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lunedì 20 giugno 2016

REGNO UNITO: Occhi giganti" per spiare i cittadini.. e alla gente piace!





AVANZA LA DITTATURA GLOBALE:
Occhi giganti spia come nel romanzo 1984" 
di George Orwell!

Articolo di Ariane Belushi
Gli schermi sono situati nei tre accessi per la nuova stazione ferroviaria della città e utilizzano la tecnologia di riconoscimento facciale per identificare i passanti e per offrire annunci personalizzati in base all'età o al sesso.



Inoltre, questi monitor/telecamera a forma di occhio (come la piramide onniveggente degli illuminati...), sono in grado di registrare tutti i movimenti dei passanti.

Gli occhi sono costituiti da più di 500 schermi televisivi individuali, che agiscono come "telecamere nascoste" e controllano in modo efficace le persone che entrano ed escono dalla stazione. 

Le telecamere sono abbastanza sofisticate 
da determinare il sesso, l'età e il gruppo demografico degli individui.

Ne abbiamo parlato qualche settimana fa, ma ciò che veramente sorprende di queste schermate, è il design palesemente orwelliano.

Più preoccupante è che questi occhi digitali intrusivi giganti hanno provocato una reazione molto positiva da parte del pubblico in generale. 

Queste sono alcune delle opinioni espresse in un rapporto della BBC:


- "Ahhh, ecco come funziona la tecnologia di oggi. Non sarei preoccupato. "


- "Questo è incredibile"


- "Penso che sia abbastanza freddo in termini di tecnologia e mostra come il futuro si evolverà".




Alcune indagini hanno dimostrato che la maggior parte delle persone nel Regno Unito non hanno mai sentito parlare di George Orwell, tanto meno hanno letto il suo terrificante romanzo intitolato 1984, il quale ha indubbiamente ispirato il concetto contemporaneo di programmi spia Grande Fratello e tecnologie simili a quelle che si stanno cominciando ad utilizzare a Birmingham.

Ecco il video:



Fonte: ilnuovomondodanielereale.blogspot.com

giovedì 16 giugno 2016

Ministro inglese Michael Gove: "La UE non è una democrazia"



IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA BRITANNICO, MICHAEL GOVE: ''QUESTA COSA CHIAMATA UE CHIARAMENTE NON E' UNA DEMOCRAZIA''



