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venerdì 8 aprile 2016

DUE GIOVANI LAUREATI SI LICENZIANO E SCELGONO LA CAMPAGNA

Nella sua cronaca di viaggio verso oriente, “Bestie, Uomini e Dei” (1924), il Dott. Ferdinand Ossendowski, viaggiatore e scienziato, narra quanto segue:

“Mentre la carovana stava attraversando le steppe dell'Asia Centrale vicino a Tzagan-Luk, la guida mongola esclamò all'improvviso: “Alt, fermatevi!”, e subito dopo scese dal suo cammello e si gettò a terra intonando il classico mantram buddista “OM MANI PADME HUM”. 

Qualcosa di incredibile stava accadendo in quel momento. 
L'aria vibrava dolcemente e portava con sé come una canzone di amore e pace che arrivava direttamente al cuore. La terra ed il cielo sembravano contenerne l'alito. Persino gli animali lo percepivano: gli uccelli fermavano il loro volo e si posavano, i cammelli smettevano di muovere le orecchie, i cavalli rimanevano immobili ed attenti, i cani smettevano di latrare e gli yaks si gettarono al suolo. 


Tutti i portatori mongoli si inginocchiarono e pregarono con fervore mentre si sentiva quella pace assoluta: perfino il vento incessante della regione aveva smesso di soffiare. 

Era una situazione portentosa, c’erano una calma ed una pace insolite, soprattutto per gli occidentali.”

Quando l'estasi collettiva cessò, i mongoli spiegarono ad Ossendowskiquello che era successo. Si erano avvicinati al Mistero dei Misteri, al regno sotterraneo del Re del Mondo, nel momento esatto in cui egli si trovava in meditazione. 
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