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martedì 31 maggio 2016

Perché indebitarsi? Ho costruito la mia Casa con 180 euro. Guarda le Foto


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Mutui, affitti, prestiti, conti in banca prosciugati..il tutto per cosa? Avere un tetto sopra le spalle, un posto dove dormire tranquillamente. Si sa che per avere una Casa propria ci vogliono Sacrificio e Denaro…tanto Denaro!
Michael Buck, un inglese di 59 anni, non è della stessa opinione ed ha dimostrato che per costruire una  Casa non c’è bisogno di avere tanti soldi o indebitarsi fino al collo con banche o altro. Quest’uomo è riuscito a costruire una casa soltanto con 150 sterline, più o meno 180 euro.
Vi starete chiedendo: ma come ha fatto a costruire un’intera casa con così pochi spiccioli? Avrà rubato? Sarà il solito parente di un politico italiano?
Il signor Buck è un ex insegnante d’arte, ha così sfruttato la sua originalità e creatività utilizzando soltanto materiale trovato nei cassonetti e prodotti donati da Madre Natura senza alcun costo. Per riuscire nel progetto l’uomo ha utilizzato una tecnica di costruzione molto antica, ormai quasi dimenticata.
La Cob House (che tradotto letteralmente vuol dire “casa pannocchia”, è in realtà un termine usato in Inghilterra per le case costruite con materiali naturali) si trova nel giardino del signor Buck in una campagna dell’Oxfordshire ed è già stata affittata. L’attuale inquilino è un operaio di una fattoria li vicino e paga l’affitto con il latte.
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La casa è fatta anche di scarti trovati nella spazzatura.
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Per creare molte delle finestre della casa sono state usate delle assi del pavimento abbandonate, e il parabrezza preso da un vecchio autocarro.
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Pur non avendo l’elettricità la casa ha comunque l’acqua corrente grazie ad una sorgente vicina, le pareti sono tinte con del gesso e una resina vegetale.
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Il letto a castello per ottimizzare lo spazio.
Il metodo usato per la costruzione è antichissimo, risale alla Preistoria dove veniva usata soltanto argilla, paglia e terra.

Fonte: blog.saltoquantico.org

giovedì 26 marzo 2015

NUOVA BASTONATA SULLA CASA! ECCO DI QUANTO AUMENTERANNO LE TASSE

Nuova batosta in arrivo per le famiglie italiane che possiedono una casa: secondo Unimpresa con la riforma del catasto potrebbe arrivarci una vera e propria stangata, con aumenti fino al 200%!!! Nuovi sacrifici in vista ... "state sereni"...

Informatitalia
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Catasto. Unimpresa, rischio stangata fiscale fino al 200%

plansCon la riforma del catasto, che prevede, in particolare, il passaggio dal vecchio sistema dei vani a quello dei metri quadrati, c’è il rischio di una nuova stangata fiscale, causata dall’incremento del valore catastale degli immobili e quindi della base imponibile, fino a quasi il 200%. I nuovi sistemi porteranno inevitabilmente a un aumento dei valori degli immobili, avvicinandoli o allineandoli ai prezzi di mercato: gli incrementi oscilleranno dal 52% dei piccoli centri al 197% in alcune zone mai aggiornate delle grandi città. Tali incrementi si tradurranno in un allargamento della base imponibile sia ai fini Irpef sia ai fini della Tasi e dell’Imu. Così Unimpresa nel giorno in cui l’Agenzia delle Entrate fornisce in una circolare le prime indicazioni con l’identikit operativo delle nuove commissioni censuarie chiamate a coadiuvare l’Amministrazione finanziaria nell’ambito della riforma del Catasto. Per evitare l’ennesima stangata sui contribuenti sarà pertanto opportuno lavorare con grande attenzione nelle commissioni e sarà soprattutto importante che il governo, a livello centrale e a livello locale, faccia di tutto per assicurare il funzionamento della clausola, inserita nella riforma, volta a garantire l’invarianza del gettito fiscale.
Ufficio Stampa Unimpresaa cura dell’Ago Press
Fonte: unimpresa.it


venerdì 23 gennaio 2015

Gli abusivi chiamano la polizia: proprietario di casa cacciato e denunciato!