LONDRA - In un articolo pubblicato sul  quotidiano britannico "The Times" in edicola questa mattina, Michael Gove, segretario alla Giustizia del Regno Unito - l'equivalente del ministro della Giustizia italiano - e figura di primo piano dello schieramento per il Brexit, sostiene, scrive che alla base del referendum del 23 giugno ci siano questioni molto serie e molto gravi. 
"Nel caso dell'Unione Europea - esordisce l'intervento di Gove sul Times -  è evidente che sono le istituzioni europee a controllare il popolo e non il contrario. Noi, la gente, non controlliamo le attività dell'Ue più di quanto controlliamo quelle di Goldman Sachs o JPMorgan, cioè per nulla. Questo accade perchè le persone che gestiscono la Ue sono individui di cui la maggior parte di noi non ha mai sentito parlare, che non ha mai scelto, e che non può cacciare".
"L'Unione Europea - prosegue l'esponente del governo Cameron - è gestita da 28 commissari che hanno il diritto esclusivo di iniziativa politica e non sono mai stati eletti direttamente dal popolo. Dubito che la loro identita' sia nota a piu' di una manciata di cittadini europei".
"Il Consiglio dei ministri, poi - prosegue l'alto esponente conservatore britannico -  è un organismo in cui il Regno Unito è solo uno dei 28 membri, non ha diritto di veto e può essere messo in minoranza da una maggioranza qualificata. Qeusto Consiglio, è bene non dimenticare, si riunisce in segreto e da un processo legislativo affidato a burocrati non eletti proviene più della metà delle nostre leggi, che governano ogni aspetto della vita".
"Queste leggi - continua - non possono essere annullate o abrogate dai parlamenti nazionali, altrimenti interviene la Corte europea di giustizia, contro la quale non si può ricorrere in appello e che è un'istituzione politica vincolata dai suoi fondatori a perseguire il fine ideologico dell'integrazione europea".
"Questa Corte di giustizia - prosegue Gove - ha un approccio fondamentalista, ad esempio, su temi come la libertà di circolazione, al punto che gli Stati membri hanno perso la possibilità di espellere i criminali. Comunque la si pensi sull'immigrazione, l'espulsione, l'estradizione, la lotta alla criminalità e al terrorismo - stigmatizza il minstro della Giustizia britannico - non si è più sovrani se non si possono controllare queste decisioni".
"Questa cosa chiamata Ue chiaramente non è una democrazia. Al centro del dibattito c'è quello che si chiama sovranità o autogoverno democratico o ripresa del controllo. Bene. Non abbiamo bisogno di un tribunale politico che ci dica che non possiamo espellere i criminali. Non abbiamo bisogno di accettare la perdita del controllo su tasse come l'Iva. Non abbiamo bisogno di cedere il controllo sulle frontiere per attrarre investimenti - scrive in prima pagina sul Times il ministro della Giustizia britannico Michael Gove".
"La storia dimostra che fuori dalla Ue abbiamo messo fine al commercio degli schiavi, diviso l'atomo, sconfitto il fascismo, costruito il miglior servizio sanitario del mondo, creato la migliore emittente radiotelevisiva e operato come un faro di libertà In conclusione, a chi è in dubbio chiedo: se ne fossimo fuori, votereste per l'appartenenza alla Ue, adesso? Se la risposta a questa semplice domanda è no, allora perchè scegliere di restare?".
Straordinario.

Redazione Milano.


