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mercoledì 15 giugno 2016

Perchè Ford, GM e Esso armarono Hitler?






Sì, ma gli stessi statunitensi ci hanno liberati nel 45!”  Quante volte, l’ho sentito! Sui banchi di scuola. Ma anche nei dibattiti sulle guerre attuali degli USA.  40-45, la sola ‘buona’ guerra USA? Forse.  Qualche fatto sconcertante è stato documentato in un eccellente libro dello storico Jacques Pauwels (1).
I Suoi documenti irrefutabili provano che una grande parte delle società USA ha accuratamente collaborato con Hitler, e non solo all’inizio della guerra: Du Pont, Union Carbide, Westinghouse, General Electric, Goodrich, Singer, Kodak, ITT, JP Morgan…  Peggio. La grande novità strategica di Hitler, fu la “Blitzkrieg“, la guerra-lampo: portare assai velocemente le sue truppe nel cuore dell’avversario. Perciò, due condizioni indispensabili: camion e benzina. La Germania non aveva nessuno dei due, fu l’Esso che fornì la benzina, mentre i camion provenivano dalle officine tedesche della Ford e General Motors. “Che questa guerra duri il più a lungo possibile!
Pauwels mostra che:
1. Una grande parte del padronato USA era pro-Hitler negli anni ’30 e ’40.
2. Ciò non mutò che al momento in cui le vendite delle aziende USA furono messe in pericolo dall’aggressività commerciale tedesca negli USA America latina e altrove. E dalle occupazioni giapponesi che confiscavano tutto il commercio in Asia.
Infatti, gli USA facevano il doppio gioco. Desideravano che la guerra durasse per molto tempo. Perché? Da un lato, gli enormi profitti che le loro società realizzavano in Germania erano in crescita. Dall’altro lato, si arricchivano facendo prestiti alla Gran Bretagna che sopportava tutto il peso finanziario della guerra.
Washington poneva, d’altronde come condizione che Londra abbandonasse le sue colonie dopo la guerra. Cosa che fu fatta. Gli USA riuscirono a approfittare della Seconda Guerra mondiale per indebolire i propri rivali e divenire la sola superpotenza capitalista.
Henry Ford: “Né gli Alleati, né l’Asse devono vincere la guerra. Gli USA dovranno fornire ai due campi i mezzi per continuare a battersi fino all’annientamento di tutte e due.
Il futuro presidente Harry Truman, 1941: “Se la Germania vince, dobbiamo aiutare la Russia e se la Russia vince, dobbiamo aiutare la Germania, affinché otteniamo il massimo vantaggio da entrambi.
Tale gioco cinico non cessò che quando l’URSS iniziò a battere Hitler. Solo allora, gli USA si precipitarono per salvare i loro interessi in Europa.
Domani 6 giugno, si farà come se la guerre sia stata vinta in Normandia e non a Stalingrado. Non si dirà che Hitler perse il 90% dei suoi soldati all’Est. Che per ogni soldato USA ucciso, Ce ne furono 53 sovietici. I manuali scolastici sono a volte bizzarri, no? Ecco, desolato di avervi dissipato l’ultima vostra illusione. Domani, 6 giugno, potrete pensare a tutto ciò quando su una spiaggia normanna, si festeggerà George Bush mentre suo nonno finanziò Hitler. In quale mondo viviamo?
PS. Se siete storici, se rifiutate miti, tabù, segreti della storia ufficiale, o se conoscete tali storici, scriveteci. Il nostro sito in costruzione farà conoscere, ben presto, “l’Altra Storia”…
(1). Pubblicato in olandese con il “Il mito della guerra buona (l’America e la Seconda Guerra mondiale)” EPO 2000. La versione francese uscirà presto. Da raccomandare, è anche pieno di rivelazioni su Roosevelt, Truman, la minaccia d’invadere l’URSS, il recupero delle spie e dei criminali nazisti, Churchill, De Gaulle, Yalta… (In Italia “Il mito della guerra buona” di Jacques Pauwels è pubblicato da Datanews. NdT)
Traduzione di Alessandro Lattanzio
Fonte: Aurorasito 

