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lunedì 9 febbraio 2015

Charlie Hebdo, la giornalista: "il terrorista aveva gli occhi azzurri"

Charlie Hebdo, la giornalista: "il terrorista aveva gli occhi azzurri" - ma i fratelli li hanno marroni! Chi erano i terroristi incappucciati?

VIDEO ESTRATTO DA UNA TV FRANCESE

Una giornalista presente nella redazione di Charlie Hebdo durante il blitz omicida dei terroristi è stata graziata. I terroristi le hanno intimato di recitare il Corano per avere salva la vita, e lei lo ha fatto. Ha guardato i terroristi negli occhi, ad una distanza di meno di un metro, ed è SICURA che l'uomo avesse gli occhi BLU! Ma i due fratelli non hanno gli occhi blu... (e pochi arabi li hanno...)

Faranno passare la ragazza quale "vittima di stress post-traumatico", le diranno che si è sbagliata, e forse riusciranno pure a convincerla di aver preso un abbaglio. Ma la ragazza si dice convintissima di quello che ha visto con i suoi occhi, che le sono rimasti particolarmente impressi: "erano occhi bellissimi"... Chi erano realmente gli incappucciati che hanno assaltato Charlie Hebdo?


Staff nocensura.com




Tratto da: nocensura.com


domenica 8 febbraio 2015

Clamorose testimonianze: I fratelli Kouachi sono morti in Siria nell'ottobre 2014


In una notizia clamorosa, che in pochi minuti ha fatto il giro del mondo, pubblica in esclusiva dal sito francese WikiStrike, secondo il giornalista Ghisham Doyle sono moltissime le testimonianze dei soldati dell'esercito libero siriano,


che confermano che i fratelli Kouachi presumibilmente responsabili degli attacchi del 7 gennaio 2015 a Charlie Hebdo, sono stati uccisi nel mese di ottobre 2014 in Siria durante un attacco da parte della coalizione.

Il sito WikiStrike assicura che seguirà le tracce che ha su Coulibaly, il terzo jihadista che ha fatto l'attentato nel negozio per ebrei a Parigi, e che ha fatto una fine simile a quella dei fratelli Kouachi, e quindi un destino un pò misterioso.

Il sito Bladibella.com è stato uno dei primi siti in Italia a dubitare della strage di Parigi, descrivendola come un complotto internazionale, e questa testimonianza dei soldati dell'esercito libero siriano non fa altro che confermare la nostra tese.

Per coloro che dubitano della testimonianza dei soldati siriani, consigliamo di vedere questo video, andato in diretta sul secondo canale francese l'8 gennaio, ovvero il giorno dopo la strage di Parigi. E' ora che vi svegliate! Buona visione. 



http://youtu.be/MDzawlZu7h8

Fonte: bladibella.com 


domenica 25 gennaio 2015

Conseguenze dopo Charlie Hebdo? Dall' UE nasce il "Database Passeggeri"


Dopo ogni evento "terroristico" che si rispetti, come da formula passiamo alla Reazione e successivamente alle possibilità para-soluzioni applicate. Il caso Francese ha ,fin da subito, mostrato dove le soluzioni sarebbero andate a parare. Avrebbero infatti colpito Internet. Sondaggi, frasi ripetute in stile mantra: " Sono supportati da internet, internet" - " Servono datebase precisi ", e cosi via.
La prima risposta dell' Europa è il "Passenger Name Record" o PNR.

 
Sarà la scheda individuale di ogni passeggero che le compagnie aeree dovranno mettere a disposizione delle forze dell'ordine.
Una normativa europea che entrerà con ogni probabilità in vigore entro il 2015. Una svolta storica per quanto riguarda la questione della privacy nel vecchio continente, una cessione di sovranità in nome della lotta al terrorismo.
Ed ancora una volta, semmai i popoli europei non se ne sono accorti, NON sono mai stati interpellati, essendo l'Europa un organismo sovranazionale gestito da uomini che non vengono eletti dal popolo.

