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mercoledì 25 febbraio 2015

VUOI SALVARE IL PIANETA DAL COLLASSO ECOLOGICO ? DIVENTA VEGANO!


veganhedges

DI CHRIS HEDGES
truthdig.com

Il mio atteggiamento verso il diventare un vegano era simile all’atteggiamento di Agostino verso il diventare casto – “Dio mi conceda l’astinenza, ma non ancora.” Ma con la zootecnia come causa principale dell’estinzione delle specie, inquinamento delle acque, zone morte nell’oceano e distruzione dell’habitat, e con la morte in aumento dell’ecosistema sempre più affermata, diventare vegani è il cambiamento più importante e diretto che possiamo fare nell’immediato per salvare il pianeta e le sue specie. La prima è stata mia moglie– che era il motore dietro i cambiamenti della nostra famiglia – e io ho seguito.


La zootecnia è la maggiore responsabile delle emissioni di gas serra in confronto all’insieme dei trasporti in tutto il mondo – macchine, camion, treni, navi e aerei. Il bestiame e i loro rifiuti e le flatulenze rappresentano almeno 32 000 tonnellate di anidride carbonica (CO2) all’anno, vale a dire il 51% delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Il bestiame causa il 65% di tutte le emissioni di ossido di azoto, un gas serra 296 volte più distruttivo dell’anidride carbonica. I raccolti coltivati per nutrire il bestiame consumano il 56% dell’acqua usata negli Stati Uniti. L’80% del raccolto di soia al mondo è cibo per animali, e la maggior parte di questa soia è coltivata su terreni ripuliti che una volta erano foreste pluviali.
Tutto questo sta avvenendo mentre una stima di 6 milioni di bambini nel pianeta muoiono ogni anno di fame e mentre la fame e la malnutrizione riguardano un ulteriore miliardo di persone. Negli Stati Uniti il 70% del grano che coltiviamo va ad alimentare il bestiame allevato per il consumo.
Le risorse naturali usate per produrre perfino la minima quantità di derivati animali stanno vacillando – 1000 galloni di acqua per produrre 1 gallone di latte. A questo si aggiunge l’enorme disboscamento e altre distruzioni di foreste, specialmente in Amazzonia – dove la distruzione delle foreste è salita al 91% - e ci ritroviamo a saccheggiare mortalmente i polmoni della terra principalmente a beneficio dell’industria della zootecnia. Le nostre foreste, specialmente le nostre foreste pluviali, assorbono l’anidride carbonica dall’atmosfera e la scambiano per l’ossigeno: Uccidere le foreste è una sentenza di morte per il pianeta. I terreni dedicati esclusivamente all’allevamento di bestiame ora rappresentano il 45% della quantità di terreni sulla terra.
E questo non include l’assalto agli oceani, dove tre quarti delle industrie ittiche di base del mondo sono state eccessivamente utilizzate e vaste parti dei mari rischiano di diventare zone morte.
Noi possiamo, diventando vegani, rifiutare di essere complici della tortura di miliardi di animali per il profitto aziendale e possiamo avere benefici ben documentati per la salute associati ad una dieta vegetale, specialmente nelle aree con malattie al cuore e cancro.

giovedì 5 febbraio 2015

I veicoli del futuro: elettrici o a celle a combustibile?