martedì 17 febbraio 2015

Matthias Sindelar, l’esile funambolo che umiliò Hitler

Stella della nazionale austriaca, Mathias Sindelar rovinò la festa che i nazisti avevano preparato per l’annessione dell’Austria alla Germania

di Carlo Perigli
imortaisdofutebol.files.wordpress.com thepositive.comIMORTAISDOFUTEBOL.FILES.WORDPRESS.COM THEPOSITIVE.COM
Se l’umanità, come scriveva Leonardo Sciascia ne “Il giorno della civetta”, si distingue in quelle cinque categorie, che vanno dagli uomini ai “quaquaraquà”, ho l’onore di raccontare la storia di un Uomo – con la u volutamente maiuscola – che risponde al nome di Matthias Sindelar. Giocatore eccezionale e uomo tutto d’un pezzo, nonostante il fisico esile che gli valse il soprannome “Cartavelina“, Sindelar rimane un esempio da seguire per il coraggio che ebbe nello sfidare la potenza del Terzo Reich.
IDOLO AUSTRIACO – Negli anni trenta Sindelar è un idolo venerato da tutta l’Austria. Attaccante rapido e funambolico, con la maglia dell’Austria Vienna conquista 1 campionato, 5 coppe d’Austria e 2 Mitropa Cup (paragonabili alla moderna Champions League). Per Hugo Meisl, ct della selezione austriaca, è “il Mozart del calcio“, per via di quell’eleganza nel gioco che rapisce lo sguardo, per quella sua innata capacità di trasformare il dribbling in una sinfonia, qualità grazie alle quali guida un’Austria costellata di talenti che il mondo del calcio ha troppo presto dimenticato. “La squadra delle meraviglie“, una selezione che, tra il 1931 e il 1934 vinse 26 partite su 28, segnando la bellezza di 99 gol e che solo la politica le impedì, più di una volta, di scrivere la sua gloria nel grande libro del calcio. Prima al Mondiale del 1934, nel quale l’Austria venne sconfitta in semi-finale dai padroni di casa dell’Italia, in una partita nella quale di corretto c’erano solamente le dimensioni del campo; poi nel 1938, semplicemente perchè l’Austria non esisteva più.

sabato 24 gennaio 2015

La Voce della Russia: "NATO continua l’opera di Mussolini ed Hitler"

I rapporti tra la Russia ed i paesi occidentali si fanno sempre più tesi. Di seguito l'articolo de "La Voce della Russia":

NATO continua l’opera di Mussolini ed Hitler

Pare che l’Occidente non abbia rifiutato la guerra. In un articolo scritto assieme da Obama e Cameron e pubblicato sul giornale “The Times” il presidente USA ed il premier britannico hanno dichiarato che occorra “serrare i ranghi” contro “la Russia aggressiva”.

Mercoledì scorso il nuovo segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha detto ai giornalisti di aver dispiegato in Europa orientale una forza di reazione ad eventuali minacce alla sicurezza provenienti da Est. Tra questi paesi figurano anche la Lettonia, la Lituania e l'Estonia. Dal primo gennaio il cielo dei paesi viene pattugliato dai 4 caccia con piloti militari italiani che hanno sostituito i portughesi.
La NATO sta rafforzando le frontiere orientali, sottolineando che a spingere la formazione delle nuove forze di rapido intervento sarebbe stata l’annessione della Crimea alla Russia.
Per analisti militari russi, sia giunto il momento di ricordare le decisioni prese dalla dirigenza militare USA sul rafforzamento in Europa delle potenzialita’ delle armi nucleari tattiche. Si tratta di eventuale allestimento dei caccia F-16 e Tornado in dotazione ai cinque paesi NATO con degli strumenti che possano permettere di sganciare le bombe nucleari B61-12. Sono coinvolte le Aeronautiche militari del Belgio, dei Paesi Bassi, della Turchia, della Germania e dell’Italia, ovvero i paesi che sono considerati oggi ‘non nucleari’. La NATO si propone di terminare il riallestimento entro il 2018. In tal modo possono essere dotati con le armi tutti i caccia promettenti F-35. Se i velivoli ad un certo punto possono utilizzare le armi atomiche, cio’ vuol dire che esistono davvero le intenzioni di farlo. E’ ovvio, no?