L'assurda storia in viale Forlanini

Gianfranco Balzi | Abusivo Cacciato Polizia via Bellosio Forlanini
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Una storia assurda, che racconta Il Giorno. Un uomo, Gianfranco Balzi, sarebbe stato cacciato dalla casa della quale è regolarmente proprietario e deferito all'autorità giudiziaria. Accade in via Bellosio 15, a Milano, zona Forlanini. Ed è stata la stessa coppia che abusivamente occupa il suo appartamento - sembra follia ma non la è - a chiamare la polizia. 
L'uomo, documenti e prove alla mano, racconta al quotidiano milanese la sua rabbia. "Sono proprietario di un appartamento in via Bellosio. La mia casa è stata occupata abusivamente un paio d’anni fa da una coppia: lui italiano, lei marocchina. In quel momento l’alloggio era vuoto, io abitavo altrove con la mia compagna. Ho fatto la denuncia di occupazione abusiva al commissariato di Polizia “Mecenate’’ nel novembre del 2013. Ma è successo poco o nulla. Le forze dell’ordine si sono recate nell’appartamento per identificare gli occupanti abusivi. Ma niente sgombero. Gli abusivi sono restati lì", spiega.
"Appena prima di Natale - prosegue -, ho approfittato di un momento in cui gli occupanti abusivi erano usciti, sono entrato nella mia casa, ho cambiato la serratura e mi sono chiuso dentro. Quando gli abusivi sono tornati e hanno visto la serratura cambiata, si sono infuriati, hanno preso a calci la porta. E hanno chiamato la polizia".

martedì 20 gennaio 2015

Fini, in vendita la famosa "casa di Montecarlo" a 1,6 milioni

Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini
Da Liberoquotidiano.it

Casa di Montecarlo, in vendita l'immobile che "demolì" Gianfranco Fini. Il prezzo? 1,6 milioni di euro

La casa di Montecarlo: il "mattone" che demolì (politicamente) Gianfranco Fini. Una vicenda iniziata nel 2010, quando si fece luce sulla vicenda dell'immobile di Boulevard Princesse Charlotte, che la contessa Colleon lasciò in eredità ad Alleanza Nazionale e che però, di fatto, finì in mano al "cognato" di Gianfranco, Giancarlo Tulliani, tanto che nel 2012 a Fini fu contestato dall'erede Colleoni il mancato adempimento del cosiddetto "onere tesamentario". Fini negò, disse che si sarebbe dimesso dalla presidenza della Camera nel caso in cui fosse stato dimostrato che dell'appartamento godeva Tulliani (ma poi non lo fece) e disse anche che si trattava di una casetta di poco conto, poco più che una catapecchia insomma, mica un qualcosa che potesse valere la tempesta dalla quale fu travolto.
Clamorose smentite - Peccato però che ora, Fini, ancora una volta venga clamorosamente smentito. Già, perché l'appartamento adesso è in vendita alla "modica cifra" di 1,6 milioni di euro. Un tesoretto che è la limpida dimostrazione del fatto che tanto "catapecchia" l'immobile monegasco non sia. La notizia è del settimanale Oggi, in edicola da mercoledì 21 gennaio, che pubblica anche i sontuosi interni della casa, affidata all'agenzia immobiliare Mirage: basta dare un'occhiata agli scatti della "casetta" per capire di che razza di gioiellino si sta parlando. Secondo quanto scrive Oggi, sarebbe - putacaso - proprio il "cognato" Tulliani (fratello di Elisabetta, compagna dell'ex futurista) ad occuparsi della vendita dell'appartamento: è stato infatti fotografato mentre incontra di persona papabili acquirenti, seduto al tavolo di un bar monegasco. Eppure, sempre bene ricordarlo, Fini disse che quella casa non era mica finita in mano a Tulliani, ci mancherebbe.

Condomini: termosifoni con obbligo di termostato

Condomini: termosifoni con obbligo di termostato

Scatta l'obbligo di avere un termostato nei termosifoni dalla fine del 2016.
Chi lo deve mettere? 

