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martedì 19 luglio 2016

SENZA EURO LA GERMANIA CROLLA E L’ITALIA VOLA



Theo Waigel è stato per dieci anni ministro delle finanze di Helmut Kohl. Il 21 giugno scorso ha rilasciato un’intervista a “T-Online”.

Questo è un frammento delle sue dichiarazioni. Intervistatore: «I sondaggi sull’uscita dalla Ue mostrano che se si chiedesse ai francesi e ad altri, vincerebbe chi vuole uscire, con uno scarto minimo. Secondo lei da dove viene questa disaffezione per l’Ue?». Theo Waigel: «Al grado di sviluppo della globalizzazione e dei mercati aperti cui siamo arrivati – che non è più reversibile – ci sono forze che si oppongono, sostenendo la necessità di ritornare ai confini e alle regolamentazioni nazionali, che prima funzionavano bene, per tornare ad appropriarsi delle proprie capacità decisionali». E cosa gli si può rispondere? Waigel: «Gli si può rispondere in modo del tutto chiaro quali svantaggi ne scaturirebbero. Se la Germania oggi uscisse dall’unione monetaria, allora avremmo immediatamente, il giorno dopo, un apprezzamento tra il 20% e il 30% del marco tedesco – che tornerebbe nuovamente in circolazione. Chiunque si può immaginare che cosa significherebbe per il nostro export, per il nostro mercato del lavoro, o per il nostro bilancio federale».
L’euro conviene alla Germania, ecco perché ci restiamo dentro. Va da sè che se il marco diventasse sconveniente, la lira diventerebbe conveniente per i mercati, per gli investitori e per i consumatori. Queste cose i commentatori nazionali non ve lo dicono. Queste notizie ai telegiornali non passano. Per chi lavora la stampa italiana? Per chi lavora la politica italiana? Per l’Italia o per Berlino? Se lavorasse per gli italiani, interviste come queste sarebbero in prima pagina su tutti i quotidiani, in luogo dello spettro dell’inflazione, e la gente inizierebbe a trarne le conclusioni. In Germania, invece, non si fanno problemi a dirlo con chiarezza. Anche perché hanno interessi opposti. Ci fu anche un pezzo dello “Spiegel Online”, che io riportai puntualmente sul blog, datato 13 giugno 2012 (ben 4 anni fa), che lo disse con altrettanta chiarezza:
«Con un’uscita dall’euro e un taglio netto dei debiti la crisi interna italiana finirebbe di colpo. La nostra invece inizierebbe proprio allora. Una gran parte del settore bancario europeo si troverebbe a collassare immediatamente. Il debito pubblico tedesco aumenterebbe massicciamente perché si dovrebbe ricapitalizzare il settore bancario e investire ancora centinaia di miliardi per le perdite dovute al sistema dei pagamenti target 2 intraeuropei. E chi crede che non vi saranno allora dei rifiuti tra i paesi europei, non s’immagina neanche cosa possa accadere durante una crisi economica così profonda. Un’uscita dall’euro da parte dell’Italia danneggerebbe probabilmente molto più noi che non l’Italia stessa e questo indebolisce indubbiamente la posizione della Germania nelle trattative. Non riesco ad immaginarmi che in Germania a parte alcuni professori di economia statali e in pensione qualcuno possa avere un Interesse a un crollo dell’euro».
 Fonte : Byoblu.com



lunedì 11 luglio 2016

LA GERMANIA CONTINUA A SACCHEGGIARE LA GRECIA



Quello che nessuno Vi dice: Il saccheggio alla Grecia continua in silenzio, la Germania si prende isole ed aeroporti a prezzi da fame…


