DI PANAGIOTIS GRIGORIOUgreekcrisis.fr
L’inverno europeo continua e si manifesta incontestabilmente in Grecia. Lunedi 17 novembre, durante le manifestazioni commemorative della rivolta degli studenti contro l’altra dittatura, quella del 1973, alcun poliziotti hanno deliberatamente attaccato i manifestanti al grido di “siete venuti alla manifestazione, eh?… morirete!!”. Anche uno studente tedesco dell' Erasmus è stato violentemente aggredito dai “nostri” poliziotti-pretoriani, per il semplice fatto che quel lunedì sera si trovava nel posto sbagliato: in Grecia.
Un paese che ormai non è più democratico (e non lo è più nemmeno in maniera relativa) e nel quale – per ammissione della Commissione Europea – il rispetto o il non rispetto dei diritti fondamentali non dipende che dal governo. In altri termini, la Carta dei diritti fondamentali, che garantisce una serie di diritti personali, civili, politici, economici e sociali ai cittadini dell’UE, non è più valida per i paesi sotto la legge della Troika e del suo «memorandum».
La stampa ha diffuso la foto di questo studente tedesco (o secondo altre fonti svedese, ma al momento è impossibile verificare), un giovane che ha usato le iniziali “Ni Ls” per il suo account facebook e che protesta con rabbia raccontando la disavventura avuta con la polizia greca durante il suo Erasmus: “Che razza di paese è questo, nel quale bisogna avere paura della polizia?” si chiede il ragazzo.
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| Apories... de l'étudiant allemand frappé par la police grecque. Athènes, le 17 novembre 2014 |
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| Les encadrements du 17 novembre 2014 |
È evidente a tutti lo slittamento dallo Stato di diritto allo Stato di polizia. Al di là del carattere “sensazionalistico” della foto del giovane studente, una parte della stampa greca crede (non senza ragione) che essa esprima lo spirito del momento o, quanto meno, di una buona parte della popolazione.
“I poliziotti proteggevano l’Assemblea Nazionale come se si trattasse di proteggere un altro Stato, e per giunta uno Stato nemico”, sottolineava un manifestante lunedì sera. E tutti quanti concordavano: bisogna dire che c’erano circa centomila manifestanti ad Atene nella sera del 17 novembre, ai quali vanno aggiunti quelli di Salonicco, Patrasso e altre città.

