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venerdì 26 dicembre 2014

Caso Marò, doccia fredda dall’India: “La nostra magistratura è indipendente”



Sì al dialogo tra governi, ma sulla questione dei fucilieri della Marina italiana accusati in India di aver ucciso due pescatori nel 2012, la magistratura indiana deciderà in modo equo ed indipendente. E’ quanto ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri indiano. “La questione è sub-judice, la magistratura che è indipendente ed imparziale assumerà una posizione indipendente sul caso”, ha detto Syed Akbaruddin, secondo quanto riporta il sito Zee News.


Fonte: http://www.retenews24.it/rtn24/archivio/caso-maro-doccia-fredda-dallindiala-nostra-magistratura-e-indipendente/


martedì 21 ottobre 2014

"Marò rilasciati in cambio di 18 trafficanti di droga indiani"



Magdi Cristiano Allam: "I due marò saranno rilasciati in cambio di 18 spacciatori di droga indiani!
Il generale Fernando Termentini, il più attento ed appassionato osservatore della vicenda dei nostri due marò, ha appena scritto nel suo blog: "Fonti di stampa ci dicono che per i marò si fa sempre più reale l'ipotesi dello scambio di prigionieri. Un negoziato silenzioso sviluppato per chiudere la vicenda attraverso un link diretto fra Palazzo Chigi e l'ufficio del primo ministro indiano, Narendra Modi. L'Italia potrebbe, infatti, in cambio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, consegnare a Delhi 18 marinai indiani arrestati in flagranza di reato a bordo di una nave carica con 40 tonnellate di stupefacenti in navigazione nelle acque territoriali italiane".
Fermo restando la soddisfazione per il ritorno definitivo in patria di due onesti servitori dello Stato, ci domandiamo se l'Italia sia ancora uno Stato di diritto o se invece si sia trasformata in un'associazione di stampo mafiosa che tratta da anni con la criminalità organizzata che lucra sulla tratta dei clandestini, che alimenta le proprie casse imponendo imposte sulle sigarette, l'alcol e la benzina, ed ora scopriamo accettando di barattare la vita dei nostri militari con quella di delinquenti comuni."


L'articolo di Fernando Termentini:

Fonti di stampa ci dicono che per i marò si fa sempre più reale l'ipotesi dello scambio di prigionieri. Un negoziato silenzioso sviluppato per chiudere la vicenda attraverso un link diretto fra Palazzo Chigi e l'ufficio del primo ministro indiano, Narendra Modi. L'Italia potrebbe, infatti, in cambio di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone,  consegnare a Delhi 18 marinai indiani arrestati in flagranza di reato a bordo di una nave carica con 40 tonnellate di stupefacenti in navigazione nelle acque territoriali italiane.

Viene quindi abbandonata l'internazionalizzazione tramite arbitrato, anche se sbandierata dai Ministri responsabili della gestione della vicenda come   "tecnicamente" pronta, per dare spazio ad una diplomazia bilaterale segreta che di fatto, però, di diplomatico non ha nulla se la trattativa viene sviluppata per uno scambio di prigionieri secondo un accordo bilaterale sottoscritto fra India ed Italia nell’agosto del 2012.

martedì 5 agosto 2014

Marò becchi e bastonati: l'ambasciatore italiano chiede i danni!


L'ambasciatore in India chiede i danni ai marò: "Il loro bucato ha rovinato la residenza"
Secondo quanto denunciato da Il Giornale e dal Coisp, Daniele Mancini avrebbe chiesto alla Farnesina un rimborso di quattrocento euro. Avrebbe usato quei soldi per ridipingere la facciata della residenza rovinata dal bucato dei marò
 
Loro gli hanno rovinato la recinzione. Lui ha chiesto loro il risarcimento. Tutto nella norma, almeno in apparenza. Perché a svelare la "stranezza", anzi le "stranezze", è "Il Giornale". Il lui in questione infatti è Daniele Mancini, ambasciatore italiano a Nuova Delhi. I loro del caso, invece, sono Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani trattenuti in India da oltre due anni e mezzo per l'omicidio di due pescatori indiani nelle acqua del Kerala.

Secondo quanto raccontato dal quotidiano e dal sindacato di polizia Coisp - che ha immediatamente chiesto l'allontanamento del diplomatico - Mancini avrebbe chiesto un rimborso spesa alla Farnesina di quattrocento euro. La "causale"? La famiglia Mancini avrebbe speso quei soldi per ridipingere la recinzione della residenza del diplomatico, rovinata - secondo l'ambasciatore - dai fili usati per stendere la biancheria  dai due marò, "bloccati" proprio in ambasciata.

Lasciando da parte l'opportunità della richiesta, il Giornale ha provato a fare due conti. Al ministero degli Esteri hanno fatto il cambio: tradotta in dollari la spesa sostenuta da Mancini fa qualcosa più di 500 dollari. Per avere un termine di paragone - scrive il quotidiano - il reddito pro capite medio indiano è di 1500 dollari all'anno. Ne consegue che l'operaio impegnato a ridipingere la recinzione, in pochi giorni, ha guadagnato un terzo di quel che incassa in dodici mesi.


Fonte: today.it


sabato 15 febbraio 2014

Il prof. Rinaldi: "Ecco come ottenere la liberazione immediata dei Marò"


Il noto economista euroscettico prof. Antonio Maria Rinaldi, docente universitario, affida al suo profilo Facebook una provocatoria soluzione per ottenere l'immediata liberazione dei marò:
Cosa ne pensate di questa mia proposta per riportare i nostri Marò a casa subito? In Italia risiedono dai 400 ai 450 mila indiani che rimettono mensilmente la quasi totalità del loro salario alla famiglia originaria in India. Questo avviene per mezzo di società specializzate nel trasferimento fondi che possiamo trovare in molti negozi di internet point ecc. Ebbene se si imponesse su qualsiasi cifra trasferita una tassazione forfettaria del 20%, nella certezza che nessuno presenta regolare dichiarazione dei redditi, gli amici indiani rilascerebbero il giorno stesso i nostri ragazzi. Naturalmente chi dimostra di essere in regola non è soggetto al prelievo del 20% e il provvedimento sarebbe sospeso se non dopo il rilascio per non danneggiare troppo i datori di lavoro (spesso anziani) che sarebbero sollecitati ad alzare i salari. D'altronde noi italiani siamo massacrati dall'imposizione fiscale e le regole sono uguali per tutti! Al Capone docet (ergastolo per evasione fiscale!).

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