La Germania diventa sempre più potente,sembra di assistere agli albori del nazismo quando cominciò ad annettere territori con l’invasione militare, ora con quella finanziaria invadono la Grecia.
Un tempo invasero territori militarmente per espandersi approfittando della debolezza militare di questi ultimi, oggi invece li invadono finanziariamente approfittando del crollo finanziario (da loro volutamente creato).Cosa è cambiato da allora?
L’unica differenza è che non c’è guerra ne razzismo ai danni di ebrei, ne tanto meno spargimenti di sangue, per il resto la Germania sta realizzando il sogno voluto un tempo da Hitler: conquistare l’intera Europa. Lo sta facendo in un modo “pulito” quindi, senza invadere, ma costringendo al fallimento una nazione con l’austerity per poi comprare i punti nevralgici della sua economia a prezzi bassissimi.
Questo è quello che è capitato alla Grecia, la quale è stata costretta a vendere isole ed aeroporti del paese.
I 14 aeroporti che rendono, se il prende una ditta tedesca, Fraport. Quelli che   perdono, se li tiene lo stato greco. Persino la tv tedesca s e ne è indignata. Ha intervistato Kostas Nikolouzos, il sindaco di Corfù (120 mila abitanti, 1 milione di turisti l’anno) che lamenta: “Il nostro aeroporo rende parecchio, perché lo dovremmo cedere? E’ vero o no che siamo in crisi? Se ci privano dei mezzi per produrre ricchezza per rilanciare l’eonomia di questo paese, dopo, che cosa faremo?”.
La tedesca Fraport, oltre Corfù, si impadronisce degli aeroporti di Mikonos, Santorini, Kos…insomma tutti quelli che rendono. Paga, per tutti i 14,   poco più di un miliardo (1,23) più una tassa annua di 22 milioni. Tutti soldi che del resto nemmeno toccheranno la Grecia: vanno a rimborsare il debito.
L’affare della Fraport è vistoso: il traffico aereo  nei suoi nuovi acquisti è in crescita, è aumentato del 13,8 per cento in un anno, i passeggeri sono cresciuti del 19 per cento. Se andate in Grecia da turisti per aiutare i greci, sappiate che aiutate la Fraport. 
E poi, si tratta davvero di una privatizzazione? La Fraport è una società privata? Sì:  a parte che  le sueazioni sono detenute in maggioranza dal comune di Francoforte e dalla regione di Hesse.Infatti la sigla sta per Frankfuurt Airports.
Insomma, come ha detto alla tv tedesca il profesor Rudolf Hickel dell’università di Brema: “La proprietà dello stato greco diventa proprietà dello stato tedesco. E i profitti prodotti dai 14 aeroporti e dai lavoratori greci finanzieranno i servizi pubblici tedeschi”.
Alla faccia della solidarietà pubblica europea!


venerdì 3 giugno 2016

Il Capitalismo è diventato saccheggio. La Germania sbrana l'Europa







Paul Craig Roberts, ex assistente segretario del tesoro USA e Associate Editor del Wall Street Journal, scrive un articolo di denuncia sul trattamento riservato alla Grecia dalla Germania e dalle istituzioni europee. Con la complicità del governo-fantoccio di Syriza, la Grecia viene saccheggiata e la sua popolazione depredata dei propri diritti e conquiste sociali per poter garantire i profitti dei “creditori”. L’UE e il FMI sono ormai diventati dei semplici strumenti di saccheggio nelle mani dei ricchissimi del pianeta, mentre la loro azione viene Orwellianamente propagandata come “salvataggio”.


Essendo riusciti ad usare l’UE per conquistare il popolo Greco, trasformando il governo “di sinistra” di Syriza in un fantoccio delle banche tedesche, la Germania si ritrova ora il FMI a intralciare il suo piano per saccheggiare la Grecia fino alla sua scomparsa.


Le regole del FMI impediscono a questa organizzazione di prestare soldi a paesi che non siano in grado di restituirli. IL FMI ha quindi concluso, sulla base di dati e analisi, che la Grecia non è in grado di restituire i soldi presi in prestito. Quindi, il FMI non è disposto a prestare alla Grecia i soldi che le servono per ripagare le banche private creditrici.

Il FMI sostiene che i creditori della Grecia, molti dei quali non sono nemmeno i creditori originali ma semplicemente avvoltoi che hanno acquistato il debito greco a prezzo di saldo nella speranza di specularci, devono tagliare parte del debito in modo da riportarlo a un ammontare che sia sostenibile da parte dell’economia greca.

