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sabato 4 aprile 2015

Soros prepara la regina delle speculazioni: quella sul cibo!

Di Francesco Pezzuto - Il Primato Nazionale
"Sono certo che la terra da coltivare sia il miglior investimento della nostra epoca. I prezzi dei prodotti alimentari aumenteranno, grazie alle richieste sempre maggiori dei mercati, e il fabbisogno sarà soddisfatto attraverso la coltivazione di nuove terre, o della tecnologia o, forse, di entrambe”George Soros aveva le idee chiare già nel 2009 e l’anno successivo ha iniziato la sua scalata all’approvvigionamento di terre, aziende agricole e società impegnate nell’agrochimica e nella biotecnologia. Secondo alcuni analisti l’obiettivo del miliardario e speculatore americano sarebbe quello di creare una bolla economica sui principali prodotti alimentari di largo consumo: una speculazione dalla portata enorme, capace di mettere in ginocchio vaste aree del globo.
L’allarme riguardante la “food security” fece la sua comparsa nel dibattito politico internazionale nel biennio 2007-08, quando la volatilità delle quotazioni dei prezzi degli alimenti mise in allarme Fao, Fmi, e Banca mondiale. Una serie di rapporti e studi commissionati dalle organizzazioni citate evidenziò alcuni fattori che indussero a preoccupanti riflessioni: nel 2050 la popolazione mondiale dovrebbe superare i 9 miliardi di unità, la superficie di terra coltivabile pro capite diminuirà di oltre il 50% e, di conseguenza, la produzione agricola dovrà essere incrementata del 70%. L’allora primo ministro giapponese, Taro Aso, sfruttò l’occasione data dal G8 tenutosi a L’Aquila nel luglio del 2009 per proporre un documento contenente una dichiarazione di intenti per regolamentare il fenomeno delle acquisizioni di terra, il cosiddetto Land Grabbing. I capi di stato e di governo dell’Unione Africana ne seguirono l’esempio nel corso della 13° Sessione Ordinaria tenuta a Sirte, in Libia, sempre nel luglio del 2009, in cui adottarono un documento con linee guida specifiche denominato “Framework and Guidelines on Land Policy in Africa”.

mercoledì 17 dicembre 2014

I principali candidati al Colle? I responsabili della SVENDITA dell'Italia: ecco le prove!

LEGGI ANCHE: Prodi al Colle non lo vogliamo: alcuni articoli importanti da far girare - vedi ulteriori link di approfondimento a fine articolo
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Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Per il dopo Napolitano, Renzi (o chi per lui) pensa a chi nel 1992 pianificò la distruzione dello Stato italiano
Draghi, Prodi, Amato, i favoriti alla corsa al Quirinale, tutti uomini chiave dopo la prima Tangentopoli

di Cesare Sacchetti
 
La ridda di ipotesi su chi sarà il prossimo inquilino del Quirinale abbondano negli ultimi giorni del mandato di Giorgio Napolitano. Un dato certo dal quale partire nell’analisi e nelle previsioni sull’ipotetico presidente della Repubblica, non può non partire dal lascito di Re Giorgio. Napolitano lascerà nelle mani del prossimo Capo dello Stato, un sistema profondamente mutato, una forma di governo non più democratica né più costituzionale, poiché già da tempo le prerogative del Presidente si sono ampliate a dismisura, fino a fondere le due figure di Capo del Governo e Capo di Stato, resosi l’interprete più pedissequo e acceso dell’agenda tecnocratica eurista. Chi lo succederà nell’incarico, dovrà avere quelle caratteristiche fondamentali, essenziali per il governo sovranazionale europeo, di fedele adesione al controllo sempre più invadente e totalitario delle elite transnazionali.
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