Di Francesco Pezzuto - Il Primato Nazionale
"Sono certo che la terra da coltivare sia il miglior investimento della nostra epoca. I prezzi dei prodotti alimentari aumenteranno, grazie alle richieste sempre maggiori dei mercati, e il fabbisogno sarà soddisfatto attraverso la coltivazione di nuove terre, o della tecnologia o, forse, di entrambe”. George Soros aveva le idee chiare già nel 2009 e l’anno successivo ha iniziato la sua scalata all’approvvigionamento di terre, aziende agricole e società impegnate nell’agrochimica e nella biotecnologia. Secondo alcuni analisti l’obiettivo del miliardario e speculatore americano sarebbe quello di creare una bolla economica sui principali prodotti alimentari di largo consumo: una speculazione dalla portata enorme, capace di mettere in ginocchio vaste aree del globo.
L’allarme riguardante la “food security” fece la sua comparsa nel dibattito politico internazionale nel biennio 2007-08, quando la volatilità delle quotazioni dei prezzi degli alimenti mise in allarme Fao, Fmi, e Banca mondiale. Una serie di rapporti e studi commissionati dalle organizzazioni citate evidenziò alcuni fattori che indussero a preoccupanti riflessioni: nel 2050 la popolazione mondiale dovrebbe superare i 9 miliardi di unità, la superficie di terra coltivabile pro capite diminuirà di oltre il 50% e, di conseguenza, la produzione agricola dovrà essere incrementata del 70%. L’allora primo ministro giapponese, Taro Aso, sfruttò l’occasione data dal G8 tenutosi a L’Aquila nel luglio del 2009 per proporre un documento contenente una dichiarazione di intenti per regolamentare il fenomeno delle acquisizioni di terra, il cosiddetto Land Grabbing. I capi di stato e di governo dell’Unione Africana ne seguirono l’esempio nel corso della 13° Sessione Ordinaria tenuta a Sirte, in Libia, sempre nel luglio del 2009, in cui adottarono un documento con linee guida specifiche denominato “Framework and Guidelines on Land Policy in Africa”.