Tutte le persone che abitano in una casa all'interno di un condominio dove c'é la stessa caldaia comune che funziona per tutti, il cosiddetto 'riscaldamento centralizzato'.

Quanto costerà?

Secondo una recente ricerca effettuata da Il Sole 24h il costo si aggira intorno ai 100 euro per termosifone, ma potrebbe anche essere molto inferiore, dipende dal prezzo del termostato, dal tipo di termosifoni che si hanno in casa e naturalmente dalla manodopera.

lunedì 12 gennaio 2015

Casa passiva: la casa che si scalda da sola

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La casa passiva è attualmente il modello di abitazione che consente il maggior risparmio energetico. È un’invenzione tutta europea e rappresenta uno dei più preziosi contributi che la ricerca universitaria ha offerto allo sviluppo di un’edilizia sostenibile.
La casa passiva (Passivhaus secondo il termine originale di lingua tedesca, passive house in lingua inglese) è un’abitazione che assicura il benessere termico senza o con una minima fonte energetica diriscaldamento interna all’edificio ovvero senza alcun impianto di riscaldamento “convenzionale”, ossiacaldaia e termosifoni o sistemi analoghi.
La casa è detta passiva perché la somma degli apporti passivi di calore dell’irraggiamento solare trasmessi dalle finestre e il calore generato internamente all’edificio da elettrodomestici e dagli occupanti stessi sono quasi sufficienti a compensare le perdite dell’involucro durante la stagione fredda.
I vantaggi in termini di consumo energetico sono enormi: una casa passiva consuma il 90% in meno rispetto alle case tradizionali, e circa il 75% in meno rispetto alle nuove case costruite secondo la regolamentazione termica attuale.

mercoledì 7 gennaio 2015

Come l’Unione sovietica europea ci espropria la prima casa

- di ELISABETTA CASTELLAZZI -
Per azzerare il debito pubblico e obbedire all’Europa delle banche ci esprospireranno le case. Pensate che solo l’euro sia la nostra rovina? Che solo l’immigrazione sia il cuneo che disgrega le comunità? Aprite gli occhi e uscite dagli slogan dei partiti. Perché la battaglia campale, la madre di tutte la battaglie sarà sul mattone, sulla nostra casa. Sarà la fine. La fine per molte famiglie e le imprese sane. Arriva la patrimoniale e arriva il botto della tassa di successione al 20%. La parola d’ordine dei democratici alla Renzi e degli europeisti è: tasse. Anzi…. chiamarle nuove tasse è fino troppo poco. La patrimoniale ci sarà, non solo è un rischio ma una tassa concreta già dietro l’angolo. Sarà la nostra definitiva rovina.
La guerra ai nostri risparmi parte su due fronti.
Il primo. Il governo da una parte ha dato il via alla riforma del catasto, le vecchie rendite catastali vanno in pensione, tutto sarà a nuovi valori di mercato. La base della tassazione sarà sui metri quadrati posseduti. Un tanto… al chilo!
In alcuni casi si arriverà a costi dieci volte il valore pagato oggi sia in termini di imposte dirette sulla casa sia in termini di servizi prestati dai Comuni (Imu e company…)
In quasi tutte le città ci saranno rincari da matti, inaccettabili.

Ma l’incubo della nuova dittatura fiscale non finisce qui. I Comuni potranno introdurre altre addizionali. Un suicidio di tasse.
E questo è il primo fronte di guerra. Il secondo è ancora peggio. Siete pronti a conoscere la riforma delle riforme del governo Renzi, il democratico Renzi?

mercoledì 3 dicembre 2014

L'incredibile villaggio di case sugli alberi in Piemonte!

