sabato 28 marzo 2015

Maltrattamenti e uccisione animali non sono reati tenui ma crimini

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“La norma sulla ‘tenuita”, in vigore dal 2 aprile, è residuale, inapplicabile di fatto, ai reati contro gli animali. Maltrattamenti e uccisioni non solo continueranno ad essere perseguibili ma non archiviabili nella stragrande maggioranza dei casi anche alla luce del nuovo articolo 131-bis del Codice penale voluto dal Governo e avallato dalla grande maggioranza del Parlamento. I reati contro gli animali rimangono quindi perseguibili d’ufficio e ogni Forza di polizia e’ tenuta a intervenire pena la denuncia per omissione d’atti d’ufficio. Le guardie zoofile continueranno pertanto ad agire per reprimere i reati contro gli animali, dimostrando la gravita’ dei reati in ogni occasione”.
Lo dice l’Oipa, l’Organizzazione internazionale Protezione animali, a proposito del decreto di Depenalizzazione. Per l’Oipa si tratta “di un brutto articolo, proposto per ottenere, forse, una giustizia più veloce dando pieno mandato alle Procure di sfoltire i procedimenti per le previsioni fino a cinque anni di reclusione; ma non è una depenalizzazione e peraltro vede fra le pochissime eccezioni all’applicazione della ‘tenuità del fatto’ i motivi abietti o futili, la crudeltà, ‘anche in danno di animali’.” In più, “l’obbligo per la Procura di notificare sempre e comunque alla persona offesa, compresi gli Enti che, come le associazioni animaliste, perseguono ‘finalità di tutela degli interessi lesi dai reati contro gli animali’, l’eventuale richiesta di archiviazione permettendo così una strenua opposizione all’istituto anche nei casi più blandi, facendo valere il principio inderogabile di derivazione comunitaria che mai può essere un fatto tenue, ciò che comporta la compromissione della vita e della salute di un singolo animale”, spiega l’Organizzazione.

All’uscita della proposta del Governo, nel dicembre scorso, spiega l’Oipa, ottenemmo “grazie alla mobilitazione di decine di migliaia di persone, le dichiarazioni pubbliche del premier Renzi e del ministro della Giustizia Orlando, nonche’ l’approvazione di un parere con condizioni della commissione Giustizia della Camera proprio riguardo agli animali. Un risultato politico rilevante alla cui luce deve oggi essere letta la nuova norma. Non e’ infatti mai ‘tenue’ la morte e il maltrattamento di un essere senziente. Questo e’ il principio che affermeremo a tutte le Polizie e in tutte le Procure e Tribunali d’Italia”- continua l’Oipa- oltre ad aver presentato una proposta di legge ad hoc (Modifiche al codice penale e all’articolo 6 della legge 20 luglio 2004, n. 189, in materia di reati contro gli animali) per chiedere un innalzamento delle pene per chi maltratta gli animali e una maggiore incisivita’ e capacita’ delle attivita’ delle guardie zoofile, sempre in prima linea per prevenire e reprimere tali tipi di reati, grazie all’appoggio ed all’interessamento dell’On. Lacquaniti e di molti altri deputati cofirmatari”, conclude l’Organizzazione internazionale Protezione animali.


Fonte: lindipendenzanuova.com


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