton. Mostra tutti i post

venerdì 29 luglio 2016

Hillary Clinton promette guerra contro la Siria e l’Iran





La candidata democratica Hillary Clinton inizierebbe una guerra su larga scala in Siria qualora fosse eletta alla Presidenza degli USA. Per questo motivo la candidata del partito verde , Jill Stein, ha esortato i cittadini americani a non votarla e a non appoggiarla. Lo ha detto la Stein ai corrispondenti presenti alla Convention democratica di Philadelfia, nel nord est degli Stati Uniti.
Inoltre ha avvertito che questa non sarebbe l’unica guerra, visto il passato della Clinton e le guerre da lei iniziate (Libia e Siria) e la sua ideologia neocon, senza alcun dubbio, una volta alla presidenza,  lei inizierebbe altre campagne belliche in altre aree del mondo.
La Stein ha segnalato il pericolo che comporterebbe una eventuale presidenza Clinton per gli Stati Uniti e per il mondo ed ha richiamato i simpatizzanti di Senders, pre candidato democratico, a non appoggiare la Clinton per la nomination.  “Mentre Trump loda i dittatori, Hillary prende i loro soldi. Ci possiamo ricordare ancora una volta dei diritti umani in Arabia Saudita?” Ha detto la Stein, accennando agli ingenti  finanziamenti che la Fondazione Clinton ha ricevuto da parte dell’Arabia Saudita. Vedi: Politico.com

Jill Stein rappresentante Green Party
Jill Stein rappresentante Green Party

Gia’ vi erano stati indizi di quali siano i piani della Clinton per la Siria: il Mercoledì’, la portavoce della campagna elettorale della Clinton, James Rubin, ha affermato che gli USA dovrebbero adottare misure militari più’ incisive in Siria per poter influire negli eventuali processi di pace nel paese arabo.
Nello stesso tempo ci sono molti indizi che la Clinton abbia ostacolato il processo di pace in Siria facendo pressione nel 2012 su Kofi Annan, allora inviato speciale ONU in Siria. In questo modo la Clinton impedì’ la fine delle ostilità’ ed ha provocato la continuazione della guerra con il suo bilancio di oltre 400.000 morti, oltre a provocare l’inoperativita’ del 60% degli ospedali del paese arabo, secondo le statistiche dell’ONU.
Un’altra delle “promesse” fatte della Clinton era stata quella di attaccare l’Iran, una promessa fatta per compiacere Israele, l’alleato di ferro degli USA in Medio Oriente, “voglio che gli iraniani sappiano che, con me presidente, attaccheremo l’Iran”, vedi video: AWD News.com
Questo perché, ha giurato la Clinton, “gli Stati Uniti sono al fianco di Israele oggi e per sempre. Abbiamo interessi comuni. Idee comuni. Valori comuni”. Poi, quasi temendo che potessero non crederle: “Io ho una volontà di ferro per mantenere la sicurezza di Israele. Le nostre due nazioni lottano contro una minaccia comune, la minaccia dell’estremismo islamico. Io sostengo fermamente Israele e il suo diritto all’auto- difesa e penso che l’America dovrebbe aiutare questa difesa. Io sono coinvolta ad assicurare che Israele mantenga un vantaggio militare per far fronte a queste minacce (immaginarie, ndr.). Io sono profondamente preoccupata della minaccia crescente che rappresenta Gaza e la campagna di terrore condotta da Hamas”.
La candidata Hillary Clinton aveva fatto queste dichiarazioni , che sono già tutto un programma, nel corso di una riunione selezionata al Dartmounth Cllege, per raccogliere fondi, di fronte agli esponenti della nota lobby.  Chiaramente, i selezionati ascoltatori erano tutti appartenenti alla lobby sionista USA, senza il favore e i soldi della quale nessun candidato ha la minima speranza di vincere le elezioni in Usa.
La Clinton, come noto,  rappresenta al meglio gli interessi di queste lobby e sarebbe pronta a muovere qualsiasi guerra sia giudicata utile a rafforzare la posizione di Israele.
Fonti: Politico.com
Traduzione e sintesi: Manuel De Silva
Fonte: controinformazione.info

giovedì 31 marzo 2016

TRUMP E CLINTON: LA CENSURA DI CIO' CHE E' SCOMODO

DI JOHN PILGER
johnpilger.com

Un'aggressiva, ma familiare, censura sta calando sulla campagna elettorale degli Stati Uniti. Mentre Donald Trump, proprio come il cattivo delle vignette, pare quasi certo di diventare il candidato del Partito Repubblicano, Hillary Clinton e stata nominata sia come "candidata delle donne" che come campionessa del liberalismo americano nella sua eroica lotta contro il Maligno.

Naturalmente queste sono solo banalità; Hillary Clinton lascia una scia di sangue e sofferenze in tutto il mondo e un chiaro record di sfruttamento e di avidità nel suo stesso Paese. Dire questo, però, sta diventando intollerabile nella terra della libertà di parola.


La campagna presidenziale del 2008 di Barack Obama avrebbe dovuto mettere in guardia anche i più ingenui. Obama basò la sua campagna di "speranza" quasi interamente sul fatto di essere un afro-americano che aspirava a guidare il paese della schiavitù. Ed era anche "contro la guerra".

domenica 11 gennaio 2015

Bush vs Clinton. Presidenziali Usa scontro tra dinastie

Jeb Bush e Hillary ClintonJEB BUSH E HILLARY CLINTON

Il repubblicano Jeb Bush contro la democratica Hillary Clinton. Chiunque vinca l’America resta una paese governato da dinastie, non reali ma di potere

di Mirna Cortese
Jeb Bush, 61 anni, ex governatore repubblicano della Florida, fratello minore di George W Bush, ha fatto il primo passo ufficiale verso la candidatura alle presidenziali Usa del 2016. Ha lasciato, secondo quanto pubblicato dalWashington Post, tutti gli incarichi che occupava in società private, da ruolo di consigliere per la banca inglese Barclays, da grosse compagnie immobiliari come la Rayonier, di cui era consulente, e anche dalla Fondazione Bush per l’educazione. Gli sono rimaste “solo” gli studi legali della Jeb Bush & Associated e le società di cui è proprietario diretto o amministratore delegato.
E’ il segnale è comunque abbastanza chiaro. Dopo aver annunciato di voler esplorare le possibilità di candidarsi alla Casa Bianca, il più giovane dei Bush, l’unico che ancora non abbia soggiornato almeno quattro anni alla Casa Bianca, continua a prepararsi girando le grandi roccaforti repubblicane del sud, incontrando potenziali alleati e soprattutto potenziali donatori e finanziatori per la campagna elettorale.
loading...
loading...