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giovedì 14 luglio 2016

La Sicilia pianta il grano antico e batte le multinazionali




- di G. Musumeci -
“Ho convertito 100 ettari dell’azienda familiare a grano locale” confessa Giuseppe Li Rosi, un agricoltore siciliano che davanti alle pressioni internazionali e ai grani francesi o canadesi che ci vengono dati come unica scelta possibile, ha trovato insieme ad altri una via alternativa che salva qualità ed economia. I cosiddetti “grani antichi”, riscoperti dopo quasi un secolo di dimenticatoio.
Timilia, Maiorca e Strazzavisazz… grani che gli antichi Greci conoscevano e i Romani coltivavano, usati fino ai primi del Novecento, poi perduti nella nebbia della memoria. Sono tornati in auge di recente, anche perché ottimi sostituti del grano normale per le persone che soffrono di celiachia a altre intolleranze. Ma non è solo una questione medica. I grani antichi, coltivati con metodi noti solo in Sicilia, riportano lavoro e movimento economico del commercio locale… salvando l’isola dalla crisi. Vi pare poco? Molti contadini siciliani stanno passando al biologico, la Sicilia è tra le prime regioni produttrici di prodotti Bio, e questi grani sono la novità del secolo.
Chi si impegna a gestire campi di grano antico, deve dedicare almeno 10 ettari a ogni coltura, mantenendo la purezza del seme. Li Rosi, presidente dell’associazione “Simenza, cumpagnia siciliana sementi contadine”, ha raccolto intorno a sé 70 produttori ma alle porte premono almeno un centinaio di altri agricoltori, entusiasti dell’idea. Contrariamente alle rigide regole dei grani multinazionali, che sono sempre gli stessi, i grani antichi si seminano con miscugli di sementi, sono insomma variegati e questo rende la qualità della spiga più resistente e anche la terra più produttiva. Sono tecniche che risalgono a mille anni fa e richiedono pazienza. Il primo anno si semina e raccoglie discretamente, il secondo e il quarto anno la produzione subisce incrementi significativi. La domanda ora è una sola: quanto scommettiamo che tra poco qualche mega organismo mondiale dirà che i grani locali sono pericolosi e cancerogeni… allo scopo di fermare questa ventata di novità salva-crisi che fa paura ai grandi?


lunedì 24 novembre 2014

Sicilia, le multinazionali pretendono l'acqua regalata. Lo scandalo delle tariffe

Autore: Fabrizio Salvatori

Acqua regalata per le multinazionali che imbottigliavano in Sicilia. Oltre 35mila metri cubi che prima della legge del 2013 finivano nelle mani degli imprenditori ad appena 13 centesimi a metro cubo. E ora, che la tariffa è aumentata Confindustria insiste per gli "sconti". La denuncia arriva dal Movimento 5 stelle dell'Assemblea regionale siciliana. Spulciando tra le carte arrivate ai deputati dopo una richiesta di accesso agli atti è stata scoperta un “listino prezzi” davvero paradossale: più si estraeva e meno si pagava. 

Canone fisso di 516,46 euro per l'acqua estratta (e munta) fino a 5000 metri cubi, da 5000 mc a 35000 mc il costo passava a 1,03 euro, mentre oltre i 35000 mc il canone scendeva vertiginosamente a 13 centesimi al metro cubo. ''I pochi dati incompleti e parziali che abbiamo ricevuto - afferma la deputata Claudia La Rocca - bastano a far capire che i beneficiari di questo canone irrisorio erano le grandi multinazionali dell'acqua. Una di queste, infatti, estrae 238.545mc di acqua, a fronte dei 15.052mc di un'altra piccola impresa del settore”.

Nel 2013 il prezzo a metro cubo è passato a circa 2 euro al metro cubo. “Un rospo difficile da ingoiare per Confindustria, dicono i pentastellati, che l'altro giorno ha portato alla commissione Attività produttive dell'Ars una proposta per riportare i canoni molto vicini a quelli 'da saldo': 30 centesimi al metro cubo". ''Per sostenere la sua proposta – afferma La Rocca - Confindustria si fa scudo della crisi delle piccole imprese, ma è chiaro che il suo obiettivo è tutelare gli interessi delle multinazionali. Il M5S chiede un canone equo, che non avvantaggi le grandi multinazionali a dispetto delle piccole e medie imprese, una norma che si coniughi pure con il rispetto delle risorse del territorio siciliano''.

lunedì 17 marzo 2014

Sicilia, tra i precari stipendiati dalla Regione anche miliardari e mafiosi

regione sicilia contributi anche a ricchi miliardari e mafiosi

Dai boss di Porta Nuova al disoccupato con patrimonio di 1,2 milioni di euro: ci sono anche loro tra i tremila lavoratori a cui l'ente garantiva un corposo sussidio mensile. Ora Crocetta, come riporta il FattoQuotidiano, ha deciso di fare pulizia. Un dirigente: "Prima nessuno aveva mai controllato".

Ha un patrimonio immobiliare di un milione e duecentomila euro, un reddito Isee di 150mila euro l’anno e quattro persone a carico: sembra la fotografia fiscale di un dirigente benestante, di un professionista affermato o di un imprenditore che non ha risentito della crisi economica. E invece si tratta di un precario, che la Regione Sicilia ha finora aiutato con 832 euro al mese. Povero svantaggiato per gli uffici regionali, milionario nella vita reale: un ossimoro vivente. Un caso emblematico che fa finire per l’ennesima volta le cronache siciliane nella categoria dell’assurdo. E non è il solo.

mercoledì 29 gennaio 2014

Il Muos è completato, in due giorni montate le tre mega-parabole


Tra sabato e domenica scorsa sono state montate tutte e tre le mega parabole elicoidali che mancavano per completare la dannosa opera. Ci hanno lavorato notte e giorno, incessantemente.

L'installazione del mega sistema satellitare di telecomunicazione militare "Muos" dell'esercito americano è stato completato, nel silenzio generale. I media non ne hanno parlato, ignorando completamente le proteste dei comitati cittadini, che sono proseguite fino alla fine. Mentre l'installazione era in corso, un gruppo di attivisti si è incatenato ai cancelli della base, sono stati ignorati. Nonostante la dura repressione i "No Muos" hanno fatto il possibile per scongiurare questa opera, che potrebbe avere effetti negativi sulla popolazione della zona.

La base MUOS di Niscemi va a integrare un sistema di telecomunicazione che ha installazioni a Nolfork nello stato Usa del Virginia, a Geralton in Australia e nelle Hawaii.

 Staff nocensura.com
 


Approfondimenti sul Muos: (precedenti articoli)

PER NON DIMENTICARE: "LE PROMESSE ELETTORALI DI CROCETTA DI REVOCARE I PERMESSI PER IL MUOS"


Fonte: nocensura.com


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