villaggio alberi
Un intero villaggio che vive sugli alberi di castagno sui Monti Pelati nel Canavese che coniuga perfettamente vita nella natura, sviluppo sostenibile e i comfort della modernità.
Piccola, di legno e sostenibile, la casa sull’albero è il rifugio in cui vivere una vita tranquilla e a contatto con la natura, una vita in cui non si deve correre e non si deve rincorrere.
Un progetto di vita che è il desiderio di molti, vivere liberi e in simbiosi con la natura pura e semplice è la sfida che si sono proposti di affrontare gli abitanti di questa piccola comunità nata in un bosco di latifoglie.
In Piemonte, il sogno della casa sull’albero è diventato realtà. A sette metri di altezza ecco le casette a un piano unico, di legno e con le pareti ricamate da decorazioni lignee, dove vivono 12 adulti e una bambina di un anno. Immersi tra i boschi dei Monti Pelati hanno creato il  primo villaggio ‘arboricolo’ di Italia. Le case, realizzate con le più innovative tecniche di bioedilizia, si integrano perfettamente alla natura e sono costruite utilizzando quanto più possibile materiali del bosco o materiali riciclati, e sorgono tutte sugli alberi di castagno ad un’altezza di 6-7 metri, supportate da grosse travi di legno, in stile vecchia palafitta.«Non siamo “figli dei fiori” o delusi della società e tanto meno eremiti», spiega Dario, papà di Galatea. E a conferma delle parole arriva il mestiere: Dario fa il manager e dirige la sua azienda che importa in Italia rum cubano. «Volevamo solo recuperare una vita che tutti noi sentivamo di perdere nelle nostre città. Qui noi non sopravviviamo, qui riusciamo a vivere più intensamente».  Molti lavorano lontano ma la sera tornano sui loro alberi.

sabato 29 novembre 2014

INCREDIBILE: Occupare case non sarà più reato!

E' INCREDIBILE. Proprio mentre esplode il caso degli anziani che si ritrovano "sfrattati" da occupanti abusivi, che la legge NON consente di sgombrare sedutastante, la legge DEPENALIZZA il reato di occupazione: SARA' POSSIBILE INTENTARE SOLO UNA CAUSA CIVILE, CHE DURA IN MEDIA 10-15 ANNI !!!! LEGGETE E DIVULGATE.....

casa occupata
Matteo Renzi vuole depenalizzare il reato di occupazione abusiva. Anzi, l’ha già fatto: con la legge delega 67 del 28 aprile scorso. In un ritaglio nemmeno troppo nascosto della norma, approvata la scorsa primavera da Camera e Senato e già pubblicata in Gazzetta ufficiale, si scopre che tra i reati depenalizzati c’è il primo comma dell’articolo 633 del codice penale. «Si tratta della norma attraverso la quale una società come Aler, la partecipata di Regione Lombardia che gestisce un patrimonio immenso di case popolari, può effettuare gli sgomberi in caso di occupazioni abusive», denuncia il consigliere del Comune di Milano, Marco Osnato (Fratelli d’Italia), che all’Aler ci lavora da anni.
Lo conferma anche il collega di Forza Italia, Armando Vagliati: «Il governo vuole depenalizzare l’occupazione abusiva. Contro chi occupa si potranno fare solo cause civili, della durata media di 10 o persino 15 anni». Sembra una barzelletta, soprattutto alla luce dei recenti fatti di cronaca di cui Milano è stata protagonista. Solo due giorni fa la polizia ha tentato di buttare fuori da un appartamento, occupato illegalmente, una famiglia di romeni, padre madre e tre figli di cui due minorenni. Tempo poche ore e per via delle proteste dei comitati a difesa del diritto alla casa e della tensione con la polizia, gli occupanti hanno ripreso possesso della casa.

giovedì 13 novembre 2014

La Manhattan cinese: l'ennesimo esempio di città fantasma

La Manhattan cinese: l'ennesimo esempio di città fantasma
164 milioni di metri quadrati di uffici destinati a rimanere inutilizzati

"Stanno costruendo cose che nessuno vuole o di cui nessuno ha veramente bisogno ... e ci sarà una resa dei conti". Un altro mega progetto di città fantasma è in fase di sviluppo in Cina. Come riporta NBC News, l’imitazione cinese da 50 miliardi di dollari della Grande Mela - vicino alla città portuale di Tianjin, a circa 120 km da Pechino - con tanto di Rockefeller Center e Twin Towers è stato annunciato come il più grande centro finanziario del mondo in via di realizzazione. Ma questa Manhattan ha ancora molta strada da fare ...
 
