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sabato 7 febbraio 2015

Il cancro si curerà con PLX472O.Una scoperta tutta italiana! E’ la fine della chemioterapia?

cancro tumore chemioterapia PLX472O

E’ la fine della chemioterapia. Scienziati italiani dell’istituto di Candiolo (TO) hanno scoperto il PLX472O,farmaco che attacca SOLO le cellule tumorali e non quelle sane come di solito fa la chemio,atta a colpire tutte le cellule dell’organismo senza fare una distinzione tra cellule malate e sane.

La ricerca sul cancro non si ferma mai. L’ultima scoperta è tutta made in Italy. Un team di scienziati italiani dell’Istituto di Candiolo, in provincia di Torino, ha scoperto un nuovo farmaco, il PLX472O, che potrebbe rivoluzionare le cure utilizzate contro il tumore.Coordinati da Alberto Bardelli, direttore del Laboratorio di Genetica Molecolare, e Federico Bussolino, 
Direttore Scientifico della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, gli scienziati hanno sperimentato un farmaco in grado di attaccare direttamente le sole cellule tumorali, e di frenare la riproduzione di altre cellule malate. Una vera e propria innovazione nella cura del cancro, visto che attualmente i metodi chemioterapici utilizzati colpiscono tutte le cellule dell’organismo, anche sane, non solo quelle tumorali.

Fonte:  jedasupport.altervista.org


lunedì 12 gennaio 2015

Madre e figlia guariscono dal cancro grazie al metodo Di Bella

Madre e figlia, di 65 e 37 anni, si ammalano di cancro a distanza di pochi mesi e nel giro di un paio di anni guariscono. Per casi come i loro non esiste una cura, perciò decidono di rivolgersi a Giuseppe Di Bella, figlio del noto medico Luigi Di Bella. Dopo poco più di un anno già si registrano i primi miglioramenti e dopo due anni le metastasi scompaiono del tutto. Ora le due pazienti saranno rimborsate dall’ASL di Foggia in quanto su di esse il metodo Di Bella “si è rivelato efficace e insostituibile“. Scrive Gioia Locati su Il Giornale:
Le pazienti avranno diritto al rimborso della cura dalla Asl di Foggia perché, su di loro, il metodo Di Bella «si è rivelato efficace e insostituibile, essendo fallite le prescrizioni terapeutiche offerte dalla medicina ufficiale». Ribadisce il giudice che «una terapia farmacologica è indispensabile se è efficace ed è insostituibile se, per le particolari condizioni del soggetto, gli altri farmaci del prontuario dovessero risultare incompatibili o concretamente inefficaci». Non solo. Per la prima volta è stato posto l’accento sul risparmio. La cura Di Bella «risponde al principio dell’economicità poiché i farmaci di questa terapia hanno un costo inferiore rispetto a quelli del circuito oncologico ufficiale».

mercoledì 31 dicembre 2014

Ricerca svizzera: il cancro può autoguarirsi. Diagnosi precoci e chemioterapia sono il vero problema

luigi de marchi
Durante l’8° Congresso nazionale di medicina omeopatica di Verona (1), tenutosi nel novembre 2008, sono stati presentati i risultati di autopsie eseguite in Svizzera su cadaveri di persone morte non per malattia – per esempio, in un incidente stradale – e il loro esito ha comprovato che molte di loro avevano uno o più tumori, ma non sapevano di averli. In questa specifica indagine è risultato qualcosa di sconvolgente:
Il 38% delle donne (tra i 40 e 50 anni) presentavano un tumore (in situ) al seno;
Il 48% degli uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla prostata;
Il 100% delle donne e uomini sopra i 50 anni presentavano un tumore (in situ) alla tiroide.
Con tumore in situ s’intende un tumore chiuso, chiuso nella sua capsula, non invasivo che può rimanere in questo stadio per molto tempo e anche regredire.
Che di tumore si può anche non morire, lo conferma anche lo psicologo clinico e sociale Luigi De Marchi, autore di numerosi saggi conosciuti a livello internazionale: «Non è una rarità che, nelle autopsie sui cadaveri di vecchi contadini delle nostre valli più sperdute, ho trovato tumori regrediti e neutralizzati naturalmente dall’organismo: era tutta gente che era guarita da sola del suo tumore ed era poi morta per altre cause, del tutto indipendenti dalla patologia tumorale».

venerdì 26 dicembre 2014

Quercetina, l'incredibile molecola che blocca il cancro!