Fonte: Il Nord

mercoledì 15 giugno 2016

Boom economico per la Gran Bretagna se esce dall'Ue




Mentre il giorno del referendum sulla permanenza o meno dell’Inghilterra nella Ue si avvicina, sui media nazionali asserviti all’oligarchia Ue ed ai potentati finanziari che la sorreggono, si assiste al proliferare di previsioni apocalittiche più degne dell’anno 1000 che di analisti economici degni di tal nome.
Tralasciando quella secondo cui il salvataggio di Veneto Banca sarebbe a rischio a causa del Brexit (cercate di non ridere troppo forte, per carità), i notiziari nazionali hanno paventato il rischio di crollo del benessere in Inghilterra, del valore della sterlina, disoccupazione galoppante, buco nei conti pubblici, inflazione alle stelle, arrivo delle piaghe d’Egitto di biblica memoria e probabile sbarco di ferocissimi marziani davanti a Buckingham Palace. Ebbene, è tutto falso e lo dimostriamo.
Partiamo da alcuni dati di fatto oggettivi ed incontrovertibili:
- Disoccupazione UK: 5,1% - Disoccupazione UE: 10,2%
- Crescita del PIL 4° trimestre 2015 UK: 0,6% - Crescita del PIL 4° trimestre 2015 UE: 0,3%
- Cambio Euro/Dollaro 2015 -13% - Cambio Sterlina/Dollaro 2015 -4,83%
Anche uno che non mastichi molto di economia si rende immediatamente conto di come il Regno Unito sia decisamente più in salute della Ue e se poi dovessimo riferirci alla sola Eurozona, allora si può tranquillamente affermare che la Gran Bretagna è boom economico, rispetto l'asfittica crescita dei Paesi ingabbiati nell'euro, Eurozona che - tra l'altro - proprio oggi l'Ocse denuncia avere il più alto tasso di disoccupazione dell'intero Occidente e dell'Asia. Non so se vi rendete conto della gravità di questo dato: le economie che usano l'euro non producono crescita, producono disoccupati.
Veniamo ora agli scenari apocalittici descritti dalla stampa prezzolata e dai nostri politici filo Ue.
Affermazione: “Se l’Inghilterra dovesse uscire dalla UE, la sterlina subirà una consistente svalutazione che porterà al crollo del PIL”.
Smentita: nel 1992 l’Inghilterra, sotto il peso della speculazione messa in atto dal noto squalo della finanza Soros, uscì dallo SME e attuò una pesante svalutazione della propria moneta.
Nel 1993 il PIL dell’Inghilterra crebbe “solo” del 2,6% e l’anno successivo addirittura del 4%! Detto ancora più chiaramente: fu un boom economico enorme che ebbe effetti benefici che durarono molti anni.
Basti sapere che nel 1992, prima della svalutazione, il PIL del Regno Unito crebbe di un misero 0,45% e fu addirittura negativo nel 1991 con un -1,33%.
Quindi, dove sarebbe il rischio di crollo del PIL legato ad una svalutazione della sterlina? Boh, mistero assoluto: difatti le profetesse di sventura si guardano bene dal spiegarlo. Semmai, una svalutazione della sterlina renderebbe più appetibili sui mercati esteri i prodotti made in UK, favorendo le esportazioni.
Affermazione: “Se l’Inghilterra dovesse uscire dalla UE, le sue imprese entreranno in crisi a causa delle sanzioni che Bruxelles applicherà per ritorsione ed i cittadini inglesi si troveranno a non poter acquistare i prodotti europei per i limiti all’export verso l’Ighilterra che verranno attuati”.
Smentita: L’Inghilterra ha una bilancia commerciale negativa per 3.532 miliardi di sterline. Questo significa che importa molto più di quanto esporta e lo fa soprattutto dai paesi Ue e dalla Germania in particolare. Ora, se la Ue decidesse di imporre dazi ai prodotti inglesi, la ritorsione si farebbe immediatamente sentire ed a rimetterci non sarebbe certo il Regno di Sua Maestà, dato che potrebbe allargare gli scambi commerciali con il Commonwealth, ma proprio i paesi Ue che entrerebbero immediatamente in recessione. E primo fra tutti la Germania, che non saprebbe più dove vendere le carriole fumanti di Volkswagen, anche se Schauble potrebbe sempre imporre a italiani e greci l’obbligo di acquistare solo auto tedesche per bilanciare la perdita di fatturato (e il premier non eletto di Palazzo Chigi, siamo certi, aderirebbe con entusiasmo).
Affermazione: se esce dalla Ue, la Gran Bretagna come farà con le fonti d'energia? Il gas dalla Russia arriva in Europa...
Errore clamoroso o disinformazione velenosa, fate voi: il Regno Unito esporta petrolio e gas, non li importa. L'Inghilterra è produttore di prodotti petroliferi, quindi è comunque in una posizione di vantaggio rispetto a tutti gli altri paesi Ue, che invece il petrolio non l'hanno e devono comprarlo... specialmente dalla Gran Bretagna!
Questi pochi esempi - ma ce ne sono molto altri - mostrano come la disinformazione di regime sul Brexit sia arrivata a livelli ignobili. Un po’ come quando i notiziari sovietici trasmettevano le immagini di persone in fila nei Paesi occidentali per andare al cinema spacciandole per poveri in attesa della razione quotidiana di cibo.
Da qualsiasi prospettiva la si guardi, l’applicazione di ritorsioni contro l’uscita dell’Inghilterra dalla Ue porterebbe più danni che vantaggi proprio ai paesi ue e non certo alla “perfida Albione”. Il massimo che gli oligarchi di Bruxelles agli ordini della Merkel possono fare è digrignare i denti e sperare che i loro servi d’Oltremanica riescano a convincere il popolo britannico a votare per la permanenza nella cortina di ferro magari con l'aiutino di "opportuni" scatoloni del “voto per corrispondenza” come accaduto in Austria.
Chiaramente i “mercati” tifano per la permanenza del Regno Unito nella gabbia Ue, perché è più facile corrompere e prezzolare una sola entità di governo che due o molte di più perché, diciamoci la verità, se il Brexit dovesse vincere, referendum analoghi verranno fatti in molti altri paesi del “paradiso sovietico europeista” che non ne possono più di essere sgovernati da un noto alcolizzato succube degli interessi germanici.
Ah, ovviamente nell'italico Stivale tutto tace, del Brexit non si parla e figuriamoci approfondirne i contenuti. Le regole dell'informazione italiana col sinistro paraocchi sono: sopire, nascondere, minimizzare, depistare, disinformare, falsificare, eludere qualsiasi notizia sulle ragioni del Brexit e sulle sue conseguenze.
E quindi tranquilli, l'Italia rimarrà agganciata al carro tedesco fino all’ultimo, per lo meno fino a quando avremo politici che preferiscono far perdere lo schieramento che dicono di rappresentare (vedi Roma), pur di portarsi a casa un pezzettino di interessi dal ducetto di Pontassieve.
Ma la storia si può solo provare a rallentare, fermare mai. E se si prova a fermarla per troppo tempo, poi gli eventi prendono accelerazioni gigantesche. Si chiamano rivoluzioni.
Un'ultima piccola nota a margine: la produzione industriale britannica è così "succube e schiacciata" dal pericolo del Brexit, che è aumentata del 2% in un solo mese, quello di aprile...
Fonti:
Autore: Luca Campolongo / Fonte: ilnord.it


