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venerdì 28 novembre 2014

"Ho vinto la battaglia contro il tumore grazie all'Artemisia Annua ed alla dieta vegana"

AmedeoGioiaeFiglioDi Lucrezia La Gatta - tiburno.tv

Gli erano stati diagnosticati appena due mesi di vita ma, grazie all'utilizzo dell'Artemisia Annua ed un regime di dieta vegana, il tumore è completamente sparito.
L'inizio della malattia
“Devo tutto al mio figlio maggiore, Emiliano – racconta Amedeo Gioia (nella foto insieme al figlio), 68enne romano residente nel quartiere di Due Leoni, a pochi passi da Borghesiana –. Dopo aver scoperto che mi mancavano poche settimane di vita, si è messo alla ricerca di cure alternative ed ha trovato l'Artemisia”.
La storia della malattia di Amedeo ha inizio a settembre 2013, quando venne ricoverato a seguito di un infarto. “I medici notarono delle perdite di sangue nel catetere così, dopo una visita urologica, mi venne diagnosticato un grosso papilloma alla vescica”. Quando giunse il periodo dell'operazione, il 31 marzo all'ospedale San Filippo Neri, i chirurghi decisero di non procedere. “Avevano scoperto che la massa tumorale era troppo estesa, così venni dichiarato inoperabile”, spiega Amedeo.
artemisiaLa scoperta dell'Artemisia Annua
Fu in quel momento che, a seguito della breve prospettiva di vita, scoprì l'Artemisia Annua: si tratta di una pianta che veniva utilizzata più di duemila anni fa dalla medicina cinese come antimalarico e che, ad oggi, è oggetto di studi da diverse università americane per la cura dei tumori. “Ho utilizzato una soluzione idroalcolica e dopo appena 48 ore ho iniziato a non sentire più i dolori – continua a raccontare –. A distanza di sei giorni l'ecografia mostrava un enorme miglioramento”. Oggi, dopo ben otto mesi, sia le analisi del sangue che le tac effettuate nel tempo, mostrano come del tumore non ci sia più traccia.

sabato 1 novembre 2014

Artemisia, proprietà antitumorali e benefici: parla un medico

http://www.sapereeundovere.itArtemisia: proprietà antitumorali e terapeutiche per lo stomaco

L’etimologia del termine generico (Artemisia) non è sicura e sembra che derivi da Artemisia, consorte di Mausolo, re di Caria; ma anche, secondo altre etimologie, potrebbe derivare dalla dea della caccia (Artemide), oppure da una parolagreca“artemes”= sano) alludendo alle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa. Il nome specifico (annua) fa riferimento al ciclo biologico annuale della pianta.
Chiamata nella cultura popolare:artemisia volgare, artemisia comune, artemisia citronella, assenzio selvatico, erba reale, erba dai cento sapori, erba del fuoco, erba di San Giovanni .
Artemisia, parola che deriva dal nome della dea Artemide,ha  proprietà curative d simili alle azioni benefiche apportate dalla divinità greca, come facilitare il parto, alleviare il dolore nelle donne con mestruazioni dolorose e regolarizzare il ciclo mestruale.
Allevia i disturbi digestivi: coliche, diarree croniche, dolori viscerali, senso di gonfiore addominale, flatulenza.
È una pianta conosciuta in Cina da più di 2.000 anni con il nome di qing-hao. Esistono numerose testimonianze scritte risalenti ai primi anni d.C. sull’uso, da parte dei cinesi, dell’infuso di Artemisia annua come antipiretico.
I Cinesi considerano la pianta di artemisia come estremamente utile per un trattamento di natura terapeutica:
Il primo articolo sull’artemisinina fu pubblicato dai ricercatori cinesi su una rivista internazionale solo nel 1982, si scoprì che era una donna, You-You Tu. Furono le sue conoscenze della medicina cinese a farle capire l’importanza di una ricetta trovata in un antico erbario del 300, in cui, per curare la febbre malarica, si usava il succo della pianta fresca, e non una tisana della pianta secca. Queste condizioni di estrazione non degradavano l’artemisinina, e finalmente si riuscì a trovare un estratto attivo.

L’artemisia stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorendo quindi l’appetito. Potente vermifugo: elimina i vermi intestinali.

venerdì 10 ottobre 2014

Tumore guarito con l'artimisia: ne parla anche Panorama!