Le banche non vogliono che la Grecia sia in grado di ripagare il suo debito, perché intendono invece usare l’incapacità della Grecia di ripagare per saccheggiarla dei suoi asset e delle sue risorse e per distruggere la rete di protezione sociale costruita durante il ventesimo secolo. Il neoliberismo intende ristabilire il feudalesimo – pochi baroni e molti servi della gleba: l’1 per cento contro il 99 per cento.

Per come la vede la Germania, il FMI dovrebbe prestare alla Grecia i soldi con cui ripagare le banche tedesche. Poi il FMI verrà ripagato forzando la Grecia a ridurre o abolire le pensioni di anzianità, ridurre i servizi pubblici e i dipendenti pubblici, e utilizzare le somme risparmiate per ripagare il FMI.

Poiché le somme risparmiate saranno insufficienti, nuove misure di austerità vengono imposte così che la Grecia sia costretta a vendere gli asset nazionali, come le società pubbliche di gestione dell’acqua, i posti e le isole greche protette, agli investitori stranieri, principalmente le stesse banche o i loro migliori clienti.

Finora i cosiddetti “creditori” si sono impegnati solo in qualche forma di sgravio del debito, ancora indefinito, tra 2 anni. Per allora i giovani greci saranno emigrati e saranno stati sostituiti da immigrati che scappano dalle guerre di Washington in Medio Oriente e in Africa, che avranno appesantito il sistema di welfare greco già privo di fondi.

In altre parole, la Grecia viene distrutta dalla UE, un’istituzione così follemente sostenuta e apprezzata. La stessa cosa sta accadendo in Portogallo e si prepara ad avvenire in Spagna e in Italia. Il saccheggio ha già divorato l’Irlanda e la Lettonia (e un buon numero di paesi dell’America Latina) ed è in corso in Ucraina.

Gli attuali titoli dei giornali che riportano l’accordo raggiunto tra il FMI e la Germania riguardo il tagli del debito greco a un livello sostenibile, sono falsi. Nessun “creditore” ha dato il suo assenso al tagli di nemmeno un centesimo del debito. Tutto quello che il FMI ha ottenuto dai cosiddetti “creditori” è un vago “impegno” per un ammontare sconosciuto di tagli del debito che avverrà tra 2 anni.

I titoli dei giornali non sono altro che una vernice esterna, per coprire il fatto che il FMI ha ceduto alle pressioni e violato le sue stesse regole. La copertura consente al FMI di dire che un tagli (futuro e indefinito) del debito consentirà alla Grecia di renderlo sostenibile e, pertanto, il FMI può prestare alla Grecia i soldi per ripagare le banche private.

In altre parole, il FMI è ormai diventato l’ennesima istituzione Occidentale senza regole e il cui regolamento conta meno della Costituzione degli Stati Uniti o della parola del governo di Washington.




I media continuano a chiamare il saccheggio della Grecia un “salvataggio”.

Chiamare il saccheggio di un paese e del suo popolo “salvataggio” è proprio Orwelliano. Il lavaggio del cervello è talmente riuscito che perfino i media e i politici della saccheggiata Grecia chiamano l’imperialismo finanziario che la Grecia sta subendo un “salvataggio”.

Da ogni parte del mondo Occidentale un gran numero di interventi, sia delle società che dei governi, stanno portando alla stagnazione della crescita dei profitti. Per poter continuare a fare profitti, le mega-banche e le società multinazionali si sono dedicate al saccheggio. I sistemi di sicurezza sociale e i servizi pubblici vengono messi nel mirino per essere privatizzati, e l’indebitamento così ben descritto da John Perkins nel suo libro, Confessioni di un sicario economico, viene utilizzato per preparare il terreno al saccheggio di interi Paesi.

Il capitalismo è entrato nella fase del saccheggio . Il risultato sarà la devastazione.