domenica 1 maggio 2016

Marò uccisi in agguato in Libia? Roma smentisce. Tutto previsto.

Convoglio militare italo-britannico cade in agguato in Libia
Lo ha affermato il sito ebraico DEBKA, notoriamente vicino al Mossad.
Rapida traduzione:
“Il convoglio di Marines italiani,  con le forze speciali britanniche e le truppe libiche era in viaggio dalla città nord-occidentale di Misurata verso la roccaforte ISIS di Sirte, che si trova 273 chilometri a sud-est, quando è caduto in un’imboscata e duramente colpito dalle forze ISIS.
“Ci sono stati uccisi e feriti fra le  truppe italiane, mentre  mancano informazioni se ci sono state vittime inglesi. Alcuni rapporti dicono che membri delle forze occidentali sono stati fatti prigionieri da ISIS, ma devono ancora essere identificati.
E ‘possibile che eventuali ostaggi  siano in mano alle  “Forze Armate libiche”, una milizia comandata dal generale Khalifa Belqasim Haftar, un libico che ha la cittadinanza americana”.
 [vero che Haftar è americano.  La frase di DEBKA è ambigua, vuole incolparlo.  Può avere i suoi motivi. Nota di Blondet]
“Secondo le informazioni delle fonti di DEBKAfile,  veicoli imbottiti di esplosivo  si sono affiancati al convoglio che trasportava  le truppe italiane e britanniche e si sono fatti esplodere. Poi kamikaze hanno attaccato  il gruppo ed altri combattenti ISIS il convoglio,   tempestandolo di colpi di mortaio e di mitragliatrice pesante. Le forze occidentali sono riuscite a svincolarsi solo dopo l’intervento di aerei ed elicotteri italiani ed inglesi.

martedì 27 gennaio 2015

Quella lettera a Gheddafi che imbarazza Tony Blair e i servizi segreti inglesi

Di Giampaolo Rossi

È il 26 aprile del 2007 quando l’allora premier britannico Tony Blair, prende carta e penna e, su carta intestata “Downing Street”, scrive una lettera:“Caro Mu’ammar, spero che tu e la tua famiglia stiate bene…” Mu’ammar è il colonnello Gheddafi.
Nella lettera, Blair si rammarica del fatto che un tribunale britannico si sia opposto ad un caso di estradizione a Tripoli e spera che questa decisione non comprometta “l’efficace cooperazione bilaterale che si è sviluppata tra Regno Unito e Libia negli anni recenti”, soprattutto “nel settore cruciale della lotta al terrorismo”. Blair si riferisce a due esponenti del LIFG, il Gruppo dei Combattenti Islamici Libici (organizzazione legata ad Al Qaeda) detenuti in Inghilterra, per i quali la Corte si opponeva al trasferimento forzato in Libia per il pericolo che potessero essere torturati dalla polizia segreta di Gheddafi.

