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mercoledì 6 aprile 2016

Il re della Giordania Abdullah II accusa la Turchia di sostenere l'Isis: “Esporta terroristi in Europa”

Di Salvatore Santoru
La Turchia è stata più volte accusata di esercitare un ruolo "doppiogiochista" nella lotta contro l'Isis e ciò è stato sostenuto specialmente da parte dei guerriglieri curdi e della Russia, notoriamente aventi pessimi rapporti con Ankara.
Recentemente, alle ipotesi avanzate da curdi e russi si sono aggiunte quelle avanzate dal re della Giordania Abd Allah II.
  Secondo quanto è stato riportato da Middle East Eye(1), in un meeting segreto tra il re giordano e i membri del Congresso Usa dell’11 gennaio il re giordano avrebbe dichiarato che la Turchia starebbe dietro l'avanzata dell'islamismo radicale in Medio Oriente e la proliferazione del terrorismo islamista in Europa.
Come riportato in un articolo su "Wall Street Italia"(2), re Abdullah ha dichiarato che :

martedì 17 febbraio 2015

La Giordania umilia l’Isis, tremendo attacco delle Forze Armate Giordane: ecco il video

Nome in codice: Operation Martyr Moaz, dal nome del pilota giordano giustiziato dall’Isis. Non c’è che dire: la Giordania ha reagito in maniera veemente all’ennesima provocazione del Califfato, sfrerrando un tremendo attacco contro i terroristi. Ecco il video dell’operazione. 
La Giordania, scioccata dall’esecuzione del proprio pilota Moaz Kassasbeh, 27 anni, ha sferrato un tremendo attacco contro le postazioni terroristiche del Califfato, distruggendone diverse soprattutto in Siria.
Depositi di munizioni e centri di addestramento sono finiti nel mirino dei caccia della Royal Jordanian Air Force, l’aeronautica delle forze armate giordane.
L’ Operation Martyr Moaz, che in italiano suona come “Operazione martire Muath” (in memoria del giovane ucciso) rappresenta “solo l’inizio: colpiremo l’Isis ovunque”, ha annunciato il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh, parlando dalla Cnn.
«Mostreremo loro l'inferno». «Da una coraggiosa pilota giordana a Baghdadi»: sono alcuni dei messaggi scritti a mano dai militari di Amman sulle bombe caricate sui caccia prima di lanciare la rappresaglia contro l'Isis, come dimostra il video pubblicato dalle Forze armate giordane.
«Non pensiate che Dio sia all'oscuro di quello che i malfattori stanno facendo», recita invece la scritta su un foglio mostrata da un pilota prima del decollo.
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