venerdì 21 marzo 2014

Documenti FBI confermano: Hitler scappò in Argentina!

Read the documents yourself at fbi.govESCLUSIVA PER INFORMATI

Il dubbio che Hitler non fosse morto, ma che avesse trovato riparo in Argentina, ci sono sempre stati sin dal 1945. E anche nel 2011 questa teoria aveva ripreso forza, con le rivelazioni pubblicate dal daily mail. Ora alcuni documenti desecretati dall'FBI sembrano togliere ogni ombra di dubbio.

L'FBI ha desecretato dei documenti che sembrano confermare che alla fine della II° guerra mondiale Adolf Hitler non sarebbe morto suicida, come scritto sui libri di storia che hanno studiato intere generazioni nelle scuole di tutto il mondo: bensì si sarebbe rifugiato in Argentina! 

Click on image to download PDF or review directly on the Federal Bureau of Investigation's website fbi.gov
I documenti sul sito dell'FBI:
http://vault.fbi.gov/adolf-hitler/adolf-hitler-part-01-of-04/view

 Hitler si rifugiò a San Carlos de Bariloche, una località isolata ai piedi delle Ande argentine dove fin dagli anni '30 vivevano numerosi cittadini tedeschi, e dove molto probabilmente nel dopoguerra hanno trovato ospitalità numerosi alti papaveri nazisti, come Eichmann e Josef Mengele, quest'ultimo è il tristemente celebre medico nazista accusato di aver compiuto sugli internati esperimenti di ogni genere, nonché il padrino delle tecniche di controllo mentale MK Ultra, i cui studi in seguito sono stati portati avanti dalla CIA.

Hitler stando a quanto riportato sul documento declassificato dell'FBI sarebbe giunto in Argentina a bordo di un sottomarino. Si è rifugiato in questo angolo di Sud America per miscolarsi alla comunità tedesca presente in loco, e secondo alcune fonti i vertici delle autorità argentine ne sarebbero state a conoscenza.

Negli anni seguenti ci sono state numerose testimonianze e segnalazioni di persone che garantivano di aver visto Hitler, in compagnia di Eva Braun nei pressi di San Carlos di Bariloche, ma sono sempre state smentite. Invece molto probabilmente le segnalazioni erano veritiere.

I documenti dell'FBI potete consultarli direttamente sul sito dell'FBI: http://vault.fbi.gov/adolf-hitler/adolf-hitler-part-01-of-04/view

Circa la vita di Hitler in Sud America ci sono diverse teorie, ma nessuna risulta confermabile con certezza. Secondo alcune fonti, sarebbe deceduto nel 1962, mentre secondo la ricostruzione della studentessa brasiliana Simoni Renee Guerreiro Dias, che con le sue rivelazioni nel Gennaio 2014 ha fatto parlare di sè i giornali di tutto il mondo, sarebbe morto in Brasile nel 1984, alla veneranda età di 95 anni (per approfondire questa teoria leggi qui)

This map shows the route that Hitler and Braun are said to have used to escape from the Fuhrerbunker in Berlin when the Russians were approaching

Leggi anche: l'inchiesta del Daily mail pubblicata nel 2011 

L'articolo è la rielaborazione di quanto riportato dai documenti dell'FBI citati e da diverse fonti, tra cui questa in inglese - in esclusiva per informatitalia.blogspot.it



Michele di Informati
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