Tratto da Vocidallestero.it

Tratto da: http://www.euroscettico.com


Euroschiavi - Dalla Truffa alla Tragedia




La Matrix Europea Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

martedì 10 maggio 2016

Gli USA hanno costruito la loro Europa e data in gestione alla Germania

GLI USA HANNO COSTRUITO LA LORO EUROPA E L’HANNO DATA IN GESTIONE ALLA GERMANIA


DI FERNANDO ROSSI - nandorossi.wordpress.com


Dietro il paravento ‘Spinelli’, gli USA hanno costruito la loro Europa e l’hanno affidata in gestione alla Germania (dall’intervento al Convegno su cambio £/€, Roma , Sindacato Nazionale Scrittori, 27-4-2016 )

Si fa spesso riferimento al 1999, attribuendo al Governo Prodi la fissazione del cambio Lira –Euro, da molti ritenuto la madre di tutte le successive sventure socio-economiche del nostro paese. Ma quel valore di scambio fu invece fissato nel 1996, per avere il rientro dell’Italia nello SME, ed esattamente poco prima della mezzanotte del 24 novembre, a Bruxelles, da Ciampi (Ministro del Tesoro) Draghi (allora direttore generale del Ministero del Tesoro), Fazio e Ciocca per Bankitalia. 

Un rientro motivato dalla volontà del Governo italiano di non restare fuori dal novero degli stati che sarebbero entrati nell’Euro sin dall’avvio, fissato per il 1° gennaio 1999, e l’art 109 del trattato di Maastricht prescriveva come già due anni prima dell’ ingresso nella Unione Monetaria, i paesi candidati non avrebbero più potuto/dovuto svalutare la propria moneta rispetto all’ECU, ciò andava quindi fatto entro dicembre 1997, e così fu.
Nella riunione in cui si decise il rientro dell’Italia nello SME, Germania e Olanda volevano un rapporto Lira/Marco a 925, gli industriali italiani a 1030/40, mentre il mandato del governo italiano ai nostri negoziatori era 1010, per chiudere a 1000.  Il cambio venne fissato a 990. (1)
Nel ’92 avevamo svalutato (allora con un ECU si compravano 1587 lire , oppure 2,02 marchi tedeschi), nel ’97  per acquistare un ECU ne occorrevano 1929,66. Questa è la quotazione che sostanzialmente è stata congelata fino all’Euro, nel 1999, con i fatidici 1936,27 lire per Euro. A ben vedere, quindi, la ‘svalutazione’ non avvenne al momento del cambio Lira/Euro, ma prima, nel ’92.

venerdì 22 aprile 2016

100 MILIARDI DI EURO RICICLATI OGNI ANNO IN GERMANIA DAL CRIMINE ORGANIZZATO

BERLINO – Circa 100 miliardi di euro vengono riciclati in Germania ogni anno, secondo quanto è emerso da un rapporto pubblicato dal Ministero delle Finanze tedesco. I pagamenti illegali, che il più delle volte sono fatti in contanti, hanno luogo nel mercato immobiliare, nel mercato dell’arte e in altri mercati, e rappresentano più del doppio dei 50 miliardi di euro, stimati in precedenza dal governo tedesco, come ha riferito giovedì The Local. ”La Germania è uno dei migliori paesi per riciclaggio di denaro. Stiamo finanziando la criminalità qui,” ha detto nel mese di marzo Kai Bussmann, responsabile del Centro di Ricerca di Crimine ed Economia presso l’Università di Halle.