Ian Williams spiega che nulla è migliorato in Cina rispetto al fenomeno delle città fantasma ...
 
 
"Una recente visita dimostra che la costruzione iniziata nel 2008 sulla scia di un boom creditizio scatenato in Cina dopo la crisi finanziaria globale sembra essere ad un punto morto. Mentre le imitazioni del Rockefeller Center e delle Torri Gemello sembrano essere completate, entrambe sono vuote e recintate.
  

lunedì 3 novembre 2014

Tasse sulla casa, in 1 anno sono aumentate di €300 a cittadino: l’analisi di Openpolis

tasse case 300Le tasse sulla casa sono una piaga per le famiglie italiane e in un solo anno sono aumentate di €300 a cittadino: praticamente un nucleo familiare di 4 persone deve sopportare un balzello di €1.200 in più. Una follia, come dimostra l’analisi di Openpolis.
Nel 2012 nei 15 Comuni più popolosi si spendevano in media €366 all’anno in tasse per la casa. Roma la più cara con €578, seguita da Milano (€511) e Padova (€488). Ultime Messina (€186) e Palermo (€153).
Fra le tante tasse che si pagano in Italia, quella sulla casa sembra essere quella più dibattuta. Campo di battaglia per campagne elettorali, ed elemento in costante cambiando. Dall’Ici alla Tasi passando per l’Imu, l’imposta sugli immobili è sempre al centro del vortice mediatico.
Openbilanci ci permette di fare un po’ i conti in tasca ai grandi Comuni italiani, andando a vedere quanto ogni singola amministrazione locale abbia incassato da 10 anni a questa parte in tasse sulla casa.
Stiamo parlando della somma di tutte le imposte versate sull’abitazione principale e su tipologie di immobili diverse come fabbricati, seconde case o altri immobili ad uso commerciale, artigianale ed industriale.

domenica 12 ottobre 2014

Sei in affitto? Renzi farà pagare la tassa sulla casa anche a te! Ecco come funziona


Per quanto ormai tartassati al di là di ogni umana sopportazione, i proprietari di casa al salasso annuale ci hanno fatto il callo. Tra coloro che il 16 ottobre dovranno passare alla cassa, però, c’è anche un gruppo di esordienti che finora aveva avuto a che fare solo con oneri condominiali e balzelli sui rifiuti. Con la nuova Tasi ad aprire il portafoglio saranno anche gli inquilini. Chi vive in affitto dovrà farsi dare dal proprietario
le rendite catastali dell’immobile e delle relative pertinenze, calcolarsi la sua bella tassa su una quota che va dal 10 al 30% dell’aliquota Tasi per le abitazioni locate fissata del proprio comune, compilare un F24 o un bollettino postale dedicato. Qualche esempio? A Roma si pagherà il 20% sulla base di un’aliquota allo 0,8 per mille, a Milano il 10% sulla stessa aliquota. I più spremuti sono i locatari di Biella, 30% su un’aliquota del 3,3 per mille, dove il balzello però è stato già andato all’incasso prima dell’estate. Occhio, però, all’importo. Se sarà sotto i 12 euro la legge stabilisce che nulla è dovuto. Comunque il premier Matteo Renzi proprio ieri ha promesso: «Dal 2015 ci sarà un’unica tassa» nei Comuni che poi decideranno l’aliquota. 
Salasso assicurato - Il conto alla rovescia è comunque scattato per tutti. La stangata è assicurata. Anche per le prime case. Le ultime elaborazioni del Servizio Politiche Territoriali della Uil calcolano che per una famiglia su due il conto sarà quest’anno più salato dell’Imu 2012. Su 336 famiglie residenti in 84 città capoluogo oggetto del campione di indagine, il 51,8% dovrà vedersela con una Tasi più pesante di quanto pagato con l’Imu due anni fa.

sabato 11 ottobre 2014

Troppe tasse, ecco la gara a demolire la propria casa

Quello che sta accadendo, è incredibile, e fa capire a che livello sia arrivata la PROFONDA DISPERAZIONE che serpeggia nel nostro paese. 
Negli USA invece sono le banche a distruggere le abitazioni, dopo averle pignorate alle famiglie. Quando sul mercato ci sono troppi immobili, venderli diventa impossibile, e l'eccessiva disponibilità fa calare i prezzi. Per questo le banche USA le demoliscono, anziché lasciarle alle famiglie o donarle ad enti assistenziali, in un paese dove centinaia di migliaia di persone vivono in strada...

