mercoledì 25 febbraio 2015

STOP TTIP: ecco cosa accadrebbe a Agricoltura, Acqua, Servizi Pubblici, Ambiente e Lavoro

“L’ENNESIMO TENTATIVO DEGLI STATI UNITI DI IMPORRE LA CENTRALITÀ DI UN IMPERIALISMO ARROGANTE E ASSOLUTISTA”

di Comitato contro il TTIP – Ladispoli

Il 9 ottobre del 2014, il direttore della direzione generale del commercio della Commissione Europea, il belga Karel De Gucht, – oggi sostituito dalla svedese Cecilia Mallstrom – rendeva pubblico un documento di diciotto pagine, in cui erano riassunti, in modo abbastanza succinto, i termini dell’accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America. Accordo identificato con la sigla TTIP, Transatlantic Trade and Investment Partnership (Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti).
Il testo integrale delle questioni dibattute dalle commissioni presiedute dai due negoziatori, lo spagnolo Ignacio Garcia Bercero per l’UE e Dan Mulley per gli USA, resta, tuttora, un misterioso segreto di stato, di cui soltanto otto funzionari della Commissione Europea ne conoscono i contenuti. Anche i deputati del Parlamento Europeo, che nel mese di giugno dovrebbero ratificare il testo dell’accordo, sono rimasti all’oscuro di questi negoziati.
Purtroppo si conoscono solo alcuni capitoli concernenti il commercio dei servizi pubblici e a quello elettronico (e-commerce), che sono stati pubblicati l’anno passato dal settimanale tedesco Zeit. Da parte sua l’Huffington Post recuperava altri tre capitoli sull’energia mentre l’organizzazione statunitense Center for International Environmental Law riusciva a recuperare alcuni stralci sulla normalizzazione tariffaria del settore chimico.
Ufficialmente il TTIP nacque nel giugno del 2013, quando il presidente Barak Obama e l’allora presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, dettero inizio al primo round dei negoziati, terminando una complessa fase di preparazione che si è protratta durante dodici anni. In questo lungo periodo fu registrato il fallimento del MAI (Accordo Multilaterale sugli Investimenti), il congelamento degli accordi promossi nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO), il trattato di libero scambio NAFTA, tra USA, Canada e Messico e i fallimentari negoziati per l’ALCA (USA e paesi del Sudamerica).
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