venerdì 17 aprile 2015

Propoli e biodinamica: le proprietà di questo straordinario prodotto

Una sostanza disinfettante, conservante e curativa, usata fin dall'antichità. Con qualità non riproducibili in laboratorio. Una spiegazione ce la può fornire la biodinamica...



Il propoli e’ conosciuto fin dall’antichità in quanto veniva utilizzato come sostanza con capacità conservante, disinfettante e “curativa” in genere. Il propoli o la propoli è una sostanza prodotta dalle api elaborata raccogliendo resine e oli essenziali dal mondo vegetale. In particolare contiene molte sostanze estratte dalle gemme delle piante in particolar modo dalle conifere. La Natura infatti ha fatto le gemme  ricoprendole con un piccolo strato protettivo contro muffe e batteri. Inoltre le api raccolgono anche le resine dalle cortecce dove la Natura ha “costruito” i tessuti ricoprendoli di sostanze contro insetti e animaletti indesiderati.
Le api dopo aver raccolto queste sostanze riescono con le loro mandibole a crearne delle piccolissime palline che a seconda della composizione possono essere gialle, rossastre, marroni o quasi nere. L’odore è fortemente aromatico. Le api quando fanno rientro nelle loro casette non riescono immediatamente a liberarsi dalla propoli e hanno bisogno dell’aiuto delle loro sorelle.
Le api utilizzano questa sostanza appiccicosa per rendere sterile e pulito il loro ambiente di vita. L’ape è infatti uno degli “insetti-animali” più igienici. Basti pensare che in un arnia ci possono essere anche cinquantamila api ed ognuna di queste quando deve rilasciare i propri escrementi esce sempre all’esterno.
La convivenza all’interno di una città così affollata come un’arnia implica necessariamente la massima igiene, per cui le api utilizzano la propoli per mantenere buono il proprio stato di salute. Inoltre la propoli viene utilizzata per chiudere fessure e spazi indesiderati e per scoraggiare l’intrusione di insetti antagonisti oltre che per incapsulare eventuali corpi estranei che possono risultare minacciosi per la buona salute dell’intera colonia. Il nome propoli non è dato a caso. La sua origine sta in “pro-polis” che significa “a vantaggio della città”. L’ape è un animale particolarmente legato alle forze solari, ogni ape potrebbe essere considerata come una goccia di sole condensata. E’ per questo che l’ape è in grado di conferire al propoli delle particolari caratteristiche solari. In un certo senso la propoli è una “luce solare condensata” che aiuta l’ape a stare sana e ad attraversare bene l’inverno. (prima parte)

Fonte: paolopistis.it

Propoli e biodinamica seconda parte.
L’ape è strettamente connessa con un campo di forze spirituali.
In questo caso per spirituali intendiamo forze sovrasensibili solari, capaci di aumentare la condensazione di luce. Infatti l’ape è particolarmente affine ad un’altra sostanza che ha una particolare relazione con la luce che è il silicio. Il silicio è espressione di luce condensata.
Quattro sono le particolari sostanze che l’ape produce: il miele con proprietà nutritive, la pappa reale con proprietà nutritive-rinvigorenti, la cera con proprietà riscaldanti e la propolicon proprietà disinfettanti.
Tutte e quattro queste sostanze hanno in sé l’azione del silicio che è un’azione di collegamento con le forze solari-risananti. A dire il vero c’è un’altra sostanza che appartiene alle api e che ha un valore estremamente terapeutico, la ritroviamo però in piccolissime se non infinitesimali dosi disperse nell’arnia e nella propoli : è il veleno dell’ape. E’ un alcaloide importantissimo con capacità antireumatiche, antiartritiche ed è usato anche nel campo cosmetico per la cura della pelle.
La particolarità della propoli, che è costituita da resine vegetali, è data dal fatto che questa sostanza è derivata da un’attività mandibolare dell’ape. Quindi si tratta di una sostanza che da vegetale diventa una sostanza “animalizzata”. In questo modo la propoli è spiritualmente unasostanza più elevata rispetto alle resine originarie che la compongono ed è per questo che la propoli non può essere imitata da nessun laboratorio in modo artificiale. Inoltre per il fatto che le resine vegetali diventano per così dire “animalizzate”, e quindi di un gradino superiore rispetto al mondo vegetale, sono particolarmente affini al corpo umano rispetto ad altre sostanze derivate direttamente dalle piante.
E’ da sottolineare che per la raccolta del propoli biodinamico l’ape non viene sottoposta a particolari manipolazioni che possano in qualche modo compromettere la vita dell’alveare.
Un elemento che ritroviamo nel propoli, a cui nella medicina antroposofica si dà molta importanza, è il ferro. Il ferro è il vero elemento che fa da scudo per la difesa dell’alveare e altresì il ferro è fondamentale per la composizione del sangue umano ed è alla base del sistema immunitario.
Il propoli che viene prodotto soprattutto a fine estate è ricco non solo di ferro “terrestre” ma anche di un ferro particolare legato al periodo estivo che si denomina “ferro meteoritico”, ovvero ferro distaccatosi dalla frantumazione del materiale meteoritico che si trova disperso in via infinitesimale nell’atmosfera. Non si tratta di un ferro paragonabile a quello che comunemente conosciamo a livello chimico, ma di una sostanza che ha una capacità “vibrazionale” risanante degli organismi viventi. In Natura questo ferro permette alle piante di svolgere correttamente il proprio ciclo biologico rendendo quindi le piante sane. L’ape per sua natura durante il volo è in grado di condensare dentro di sé le forze del “ferro siderale (siderium=cielo)” e di trasferirlo nell’elaborazione del propoli.

Fonte: paolopistis.it

Immagine: Coscienze in rete


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