Charlie Hebdo, ecco 15 segnali che dimostrano che è stato un false flag

15 SEGNALI INDICANO CHE L’ATTACCO A CHARLIE HEBDO E’STATA UN’OPERAZIONE FALSE FLAG

- DI BRANDON TURBERVILLE –
Probabilmente l’articolo più importante pubblicato fino da oggi sull’attentato a Charlie Hebdo.
Un’impressionante ricostruzione degli eventi, delle persone e della cronologia che hanno portato ai fatti di Parigi.
Dopo il massacro di Charlie Hebdo e a mano a mano che vengono alla luce maggiori informazioni sugli attacchi e sui legami tra i responsabili, i gruppi e le agenzie d’intelligence collegati alla NATO, si dimostra sempre più valida di ora in ora l’idea che la natura degli attacchi erano, in realtà dietro una false flag. (1)
Come è prevedibile, la destra xenofoba e pro-bellica sta usando l’attacco per dimostrare che tutti i musulmani sono terroristi e che l’unica soluzione è il loro totale annientamento e l’attuazione di adeguate misure di stato di polizia.
Dall’altro lato, c’è il patetico tentativo della sinistra di incolpare la vittima per istigazione e di concentrarsi sulla necessità di essere più politicamente corretti, di applicare un’auto-censura e di essere “minimal” linguisticamente parlando.
Tuttavia, la stragrande maggioranza del centro considera valida la versione dominante degli eventi prodotta dai grandi mezzi d’informazione e già scalpitano per la prossima forma di intrattenimento mediatico che i loro “creatori di cultura” presto gli propineranno senza pensarci due volte.
Tuttavia, come spesso succede, c’è molto di più dietro la storia che ci viene raccontata dai canali di informazione dominanti. Ci sono diversi dettagli discutibili sull’attacco a Charlie Hebdo e sul controllo aperto sui gruppi terroristici e jihadisti Islamici da parte degli apparati d’intelligence Francesi, Statunitensi e della NATO.
Mentre possono certamente accadere degli atti di violenza casuali – alcuni motivati dall’estremismo religioso ed altri no – è importante esaminare tutti i fatti che circondano questi eventi prima di giungere ad una conclusione sulla loro natura. Non possiamo semplicemente lasciarci andare a reazioni impulsive etichettando ogni atto di violenza come “sotto falsa bandiera”, tuttavia non possiamo ignorare la cronologia di tali atti e la prevalenza delle false bandiere negli ultimi tempi.

venerdì 23 gennaio 2015

CHARLIE HEBDO: IL MISTERIOSO 'SUICIDIO' DI HELRIC FREDOU

Della vicenda del poliziotto che indagava su 'Charlie Hebdo' trovato morto nei giorni seguenti alla strage ne avevamo parlato con l'articolo Francia: si suicida poliziotto che indaga su 'Charlie Hebdo' - di seguito l'intervista rilasciata dalla sorella -


FATTI SCIOCCANTI SUL MISTERIOSO SUICIDIO DI HELRIC FREDOU: INTERVISTA CON LA SORELLA

Di Vanessa Beeley 

I primi collegamenti intorno al suicidio di Helric Fredou sono stati messi in relazione dal giornale locale della regione di Limoges, dove io vivo.... Le populaire.

Comunque, sia i media nazionali che i mainstram non ne hanno parlato per parecchi giorni dopo l'attacco a Charlie Hebdo, nonostante il forte collegamento che - da quanto abbiamo appreso - avesse Helric Fredou con il  più grande attacco terroristico nel cuore di Parigi, di tutta la sua storia. Visto che Fredou era appena stato incaricato di redigere una relazione sui fatti.

Parigi

Dopo l'uscita di questo articolo su le Populaire, che entrava nei dettagli del suo apparente "suicidio" dovuto alla sua depressione, ho deciso di iniziare a scavare più a fondo  su come era arrivato a Limoges. Attraverso vari contatti con i media e con i blog locali, parlando con diverse fonti, ho messo insieme questi fatti.

1. Helric Fredou stava lavorando sul caso Charlie Hebdo e si è suicidato all'UNA  del mattino tra Mercoledì e Giovedi dopo aver appena finito di scrivere la sua relazione.

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