Disabilità dello sviluppo neurologico, tra cui l’autismo, disturbo da deficit di attenzione, iperattività, dislessia e altri disturbi cognitivi, colpiscono milioni di bambini in tutto il mondo. In alcuni casi si parla addirittura di un aumento dei casi.
Le sostanze chimiche che danneggiano il cervello in via di sviluppo sono tra le cause più note di questo aumento di disturbi cognitivi. Pensiamo ad esempio al piombo, o al mercurio.
Nel 2006, a seguito di una revisione sistematica, gli scienziati sono riusciti a individuare cinque sostanze chimiche industriali a cui sono state riconosciute proprietà neurotossiche durante il periodo dello sviluppo dei bambini: il piombo, il metilmercurio, bifenili policlorurati, arsenico, e toluene.
Dal 2006 in poi, questo elenco è aumentato, aggiungendo alla lista sostanze non soltanto non considerate nocive, ma addirittura prescritte per la prevenzione di altri disturbi.
Ad affermarlo un team di esperti che ha condotto uno studio di revisione, pubblicato sulla rivistaThe Lancet Neurology nel marzo 2014. Lo studio è il risultato della collaborazione tra l’Università della Danimarca meridionale, Harvard School of Public Health e Icahn School of Medicine presso il Monte Sinai.
Dal 2006, gli studi epidemiologici hanno documentato altre sei sostanze neurotossichepericolose per il cervello nel periodo dello sviluppo: manganese, fluoro, clorpirifos, diclorodifeniltricloroetano, tetracloroetilene, e gli eteri di difenile polibromurati.
Come si può notare, con quest’ultimo studio, anche il fluoro è finalmente stato inserito in maniera riconosciuta tra le sostanze neurotossiche, pericolose per la salute umana.