Ieri abbiamo pubblicato l'articolo "il tumore? L'ho sconfitto con l'artimisia!" che riporta la testimonianza di un docente romano malato di tumore e considerato ormai "incurabile" che è guarito utilizzando l'artimisia. Il settimanale Panorama ha lo ha intervistato. Sempre Panorama in passato si era già occupato dell'artimisia, intervistando il direttore scientifico dell'Istituto dei Tumori di Milano, Marco Pierotti, che pur frenando, ha confermato le straordinarie proprietà della pianta.

Ecco l'articolo di Panorama:


Mi avevano diagnosticato un tumore al peritoneo, con diverse metastasi sparse tra prostata, intestino, vescica, ecc. Mi avevano dato una settimana, un mese di vita al massimo, ma i miei familiari non si sono arresi, hanno cercato cure alternative e i miei figli mi hanno convinto a provare con l'artemisia: sono guarito. Le metastasi, alcune grosse anche fino a 4 centimetri, sono scomparse. I medici dicono che sono un "miracolato", ma io sono ateo, comunista e marxista!".
Protagonista di questo apparentemente incredibile racconto è Amedeo Gioia, 68 anni, romano "del quartiere Testaccio", come ama sottolineare. A marzo scorso la terribile scoperta di avere un tumore in stato avanzato e la prospettiva di sottoporsi a cicli di chemioterapia, che "non mi avrebbero salvato" come racconta aPanorama.it. Poi la svolta, avvenuta a suo dire grazie all'artemisia annua, scoperta dal figlio 20enne ricercando su internet, insieme al fratello maggiore di 43 anni. Oggi Amedeo Gioia si sente rinato, "i miei figli mi hanno salvato la vita" dice e da due mesi ha aperto un gruppo su Facebook che si chiama "Quelli dell'artemisia annua", dove si possono trovare informazioni di ogni genere su come curarsi con questa erba, sulle cui "proprietà antitumorali" sono stati condotti studi in America.
LEGGI TUTTO sul sito di Panorama


giovedì 9 ottobre 2014

Il tumore? L'ho sconfitto con l'artemisia!

Foto da Panorama 
AGGIORNAMENTO: il settimanale Panorama ha intervistato il docente che ha curato un tumore con l'artimisia

Questo genere di notizie vengono apprese sempre con scetticismo da una parte dell'opinione pubblica, quella che "pende dalle labbra" dei mass media, e che ritengono essere una "bufala" tutto ciò che non appare sul tubo catodico. Ebbene delle proprietà anticancro dell'Artemisia, ne ha parlato anche il settimanale "Panorama", che ha intervistato il direttore scientifico dell'Istituto dei Tumori di Milano, Marco Pierotti, che pur frenando, ha confermato le straordinarie proprietà della pianta. Ne ha parlato anche la rivista scientifica PUBMED, molto considerata nella comunità scientifica.

Redazione Informatitalia

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Esisterebbe un’erba il cui principio attivo combinato con il ferro sarebbe in grado di uccidere il tumore in sole 16 ore. Il nome di questa pianta è Artemisia annua.
Come già sappiamo,il cancro è la malattia più letale esistente. Gli scienziati cercano costantemente di trovare una cura e, infine, porre fine al cancro. Questa erba ,l’ Artemisia annua, potrebbe uccidere fino al 98% delle cellule tumorali in appena 16 ore. Secondo le ricerche pubblicate in “Life Science”, l’artemisinina, derivata dall’Artemisia annua, è stata utilizzata nella medicina cinese e può uccidere il 98% di cellule del cancro del polmone in meno di 16 ore.
 In realtà l’erba in questione da sola sconfigge il 28% delle cellule cancerogene,è la sua combinazione con il ferro che porta alla totale distruzione del tumore.
In passato l’artemisinina è stata utilizzata come un potente rimedio antimalarico ma ora è dimostrato che questa cura è efficace anche nella lotta contro il cancro. Questo perché quando si aggiunge del ferro alle cellule tumorali infettate, attacca selettivamente le cellule “cattive”, e lascia quelle “buone” intatte.
Gli scienziati che seguono le ricerche, condotte presso l’Università della California, hanno dichiarato: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione ‘E2F1′ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”.
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