Redazione Informatitalia

Chi non può permettersi la seconda abitazione la distrugge. Oppure la «regala» allo Stato. Pagando. IL CASO A Cerignale (Pc) ruspe in azione da quando Monti ha introdotto l'Imu sulle case rurali

Di Filippo Caleri - "Il Tempo"

Dal valore del mattone al piccone per demolirlo. È il triste destino del patrimonio immobiliare italiano, vanto della classe media, tra le più ricche del mondo grazie all’amore, viscerale ma comunque contraccambiato per la proprietà edilizia. Un amore finito, distrutto e lacerato dalle tasse.
Sì, ora per non pagare più il conto al fisco, che sulle case ha messo radici e deciso di finanziare senza pietà e a oltranza il deficit dello Stato, si ricorre alla distruzione delle abitazioni o, nell’ipotesi migliore, alla donazione allo Stato. Non è uno scherzo. Ma il risultato inatteso, o forse pianificato e inconfessabile, dei grandi economisti consiglieri dei governi che hanno puntato inopinatamente sull’equazione casa uguale ricchezza, colpendo al cuore e al portafoglio una nazione intera e il nervo portante della sua economia. Dunque la Tasi, ultima invenzione di una classe politica incapace di costruire il futuro e in cerca solo di risorse per tappare i buchi creati dai privilegi accordati nel passato, sta diventando un incubo per molte famiglie italiane. E il genio italico, che nel Dna ha la ricerca della scappatoia per fuggire alla gabella, si è messo già all’opera. Per la Confedilizia, che rappresenta una buona parte dei proprietari di immobili, sono sempre più frequenti i casi di proprietari di case che, tartassati per case ricevute in eredità e posizionate in angoli remoti del Paese, pensano di lasciare allo Stato i loro «mattoni». Una facoltà prevista dall’articolo 827 del codice civile che recita testuale: «I beni immobili che non sono in proprietà di alcuno spettano al patrimonio dello Stato». In linea di principio dunque basterebbe l’abbandono di fatto di una casa e la comunicazione ufficiale al comune in cui è sito l’immobile per far scattare il passaggio del bene nella disponibilità dello Stato. E la liberazione dall’Imu. Un’ipotesi che è dibattuta però tra i giuristi interrogati dall’associazione.

giovedì 22 maggio 2014

Renzi spremerà come limoni gli italiani che possiedono una casa

MACELLERIA DI GOVERNO: RENZI SPREMERA' AGLI ITALIANI CHE POSSIEDONO UNA CASA 52,3 MILIARDI DI EURO NEL 2014 (BANDITO)
MACELLERIA DI GOVERNO: RENZI SPREMERA' AGLI ITALIANI CHE POSSIEDONO UNA CASA 52,3 MILIARDI DI EURO NEL 2014

Su tutto il patrimonio immobiliare complessivo (case, uffici, negozi, capannoni e così via) grava un carico fiscale che nel 2014 raggiungerà i 52,3 miliardi di euro.

Rispetto all`anno scorso, questo importo è destinato ad aumentare di oltre 2,6 miliardi di euro (variazione pari al + 5,4%). A questo risultato è giunto l`Ufficio studi della Cgia, sommando i 9,3 miliardi di euro di gettito legati alla redditività degli immobili (Irpef, Ires, Registro e bollo, cedolare secca, etc.), gli 11,9 miliardi di euro riferiti al trasferimento degli immobili (Iva, imposta di registro/bollo, imposta ipotecaria/catastale, le successioni e le donazioni) e agli oltre 31 miliardi di euro riconducibili al possesso dell`immobile (Imu, imposta di scopo, Tari e Tasi).