DOCUMENTI CHE IMBARAZZANO

La lettera, pubblicata dal quotidiano inglese The Guardian, è stata ritrovata negli archivi governativi di Tripoli dopo la caduta del regime libico nel 2011; essa è parte di un centinaio di documenti che un pool di avvocati londinesi sta raccogliendo e mettendo agli atti in un processo di risarcimento danni contro il governo di Sua Maestà intentato da dodici dissidenti (tra cui sei cittadini britannici di origine libica), arrestati, deportati con le loro famiglie in Libia e lì torturati attraverso l’azione coordinata dell’intelligence dei due paesi.
Ciò che emerge è che i legami tra l’MI5 e l’MI6, i servizi segreti britannici, e quelli libici sono stati molto più ampi di quanto s’immaginava; addirittura, agenti segreti libici sono stati autorizzati ad operare sul suolo britannico per individuare, identificare e intimidire avversari del regime di Gheddafi a cui la Gran Bretagna aveva concesso asilo politico. Questa almeno è l’accusa. In realtà molti di questi erano legati a gruppi jihadisti ai quali lo stesso Gheddafi dava la caccia.

sabato 22 novembre 2014

GRAN BRETAGNA,POLITICI STUPRAVANO BAMBINI, E LI UCCIDEVANO DOPO ORGE

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Nuovi abominevoli casi di omo-pedofilia sono emersi in Gran Bretagna, con particolari di orrenda depravazione che coinvolgono la classe dirigente britannica. Che è infatti la stessa a propagandare immigrazione e adozioni gay. Capite perché: materiale per i loro ‘riti’.
Secondo il Sunday Telegraph, Scotland Yard ha scoperto una rete di deputati omo-pedofili che tra gli anni ’70 e ’80 era solita riunirsi per violentare in gruppo e poi uccidere bambini tra i 10 e i 12 anni. La polizia sta investigando almeno su 3 casi. Uno riguarda un deputato conservatore che strangolò un dodicenne durante un’orgia negli anni ’80 davanti ad altri membri dei Comuni.
In realtà, la rete di stupri e sacrifici umani perseguita dalla cosiddetta ‘élite’ europea è molto più ampia. Basti pensare a Dutroux e ai legami con la politica belga ed eurocratica di Bruxelles. Il vaso di Pandora è molto più fondo di quanto possa apparire. Difficile che l’indagine arrivi fino ai piani alti, come ad un passo dai piani alti, dovette fermarsi quella euro-belga. E’ già piuttosto sorprendente che sia arrivata fino ai media, deve essere in atto uno scontro al vertice combattuto anche in questo modo, lasciando filtrare notizie compromettenti.

mercoledì 19 novembre 2014

LA FARSA DELL' ASSEDIO A JULIAN ASSANGE

assangeDi John Pilger - johnpilger.com 

L'assedio intorno a Knightsbridge è tutta una farsa. Per due anni, una presenza esagerata e costosa della polizia intorno all'Ambasciata del Ecuador di Londra è servita al solo scopo diostentare il potere dello stato. La preda assediata è un australiano accusato di nessun crimine, un rifugiato che fugge dall'ingiustizia, la cui unica salvezza è una stanza concessagli da un paese sudamericano coraggioso. Il suo vero crimine è aver dato il via ad una ondata di verità in un'epoca di bugie, di cinismo e di guerra.

