Gli erano stati diagnosticati appena due mesi di vita ma, grazie all'utilizzo dell'Artemisia Annua ed un regime di dieta vegana, il tumore è completamente sparito.
L'inizio della malattia
“Devo tutto al mio figlio maggiore, Emiliano – racconta Amedeo Gioia (nella foto insieme al figlio), 68enne romano residente nel quartiere di Due Leoni, a pochi passi da Borghesiana –. Dopo aver scoperto che mi mancavano poche settimane di vita, si è messo alla ricerca di cure alternative ed ha trovato l'Artemisia”.
La storia della malattia di Amedeo ha inizio a settembre 2013, quando venne ricoverato a seguito di un infarto. “I medici notarono delle perdite di sangue nel catetere così, dopo una visita urologica, mi venne diagnosticato un grosso papilloma alla vescica”. Quando giunse il periodo dell'operazione, il 31 marzo all'ospedale San Filippo Neri, i chirurghi decisero di non procedere. “Avevano scoperto che la massa tumorale era troppo estesa, così venni dichiarato inoperabile”, spiega Amedeo.
La storia della malattia di Amedeo ha inizio a settembre 2013, quando venne ricoverato a seguito di un infarto. “I medici notarono delle perdite di sangue nel catetere così, dopo una visita urologica, mi venne diagnosticato un grosso papilloma alla vescica”. Quando giunse il periodo dell'operazione, il 31 marzo all'ospedale San Filippo Neri, i chirurghi decisero di non procedere. “Avevano scoperto che la massa tumorale era troppo estesa, così venni dichiarato inoperabile”, spiega Amedeo.
Fu in quel momento che, a seguito della breve prospettiva di vita, scoprì l'Artemisia Annua: si tratta di una pianta che veniva utilizzata più di duemila anni fa dalla medicina cinese come antimalarico e che, ad oggi, è oggetto di studi da diverse università americane per la cura dei tumori. “Ho utilizzato una soluzione idroalcolica e dopo appena 48 ore ho iniziato a non sentire più i dolori – continua a raccontare –. A distanza di sei giorni l'ecografia mostrava un enorme miglioramento”. Oggi, dopo ben otto mesi, sia le analisi del sangue che le tac effettuate nel tempo, mostrano come del tumore non ci sia più traccia.




