Julian Assange nel suo nuovo libro “When Google Met WikiLeaks” è durissimo: «Se volete una visione del futuro», scrive, «immaginate occhiali di Google promossi da Washington e legati a volti assenti – per sempre». L’accusa al colosso web è di mostrare addirittura «l’impenetrabile banalità del non fare il male». Se i rimandi sono a George Orwell e Hannah Arendt, l’accusa è diretta: Google è tutt’uno con la politica estera Usa, ed è anche un’entità che configura «una forma postmoderna di totalitarismo». Del resto, «il modello imprenditoriale di Google è spionistico», dichiara Assange alla “Bbc”. Il motore di ricerca? «Un colossale strumento di sorveglianza di massa, l’incarnazione dei più foschi incubi totalitaristici». Punto di partenza del libro, l’incontro tra il creatore di Wikileaks e l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, avvenuto nel 2011 in Inghilterra. Per il giornalista australiano, Google funziona esattamente come la Nsa, la struttura spionistica di massa smascherata da Edward Snowden.
Google, rivela Assange, «fa più dell’80% del fatturato raccogliendo informazioni sulle persone, aggregandole, archiviandole e classificandole». Il
super-motore di ricerca web «costruisce profili della gente per poterne prevedere gli interessi e il comportamento, e vende questi profili principalmente alle agenzie di pubblicità», sostiene Assange in un’intervista ripresa da “Megachip”. «Google è parte costituente dell’industria americana della difesa, con un ruolo ufficiale dal 2009». E’ praticamente una struttura organica alla politica estera degli Stati Uniti. Peraltro, aggiunge lo stesso Assange in un colloquio con “Repubblica”, non è affatto inconsueta l’alleanza tra tecnologia e dittatura: «Il totalitarismo che si è sviluppato nella Germania nazista e nell’Unione Sovietica era hi-tech». I nazisti, dichiara Assange a Fabio Chiusi, «sono stati la guida mondiale nello sviluppo tecnologico sotto diversi aspetti, e avevano l’ambizione ideologica di spingersi in un mondo inedito di nuove meraviglie tecnologiche». Certo, ovviamente Google «non è ancora per nulla vicina» allo spirito del brutale sistema nazista, «ma il desiderio totalizzante c’è».
super-motore di ricerca web «costruisce profili della gente per poterne prevedere gli interessi e il comportamento, e vende questi profili principalmente alle agenzie di pubblicità», sostiene Assange in un’intervista ripresa da “Megachip”. «Google è parte costituente dell’industria americana della difesa, con un ruolo ufficiale dal 2009». E’ praticamente una struttura organica alla politica estera degli Stati Uniti. Peraltro, aggiunge lo stesso Assange in un colloquio con “Repubblica”, non è affatto inconsueta l’alleanza tra tecnologia e dittatura: «Il totalitarismo che si è sviluppato nella Germania nazista e nell’Unione Sovietica era hi-tech». I nazisti, dichiara Assange a Fabio Chiusi, «sono stati la guida mondiale nello sviluppo tecnologico sotto diversi aspetti, e avevano l’ambizione ideologica di spingersi in un mondo inedito di nuove meraviglie tecnologiche». Certo, ovviamente Google «non è ancora per nulla vicina» allo spirito del brutale sistema nazista, «ma il desiderio totalizzante c’è».

