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giovedì 31 marzo 2016
L’INCREDIBILE STORIA DEL GLIFOSATO DI BRUXELLES E LO “SHEEP DIP”
DI F.WILLIAM ENGDAHL
journal-neo.org
In una storia di corruzione a Bruxelles, quasi troppo grossolana per essere vera, la Commissione dell’Unione Europea è pronta ad approvare l’autorizzazione di utilizzare un elemento chimico provato cancerogeno, il glifosato, nonostante gli avvertimenti dell’organizzazione mondiale della sanità e da numerosi scienziati indipendenti che ne segnalano la tossicità per animali ed esseri umani. Soltanto sostenute proteste hanno costretto la UE a procrastinare a sorpresa la data prevista delle votazioni per la ri-approvazione.
Il Commissario UE alla Salute e alla sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis ha procrastinato la conferma dell’autorizzazione del glifosato questo mese, non per una coraggiosa risposta morale contro il corrotto gruppo della commissione UE per la sicurezza alimentare (EFSA) ed a favore di rinnovare l’autorizzazione all’impiego per il diserbante più usato al mondo, il glifosato. Il commissario è comunque prontissimo a concedere l’autorizzazione, nonostante il fatto che il comitato scientifico dell’Organizzazione mondiale della sanità nel 2015 ha catalogato il glifosato come probabile cancerogeno per animali ed esseri umani. Il commissario ha procrastinato la votazione soltanto perché quattro tra gli stati membri UE, a sorpresa, si sono rifiutati di approvare il rinnovo. Adesso Andriukaitis e il cartello dei diserbanti OGM stanno confabulando per trovare un modo alternativo di fare approvare il rinnovo nel silenzio.
Il glifosato è un composto chimico altamente tossico che è l’ingrediente principale del diserbante Roundup della Monsanto, diserbante più usato al mondo. In diverse combinazioni il glifosato è comunque venduto da quasi ogni compagnia agrochimica al mondo tra cui BASF, Syngenta, Dow Chemical, DuPont e la Cinese Zhejiang Wynca Chemical.
giovedì 1 gennaio 2015
GLI OLIGARCHI DI BRUXELLES ODIANO L'ITALIA E L'ITALIANITA': ECCO LE LEGGI E LE NORME CONTRO DI NOI
L'ultima sorpresa - scrive Il Giornale in edicola oggi - e' che, a partire da questo mese, l'Unione europea ha chiesto all'Italia di aumentare il suo contributo ai conti con 340 milioni di euro ogni anno da aggiungere al conto da 17 miliardi. La penultima e' che con il regolamento 1169 in vigore da dicembre, ha eliminato l'obbligo di indicare sui prodotti alimentari lo stabilimento di lavorazione. Bel colpo! (si fa per dire)
Finte delocalizzazioni, prodotti alimentari senza certificato di provenienza, merci scadenti e tossiche importate dal Terzo mondo a prezzi stracciati: l'elenco delle leggi anti-italiane approvate da Bruxelles e' infinito. Provvedimenti che si fanno beffe delle nostre eccellenze produttive e che mettono in ginocchio la nostra economia.
Proprio mentre contestualmente la Ue butta dalla finestra soldi per corsi di educazione sessuale in Burundi e green economy in Egitto.
Sul fronte alimentare e' arrivata "l'ennesima batosta ai nostri produttori che saranno ammazzati dalle multinazionali e dagli importatori che potranno comodamente spacciare latte, carni e oli provenienti da chissadove e fatti chissacome. Per non dire del made in Italy, un marchio che vale 1,3 triliardi di dollari e che l'Ue si ostina a non voler riconoscere. Rendendo, invece, sempre piu' costoso per le aziende continuare a investire in Europa. Questa Ue è diventata un'immensa prigione con aguzzini a Bruxelles che odiano l'Italia.
Intanto, "in attesa di imbarcarla nel gran carrozzone, alla Turchia solo nel 2013 di euro ne sono stati assegnati 935 milioni. Tanti e ben camuffati nel burocratese di cui l'Ue e' maestra: questa volta alla voce Ipa, lo strumento di Assistenza preadesione con cui si finanziano generosamente i Paesi in predicato di entrare nell'Unione.
domenica 7 dicembre 2014
Manganellate contro Gesù bambino: Femen assaltano presepe a Bruxelles!

in foto: Una immagine dell'assalto al presepe nella Grand Place di Bruxelles.
Sconcerto e sdegno nella capitale belga, colpite anche le immagini della Madonna e di San Giuseppe. Appena un anno e mezzo fa le Femen aggredirono l’arcivescovo Leonard.
Di Michele M. Ippolito - Fanpage
Due attiviste di un movimento di estrema sinistra chiamato Collettivo Anonimo, vestite da poliziotte, hanno parzialmente distrutto il grande presepe situato nella Gran Place di Bruxelles, capitale del Belgio. Le due donne, davanti ad una folla di testimoni, hanno preso di peso e gettato fuori dal presepe la statua di Gesù Bambino insieme alla mangiatoia ed hanno mimato colpi di manganello alle immagini di san Giuseppe e della Madonna, creando sconquasso nella rappresentazione della Natività montata nella principale piazza della capitale belga solo negli scorsi giorni. Subito dopo la loro azione dimostrativa, le due donne hanno issato sul presepe uno striscione con la scritta “al diavolo i poveri!”. Fermate dalla polizia (quella vera) le attiviste hanno detto di aver compiuto un gesto tanto clamoroso per protestare contro la politica economica del governo in carica, che, secondo loro, starebbe creando squilibri sociali.
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