Secondo un studio del CNR può migliorare l’efficacia dei farmaci antitumorali nella cura della leucemia

La quercetina è un potente antiossidante che si trova in numerosi cibi, tra cui il cappero, l’uva rossa e il vino rosso, la cipolla rossa, il tè verde, il mirtillo, la mela e il sedano. Assumendola si possono risolvere vari problemi come i disturbi cardiaci e vascolari, le infezioni della prostata e le allergie. La quercetina, inoltre, previene i danni del colesterolo, riduce la pressione sanguigna nelle persone che hanno l’ipertensione e alcuni studi sembrano confermare la sua importanza nella prevenzione del cancro. Secondo uno studio del Cnr di Avellino pubblicato on line sulla rivista Leukemia, la quercetina può migliorare l’efficacia dei farmaci antitumorali nella cura della leucemia:
Mele, cipolle, tè e vino rosso: sono alimenti o farmaci? Alimenti con effetti salutistici potrebbe essere la risposta e, questo, grazie alla presenza di una piccola molecola ad attività antiossidante, laquercetina, che secondo uno studio dei ricercatori dell’Istituto di scienze dell’alimentazione (Isa) del Consiglio nazionale delle ricerche di Avellino potrebbe essere utilizzata nella terapia delle leucemie.

Marijuana, “La cannabis distrugge le cellule del tumore”: studio tedesco

Marijuana, "La cannabis distrugge le cellule del tumore": studio tedesco
Burkhard Hinz dell'Università di Rostock (Epa-Ansa)

La ricerca è stata pubblicata sul numero che uscirà a gennaio 2015 della rivista "Biochemical Pharmacology". La pubblicazione è firmata da Robert Ramer e Burkhard Hinz, con il titolo "New Insights into Antimetastatic and Antiangiogenic Effects of Cannabinoids".
ROSTOCK, GERMANIA – Marijuana news: nella cannabis ci sono componenti che possono distruggere le cellule tumorali. È la conclusione di uno studio dell’Istituto di Tossicologia e Farmacologia dell’Università di Rostock, guidato dal professorBurkhard Hinz. Il suo gruppo di ricerca sta sperimentando gli effetti dei cannabinoidi sulle cellule tumorali.
In particolare il tetraidrocannabinolo (noto come THC o Delta-9-Tetraidrocannabinolo) e il cannabidiolo, rispettivamente un principio attivo e un metabolita della cannabis, contribuiscono alla distruzione delle cellule tumorali stimolando la formazione di una proteina specifica, la ICAM-1, che agendo sulla superficie delle cellule aggredite dal tumore fa “legare” fra di loro le cellule killer del sistema immunitario, facendole scoppiare. I cannabinoidi così impediscono alle cellule killer di formare dei vasi sanguigni, quelli che fanno crescere il tumore.

domenica 2 novembre 2014

Le piante antitumorali: nuovi studi sull’ Iperico

dottore iperico
L’ iperforina, combatte la neovascolarizzazione inibendo le cellule epiteliali stimolate dal cancro. Sono i risultati di uno studio italiano che conferma quanto la fitoterapia possa essere utile anche in questa gravi malattie degenerativeIperico. Un alleato naturale contro il tumore

 Dall’iperico, pianta erbacea perenne nota anche come Erba di San Giovanni, arriva un nuovo possibile alleato nella lotta contro i tumori.
Il team di ricercatori guidato da Adriana Albini, Responsabile Ricerca Oncologica dell’IRCCS MultiMedica, ha scoperto che l’iperforina, principio attivo presente nell’olio estratto dalla pianta, ha proprieta’ anti-angiogeniche, ovvero combatte le cellule che formano i vasi sanguigni dei tumori. Lo studio e’ stato pubblicato nel numero di maggio dell’European Journal of Cancer.
L’iperico ha proprieta’ medicinali note da tempo. Gia’ i cavalieri templari ne conoscevano le capacita’ di migliorare l’umore dei feriti in battaglia. In alcuni paesi, tra cui la Germania, e’ ampiamente utilizzato per il trattamento dell’ansia e della depressione. L’iperico possiede anche altre proprieta’ farmacologiche per uso esterno: e’ astringente, cicatrizzante e immunomodulatorio.

domenica 19 maggio 2013

L’industria del cancro: il business della mammografia

mammografiaIl  piccolo segreto dell’industria del cancro sta proprio nel fatto che gli stessi oncologi che catechizzano le donne con la credenza della familiarità con il cancro sono quelli che realizzano enormi profitti vendendo loro i chemioterapici. Il conflitto di interessi e l’abbandono dell’etica nell’industria del cancro lascia senza fiato.
Un nuovo studio scientifico ha confermato una teoria diffusa e poco conosciuta:  la maggior parte delle donne con “diagnosi” di cancro tramite mammografia non sarebbero state affette da cancro.
Questi studi avrebbero dimostrato che ben il 9% delle diagnosi precoci non procurerebbe alcun beneficio per le pazienti, secondo le statistiche pubblicate sul New England Journal of Medicine dal dottor Gilbert Weich.
Weich dichiara “Beh, la diagnosi precoce salva delle vite, proprio come ci hanno detto Komen e le associazioni no-profit riguardo il cancro”. Ma sbagliereste. Come abbiamo scoperto,  virtualmente non vi è stata riduzione degli stadi terminali del cancro alla mammella a partire da tutte queste diagnosi precoci, e questo significa che alla maggior parte delle donne a cui è stato detto di avere il cancro alla mammella dopo una mammografia probabilmente è stato mentito”.
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