Fonte: IlNord


Brzezinski: Germania, il kapò perfetto per ingabbiare l’Ue

Per capire l’attuale stato dell’Unione Europea, più che le fesserie dette di volta in volta da politicanti ora di finta destra ora di finta sinistra, è indispensabile leggere un libro di Zbigniew Brzezinski, “La Grande Scacchiera”, pubblicato da Longanesi nel lontano 1997. Il libro in questione non è facilmente reperibile e, dopo averlo letto, la cosa non stupisce. Brzezinski, per chi non lo sapesse, è uno dei più influenti player della politica americana da molti anni; appartenente al primo cerchio del potere globale, già ideatore e fondatore di consessi paramassonici potentissimi come la “Trilateral Commission”, Brzezinski fa parte di quella categoria di uomini che i fatti non li analizza: li determina. L’autore ha il dono di parlare chiaro, dipingendo la realtà senza concedere nulla né alla “forma” né al “garbo”. I paesi “amici” dell’America vengono definiti senza tanti giri di parole “Stati vassalli”, da blandire o minacciare a seconda degli interessi contingenti delle élite statunitensi. Brzezinski parte da un dato di fatto: gli Stati Uniti esercitano oggi una indiscutibile leadership sul piano globale, leadership che il definitivo crollo dell’impero sovietico ha reso esclusiva e assoluta. Come mantenere e consolidare un simile primato negli anni a venire?
Il libro si snoda intorno a questa priorità, approfondita da Brzezinski con approccio tanto lucido quanto cinico. Il politologo di origine polacca individua nell’Eurasia la zona strategica da presidiare sull’assunto che chi “comanda in Europa comanda nel Brzezinskimondo intero”. Per gli Stati Uniti quindi è decisivo non perdere influenza nel Vecchio Continente, favorendo un progressivo processo di unificazione trainato dall’asse franco-tedesco. Brzezinski sostiene inoltre che, nell’ottica americana, è preferibile avallare la leadership dei tedeschi, considerati più “gestibili” rispetto ai francesi ancora nostalgici di una “grandeur” che ne gonfia l’ego rendendoli più imprevedibili. La Germania, invece, anche per i trascorsi nazisti, senza l’ombrello militare a stelle e strisce non godrebbe di nessuna legittimazione in campo internazionale, onde per cui un eventuale processo di disallineamento da parte delle classi dirigenti teutoniche rispetto agli ordini impartiti da oltre Oceano viene considerato altamente improbabile.

venerdì 15 aprile 2016

La Germania conia una sua moneta territoriale da 5 euro

La Bundesbank conia poco più di due milioni di monete da cinque euro, che avranno corso legale solo in territorio tedesco. Non è la prima volta che uno stato dell’area euro forgia un esemplare unico. Il caso più famoso quello del Belgio, che creò delle monete commemorative di Waterloo
Monete da cinque euro in edizione limitata, spendibili solo nei land tedeschi.
Un oggetto ghiotto per gli appassionati, che la Bundesbank metterà in circolo a partire da oggi. Si chiama “Planet Earth”, coniata in 2,25 milioni di esemplari di cui duecentocinquantamila rifiniti a specchio per i collezionisti, già tutti prenotati.
Su un lato è rappresentata l’aquila, simbolo della repubblica tedesca, sull’altro un planisfero contornato dai pianeti. Ogni esemplare è unico, grazie alla diversa tonalità di blu che avvolge le due facce. I numismatici hanno pagato quindici euro e cinquanta per ottenere la preziosa moneta, che pesa nove grammi per un diametro di ventisette millimetri e mezzo. Dato l’esiguo numero di monete coniate, è possibile acquistarne una al giorno per persona.

giovedì 31 marzo 2016

I tedeschi vogliono un referendum per l’uscita dalla UE nello stesso stile del Brexit del Regno Unit


Una decisa presa di posizione a favore di un referendum, per richiedere ai cittadini tedeschi se vogliono rimanere  nelll’Unione Europea, è stata adottata pochi giorni addietro dalla presidente del Partito e parlamentare europeo, Beatrix von Storch, nel corso di una intervista al settimanale Sunday Express.
“Voglio che tutti gli Stati membri possano decidere quello che è meglio per loro e l’unica cosa che possiamo realmente fare è quella di realizzare un referendum, come sta per avvenire nel Regno Unito”, lo ha dichiarato ll deputato e Presidente del AfD (Alternativa per la Germania), Beatrix von Storch.
” Schengen ha già collassato. Superata Schengen le frontiere dell’Europa devono essere protette. Oggi non lo sono.