auto elettriche
le auto elettriche potrebbero sostituire in futuro le auto con motore a combustione interna convenzionali. Nella foto la Tesla Motors model S. Credit: Shal Farley/Flickr, CC BY-SA.
I veicoli alimentati da batterie elettriche e quelli alimentati da celle a combustibile che utilizzano l’idrogeno hanno entrambi fatto notevoli passi avanti, una di queste due tecnologie potrebbe rappresentare il futuro “verde” dell’industria automobilistica.
Entrambe le suddette tecnologie offrono un’alternativa pulita ai motori a combustione interna ed entrambe utilizzano motori elettrici alimentati da dispositivi elettrochimici. Qual è però la differenza tra le due tecnologie? I veicoli elettrici utilizzano l’energia immagazzinata in una batteria mentre i veicoli a celle a combustibile utilizzano il combustibile immagazzinato per ottenere l’energia necessaria al loro funzionamento. Le due tecnologie stanno incontrando ostacoli a una diffusione massiva ma secondo gli esperti entrambe sono promettenti. “Entrambe le tecnologie sono simili e complementari e non sono in contrasto tra loro” ha dichiarato Lawrence Drzal, ingegnere chimico e ricercatore presso la Michigan State University, East Lansing.
Veicoli elettrici
Mentre i veicoli convenzionali bruciano il carburante all’interno di un motore a combustione interna, i veicoli elettrici utilizzano l’energia proveniente dalle batterie per alimentare uno o più motori elettrici. Le auto elettriche hanno visto incrementare la loro popolarità negli ultimi anni, tuttavia venivano già realizzate tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, come spiegato da Huei Peng ingegnere meccanico e professore all’Università del Michigan che si occupa della progettazione di veicoli a basso impatto ambientale incluse le auto elettriche. Fino ai primi anni del ‘900 le auto elettriche godettero di grande popolarità fino a quando non vennero soppiantate dalla produzione massiva dei veicoli dotati di motore a combustione interna.

mercoledì 16 ottobre 2013

Dossier: Come il cibo influenza la mente

Come già detto nel post precedente a proposito del declino delle facoltà cerebrali, ci sarebbe tanto da dire su un  argomento così misterioso, complesso e ricco di pesanti implicazioni, e così, ricordandomi di un altro libro di parecchi anni fa molto simile a quello da me recensito ("Supercibi per la mente"), dal titolo quasi uguale ("Cibo per la mente"), mi è sembrato quasi doveroso ampliare il discorso al di là degli aspetti degenerativi delle nostre funzioni più nobili.

Oggi c'è più che mai bisogno nella nostra società di salute mentale: gli episodi di cronaca di violenza, di follia omicida e di incidenti che a scadenza quotidiana funestano la vita di tante persone stanno lì a ricordarcelo. Perciò, proprio perchè si tratta delle funzioni più nobili, vale la pena soffermarsi su quei fattori e quei meccanismi in esse implicati,  ignorati per troppo tempo e ancora oggi  poco compresi o considerati.

Perchè se la consapevolezza del rapporto fra ciò che mangiamo e la salute del corpo, almeno per ciò che concerne le malattie metaboliche più diffuse come sovrappeso, malattie cardiovascolari, diabete e tumori, si sta ormai (finalmente) generalizzando, e i cosiddetti salutisti (che sono poi semplicemente coloro che ne tengono  contoconcretamente nelle loro scelte quotidiane) non vengono più additati come maniaci ed eccentrici, l' idea che gli stessi fattori responsabili dei nostri mali fisici possano influenzare ugualmente la mente, le emozioni e il comportamento è ancora piuttosto aliena per la maggioranza delle persone, o almeno non se ne percepisce la reale portata.

A questo atteggiamento non fa eccezione la classe medica, tant'è che, mentre per le suddette patologie si danno indicazioni a scopo preventivo (sia pure vaghe e a volte discutibili), per i problemi mentali più gravi e diffusi non si fa niente di simile, nonostante, come dicevo la volta scorsa ("Scongiurare Alzheimer e degenerazione cerebrale è possibile e anche facile"), la ricerca fornisca già elementi degni di considerazione (un' ulteriore testimonianza ci viene dagli studi di Franco Berrino). 

Si tratta evidentemente di una sorta di tabù culturale, figlio legittimo del ben noto dualismo cartesiano, che ha plasmato gli ultimi tre-quattro secoli della nostra civiltà con la sua netta dicotomia fra il mondo della "volgare" materia (res extensa, come la chiamava appunto Cartesio) e quello "nobile" e astratto del pensiero e dello spirito (res cogitans).

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