Nonostante la Tasi ci costi almeno 4,1 miliardi di euro, prosegue la Cgia, l`incremento del carico fiscale complessivo per l`anno in corso si riduce a poco più di 2,6 miliardi a seguito della soppressione della maggiorazione Tares.

"Fino a qualche anno fa - ricorda il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi - l`acquisto di una abitazione o di un immobile strumentale costituiva un investimento. Ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo. In primo luogo perché la confusione e le difficoltà legate alle modalità di pagamento hanno raggiunto livelli inammissibili, in secondo luogo perché tra Imu, Tasi e Tari gli immobili sono sottoposti ad un carico fiscale ormai insopportabile".

domenica 30 marzo 2014

Sfrattato per 3 euro di morosità: è accaduto in provincia di Ravenna

L'incredibile vicenda arriva da Lugo: un 53 enne è riuscito a liquidare la somma che doveva, ma la banca ha incamerato 3,62 euro di commissioni che quindi non sono finite sul conto del padrone di casa.

Si può perdere casa per tre euro? La risposta è sì, se sei in provincia di Ravenna. E’ quello che è accaduto a un artigiano edile di Lugo, sposato, con due figli. In crisi economica, da ottobre a gennaio non era riuscito a pagare l’affitto. Dopo l’intimazione da parte del padrone di casa, era riuscito a racimolare la cifra che serviva: 1.938 euro.
Tutto sistemato? Per niente. La banca ha infatti trattenuto tre euro le le spese di commissione. E il giudice onorario del tribunale ravennate ha deciso di convalidare lo sfratto per la mancanza di questi tre euro. L’esecutività sarà per il 20 aprile, Pasqua. Sul Resto del Carlino possiamo leggere altri dettagli dell’assurda vicenda di inflessibilità della giustizia.

lunedì 3 marzo 2014

Le banche USA pignorano le case e poi le demoliscono! Siamo alla follia più totale

Siamo alla FOLLIA più totale; il cinismo delle banche è pari solo alla loro avidità. Negli Stati Uniti hanno pignorato centinaia di migliaia di case, ma siccome il mercato immobiliare è fermo, e l'eccessiva disponibilità di case in vendita fa crollare il valore degli immobili, per risolvere il problema le banche fanno demolire gli immobili ritenuti "di troppo".
Proprio così: le demoliscono, accollandosi anche l'onere della demolizione e dello smaltimento delle macerie... 

Non potrebbero donarle ai Comuni per farle utilizzare a chi ne ha bisogno?
Non potrebbero dare un tetto alle centinaia di migliaia di persone che non ce l'hanno?
NO! Le banche ragionano in termini di "margine di guadagno", di "convenienza", se la gente disperata vive in strada o si suicida non è un loro problema...
 
Le bidonville di Detroit, a pochi passi dai grattacieli...
E anche in Europa ci sono 11 milioni di case SFITTE, VUOTE! mentre moltissime persone affollano le stazioni ferroviarie-dormitorio e ogni anno muoiono assiderate... il Vaticano possiede il 20-22% degli immobili italiani, ma nonostante le belle parole di Papa Francesco, si volta dall'altra parte dinnanzi alla povertà.

Redazione Informati

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Editoriale a cura di Alessandro Raffa per nocensura.com


Quando un'amica americana mi ha riferito che le banche, in USA, pignorano le case ai cittadini per poi demolirle, credevo di aver tradotto male il testo. Ho incollato la sua frase sul traduttore di Google, e quando ho constatato che non avevo capito male, le ho chiesto lumi. Nessun errore di traduzione, le cose stanno proprio così. Le banche in Usa pignorano la casa ai cittadini insolventi - sbattendoli nel mezzo alla strada - per poi demolire l'abitazione.