 La persecuzione di Julian Assange deve finire. Ovviamente anche il governo britannico ritiene che deve finire. Il 28 ottobre, il Vice Ministro degli Esteri, Hugo Swire, ha detto al Parlamento che avrebbe "accolto attivamente" il procuratore svedese a Londra e che "avrebbe fatto assolutamente di tutto per facilitare il suo lavoro". Il tono era di  impazienza.

Il procuratore svedese, Marianne Ny, si è rifiutata di andare a Londra per interrogare Assange per le accuse di cattiva condotta sessuale a Stoccolmanel 2010 - anche se la legge svedese lo consente e se questa procedura è di routine sia per la Svezia che per il Regno Unito. Le prove documentali diuna minaccia alla vita e alla libertà di Assange da parte degli Stati Uniti - se dovesse lasciare l'ambasciata - sono schiaccianti. Il 14 maggio di quest'anno, alcuni documenti della Corte degli Stati Uniti hanno rivelato che un sono in corso ulteriori "indagini-multiple" contro Assange.
La Ny non ha mai dato adeguate spiegazioni sul perché non andrà a Londra, così come le autorità svedesi non hanno mai spiegato perché si sono rifiutate di dare ad Assange una garanzia che non lo avrebbero estradato verso gli Stati Uniti, nel quadro di un accordo segreto tra Stoccolma eWashington. Nel dicembre 2010, l'Independent rivelò che i due governi avevano discusso su una possibile estradizione verso gli Stati Uniti ancor prima che fosse emesso il mandato d'arresto europeo.

Forse una spiegazione può essere che, contrariamente alla sua reputazione di bastione liberal, la Svezia è, di fatto, tanto vicina a Washington da aver fatto "concessioni segrete" alla CIA - compresa la deportazione illegale dei rifugiati. La consegna e la successiva tortura di due rifugiati politici egizianinel 2001 è stata condannata sia dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, che da Amnesty International e da Human Rights Watch; la complicità e la doppiezza dello stato svedese sono state documentate nel contenzioso civile e da WikiLeaks.
Nell'estate del 2010, Assange era andato in Svezia per parlare delle rivelazioni di Wikileaks sulla guerra in Afghanistan - in cui la Svezia aveva inviatoproprie truppe sotto il comando degli Stati Uniti.

mercoledì 30 aprile 2014

In UK preferiscono Putin come leader mondiale

Vladimi PutinQualche settimana fa Nigel Farage (fondatore dell'Independent Party UKIP,) si è “scontrato” in un dibattito con il vice-Primo Ministro Nick Clegg, sulla questione ucraina.
Farage ha detto che la Russia è stata provocata dall’Europa, che gli eurocrati hanno fatto male a costringere gli ucraini fra Occidente e Russia e che Vladimir Putin è «obbiettivamente» (senza necessariamente prenderne le parti, ha aggiunto) uno stratega politico di prima grandezza.
I commenti dei media inglesi sono stati poco “inglesi” (per esempio il Guardian) e il The Independent, ha pensato di lanciare un sondaggio fra i suoi lettori.
«Il leader mondiale preferito da Farage è Putin. Lo stesso Putin che sta aiutando Assad in Siria, che s’infischia del diritto internazionale per annettersi la Crimea. Questo, Farage lo trova ammirevole. Diteci: qual è il vostro leader preferito?».
I risultati del sondaggio:

domenica 19 maggio 2013

Gran Bretagna, sondaggio: cresce il partito euroscettico di Farage, ora è al 19%

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19 mag. – Il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (Ukip, nell’acronimo in inglese) guadagna terreno ed ora e’ la terza formazione politica in Gran Bretagna, relegando i liberaldemocratici al quarto posto. Lo rivela un sondaggio sulle intenzioni di voto realizzato dall’azienda ComRes: il sondaggio assegna all’Ukip un avanzamento di 4 punti percentuali rispetto al mese scorso (ora e’ al 19%), il bottino piu’ alto mai raggiunto dal partito di Nigel Farage.
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