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domenica 12 ottobre 2014

Assange: Google è come la Cia, il suo business è spiarci

Julian Assange nel suo nuovo libro “When Google Met WikiLeaks” è durissimo: «Se volete una visione del futuro», scrive, «immaginate occhiali di Google promossi da Washington e legati a volti assenti – per sempre». L’accusa al colosso web è di mostrare addirittura «l’impenetrabile banalità del non fare il male». Se i rimandi sono a George Orwell e Hannah Arendt, l’accusa è diretta: Google è tutt’uno con la politica estera Usa, ed è anche un’entità che configura «una forma postmoderna di totalitarismo». Del resto, «il modello imprenditoriale di Google è spionistico», dichiara Assange alla “Bbc”. Il motore di ricerca? «Un colossale strumento di sorveglianza di massa, l’incarnazione dei più foschi incubi totalitaristici». Punto di partenza del libro, l’incontro tra il creatore di Wikileaks e l’amministratore delegato di Google, Eric Schmidt, avvenuto nel 2011 in Inghilterra. Per il giornalista australiano, Google funziona esattamente come la Nsa, la struttura spionistica di massa smascherata da Edward Snowden.
Google, rivela Assange, «fa più dell’80% del fatturato raccogliendo informazioni sulle persone, aggregandole, archiviandole e classificandole». Il Julian Assangesuper-motore di ricerca web «costruisce profili della gente per poterne prevedere gli interessi e il comportamento, e vende questi profili principalmente alle agenzie di pubblicità», sostiene Assange in un’intervista ripresa da “Megachip”. «Google è parte costituente dell’industria americana della difesa, con un ruolo ufficiale dal 2009». E’ praticamente una struttura organica alla politica estera degli Stati Uniti. Peraltro, aggiunge lo stesso Assange in un colloquio con “Repubblica”, non è affatto inconsueta l’alleanza tra tecnologia e dittatura: «Il totalitarismo che si è sviluppato nella Germania nazista e nell’Unione Sovietica era hi-tech». I nazisti, dichiara Assange a Fabio Chiusi, «sono stati la guida mondiale nello sviluppo tecnologico sotto diversi aspetti, e avevano l’ambizione ideologica di spingersi in un mondo inedito di nuove meraviglie tecnologiche». Certo, ovviamente Google «non è ancora per nulla vicina» allo spirito del brutale sistema nazista, «ma il desiderio totalizzante c’è».

sabato 4 ottobre 2014

COME GOOGLE CONTROLLA LE NOSTRE VITE

La morte, i droni, le auto senza conducente. Google sembra espandere la propria area di influenza al di là d’Internet in ogni aspetto della nostra vita. Ma che cosa vuole fare esattamente Google e quali vantaggi dovrebbero avere le persone?


Negli USA ci sono due edifici su sponde opposte. È lì che Google sta preparando i suoi ambiziosi piani per il futuro prossimo .

Ma ad un chilometro dal più conosciuto campus della Google di Mountain View (California), c’è un laboratorio di ricerca gigantesco per progetti segreti chiamato Google X. 

“In realtà questo laboratorio non è tanto segreto” spiega Oliver Burkeman in un suo articolo pubblicato sul 'The Guardian'.

Grazie alla stampa specializzata in tecnologia sappiamo che quello è il regno del cofondatore di Google: Serguéi Brin.

Lì supervisiona lo sviluppo di auto senza conducente, piccoli drone in grado portare pacchetti senza dover atterrare, palloni gonfiati ad elio per portare Internet 3G nelle parti più remote del mondo, turbine volanti senza equipaggio per raccogliere l'energia eolica d'alta quota, Google Glass, con lenti sempre migliori per la visione di video e per connettersi ad internet in modo perfetto così da poter alienare la maggior parte degli utenti. 


Ma esiste un altro edificio che mantiene un “profilo basso” e si trova in Massachusetts Avenue 25, a Washington DC.
In questo edificio da Luglio ha sede la “sezione politico-lobbistica” di Google che conta 110 impiegati agli ordini di Susan Molinari, un’ex deputata Repubblicana di New York.

10 anni fa, quando Google entrò in borsa spese solo 180 mila dollari in attività di lobbying, mentre fino ad agosto di quest'anno, secondo il Wall Street Journal, ha già speso 9,3 milioni di dollari, diventando la seconda più grande società privata piazzandosi davanti a società appaltatrici della difesa come  Lockheed Martin  e superata solo dalla Dow Chemical.

giovedì 23 gennaio 2014

Privacy, Attenzione: Google Chrome a causa di un bug ci ascolta!

 

Un esperto informatico israeliano, Tal Ater, ha scoperto che il browser di Google, Chrome, può facilmente trasformarsi in un sistema per ascoltare tutte le conversazioni che avvengono nelle vicinanze del nostro computer.

Basta visitare un sito che utilizzi l'opzione del riconoscimento vocale, spiega Ater, per vedere Chrome trasformato in una specie di "microfono aperto", che resterà in funzione finché il browser non verrà chiuso.

Per quanto Chrome allerti l'utente, con una lucina rossa che lampeggia, che sta utilizzando il riconoscimento vocale, una volta terminata la visita iniziale il browser di Google non chiude affatto il sistema di riconoscimento vocale - come dovrebbe fare - ma permette l'apertura di una seconda finestra invisibile ("pop-under") che continua a recepire e trasmettere tutto quello che accade nella nostra stanza.

Nel video si può vedere chiaramente (al minuto 2.05) come la sub-finestra di Chrome stia continuando a rilevare la conversazione in corso, nonostante la finestra principale - da cui era stato attivato il riconoscimento vocale - sia già stata chiusa.

Sul proprio blog Ater racconta di aver scoperto questo problema nello scorso settembre, e di avere immediatamente informato i responsabili di Google Chrome in forma riservata. [...]

Dopo pochi giorni gli hanno risposto - dice Ater - confermando di aver "identificato il bug", e di aver "approntato l'apposito fix". 

Dopo un paio di mesi però Ater si è accorto che il fix non veniva affatto distribuito a tutti gli utenti di Chrome, ma che la cosa era invece caduta nel silenzio più totale.

A questo punto Ater si è deciso a rivelare pubblicamente quello che aveva scoperto.

Naturalmente, se ci trovassimo in un mondo normale, questo potrebbe anche apparire come un problema minore. Ma di normale ormai in questo mondo rimane ben poco, visto che viviamo in un'epoca dove la NSA si è assicurata da anni la possibilità di accedere a qualunque scambio privato fra i cittadini di ogni parte del mondo - e nessuno sembra protestare. Visto in questa luce, il curioso "bug" di Google Chrome sembra solo la conferma che ormai siamo entrati nell'era del Grande Fratello in maniera irreversibile.

Non resta che attrezzarci.

Massimo Mazzucco

Fonte: BBC


Tratto da: luogocomune.net

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