Quello degli "insolventi", negli USA è un vero e proprio esercito, anche grazie alla concessione dei celebri "mutui subprime" che sono mutui concessi a persone prive dei requisiti solitamente richiesti per la concessione di credito, spesso precari e autonomi in difficoltà, che sono stati i primi a "saltare" a causa della crisi economica, che in USA ha "morso" i cittadini più di quanto sia accaduto fino ad oggi in Italia: questo perché mentre l'economia italiana è composta in prevalenza da aziende medio-piccole, spesso a conduzione familiare (non soggette a delocalizzazione) in USA a "farla da padrone" sono le grandi holding, e i posti di lavoro dispensati dalle grandi multinazionali sono, o meglio erano svariate decine di milioni. I poli produttivi delle multinazionali si sono trasferiti dove produrre costa molto meno, spesso nel vicino Messico, lasciando gli americani alle prese con una disoccupazione dilagante.[1]

PERCHE' DEMOLIRE LE CASE?
Negli USA il numero di case pignorate è elevatissimo. Il fenomeno interessa tutti gli USA, ma in particolare riguarda le "ex zone industriali", trasformate dalla delocalizzazione in poco più che lande desolate [1] dove migliaia di cittadini, dopo aver perso il lavoro hanno perso anche la casa. La quantità di case sfitte è elevatissima, e le prospettive di collocarle sul mercato sono scarse, sopratutto in quelle zone dove non c'è più lavoro. In queste zone la lista delle case sfitte poste sul mercato è lunghissima, e anziché ridursi, si allunga di mese in mese. Le case che restano a lungo sfitte rovinano (in queste zone rurali molte case sono in legno, e se lasciate sfitte si deteriorano più velocemente) e avrebbero bisogno di interventi di manutenzione che in questo contesto diventano una spesa inutile. Inutile aggiungere che il valore immobiliare in queste condizioni crolla.

Europa: tra famiglie sotto i ponti e 11 milioni di case sfitte!

In america con la crisi dei mutui subprime e la crisi dilagante, con zone che sono rimaste senza lavoro a causa della delocalizzazione, le case pignorate dalle banche sono centinaia di migliaia: sono troppe, e rischiano di far crollare il mercato: pertanto LE DEMOLISCONO!!! Alla faccia di chi è costretto a vivere per strada o nelle bidonville perché non ha una casa... ne ha parlato nocensura.com alcuni mesi fa... una situazione ASSURDA, disumana... perché non darle ai poveri, in cambio di un canone agevolate? Perché a loro conviene demolirle... e le banche ragionano in termini di 'profitto' non di 'giustizia' e di 'umanità'...

Detroit: bidonville e grattacieli...
Redazione Informati
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Il Guardian denuncia il dramma che sta dietro il crollo del mercato immobiliare: secondo i dati raccolti nell’inchiesta, in tutta l’UE ci sono più di 11 milioni di case sfitte - il doppio di quante ne occorrerebbero per ospitare tutti i senzatetto del continente.
- di Rupert Neate -
Secondo i dati raccolti dal Guardian in tutta l’UE ci sono più di 11milioni di case sfitte - il doppio di quante ne occorrerebbero per ospitare tutti i senzatetto del continente.
In Spagna più di 3,4 milioni di abitazioni sono attualmente non occupate, oltre ai 2 milioni di case sfitte in Francia e in Italia, 1,8milioni in Germania e oltre 700.000 nel Regno Unito.

Secondo le informazioni raccolte dal Guardian, c’è un gran numero di case vuote anche in Irlanda, Grecia, Portogallo e in molti altri paesi.
Molte delle case si trovano nei grandi villaggi turistici costruitidurante il febbrile boom edilizio andato avanti fino alla crisi finanziaria del 2007-08 – e non sono mai state occupate.
Oltre a questi 11 milioni di case - molte delle quali sono stateacquistate come investimento da persone che non intendevano abitarci - altre centinaia di migliaia di case rimaste allo stato grezzosono state demolite, nel tentativo di sostenere i prezzi delle proprietà esistenti.
Gli attivisti dei movimenti per la casa hanno detto che il “numero incredibile” di case lasciate sfitte, mentre milioni di poveri soffrono per la mancanza di un’abitazione, è uno ”spreco scioccante”.
“E’ incredibile. E’ un numero enorme” ha detto David Ireland, chief executive della charity Empty Homes, che si batte perché le case vuote siano messe a disposizione di coloro che hanno bisogno di alloggi.
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