Un referendum è l’unico modo perchè la gente di Germania possa realmente esprimersi se vogliono rimanere nella UE, se vogliono rimanere nell’Euro, se vogliono una riforma dei controlli alle frontiere per fare fronte alla crisi dei migranti. Bisogna dare voce al popolo. Si deve chiedere loro quello che vogliono”.
Angela  Merkel la scorsa settimana si è rifiutata di fare marcia indietro nella sua politica di non limitare il numero dei rifugiati a cui viene dato asilo in Germania. Negli ultinmi 12 mesi, più di 1,1 milioni di migranti hanno attraversato le frontiere della Germania con l’asilo concesso a 300.000 di loro. La politica migratoria della Merkel presenterà  un costo per i contribuenti tedeschi, stimato in  36 miliardi di euro nel 2017, secondo una recente informativa.
AfD ha guadagnato un consenso straordinario di 61 seggi nei parlamenti regionali nelle elezioni regionali dell’altra settimana, arrivando come secondo partito con il 24% dei votanti nel land della Sassonia-Anhalt.
“Continuiamo ad essere un partito molto giovane e questo per noi è un grande successo”, ha detto Ms von Storch.
“Quello che per noi è stato molto importante è il risultato nel Baden-Wuertemberg, dove abbiamo ottenuto di raggiungere l’SDP, un partito della coalizione di governo, con il 15% dei voti.
“Il nostro successo dimostra che la gente non appoggia la politica della cancelliera e di tutti i  partiti al governo. Siamo gli unici ad affermare che l’unico modo di combattere la crisi dei rifugiati è quello di chiudere le nostre frontiere”.
La stessa Beatrix von Storch ha rifiutato di essere catalogata come leader di un partito di estrema destra e descrive le sue opinioni come “conservatori sociali” e fiscali liberali”.
“I nostri rivali politici hanno tentato di collegarci con il partito neo nazista di Pegida per isolarci – che è la forma più facile per danneggiare la reputazione, qui in Germania- ma la gente ha capito le nostre posizioni e ci ha dato il consenso.

Beatrix von-Storch

Beatrix von-Storch
La maggior parte dei nostri seguaci sono giovani e ben educati, niente a che fare con i neonazisti ed i gruppi  anti islam.
Per la verità la CDU si dimostra nei fatti un partito della sinistra anche se si posiziona sul centro e di centro destra.
Noi siamo disponibili per aiutare la gente ed ad accogliere chi viene per lavorare ma non accettiamo che arrivino masse di persone intenzionate solo a sfruttare il nostro welfare. La libera circolazione dentro la UE ci va bene quando si viaggia  per lavorare ma questa non può valere per la migrazione economica.
Per questo vogliano che siano i cittadini a poter esprimere la loro libera volontà di rimanere o di uscire dall’Unione Europea, come avverrà fra poco in Gran Bretagna”.
A proposito dei negoziati in corso fra Bruxelles ed Ankara, ms. Von Storch ha dichiarato che “l‘adesione della Turchia alla UE costituisce una linea rossa per il popolo tedesco.
Noi dobbiamo proteggere le nostre frontiere e dobbiamo distinguere fra immigranti e rifugiati al di fuori della UE. La UE considera l’adesione della Turchia come risposta ai nostri proiblemi di immigrazione. Il presidente Erdogan sa come muovere le sue carte e sta cercando di accelerare il processo di adesione”.
“Questo non potrà che dare più appoggio alle nostre posizioni e siamo noi l’unico vero partito di opposizione“.
Fonte: Express.co.uk
Traduzione: Manuel De Silva


domenica 5 aprile 2015

Sicurezza Stradale: L'Italia ormai è terzo mondo... guardate e giudicate!


E' stata sviluppata una tecnologia per sostituire i classici "new jersey" con delimitatori di corsia rimovibili, il cui assetto è facilmente variabile: quando, per esempio, nei giorni degli esodo festivi c'è traffico intenso in direzione sud, mentre nella direzione opposta il traffico è scarso, allargano di una corsia la strada, restringendo quella meno battuta. Se ci sono 3 corsie per ciascuna direzione, quando c'è bisogno la direzione più transitata diventa a 4 corsie, mentre l'altra si restringe a due. Uno spettacolo!

Ora capite quanto siamo rimasti indietro? E che siamo rimasti ai livelli raggiunti nel frattempo da paesi come l'Albania? (che però mentre noi decliniamo, continua a crescere?!?)

La tecnologia al servizio del cittadino e della sicurezza... da noi queste tecnologie arriveranno mai?

ECCEZIONALE... DA VEDERE!!!!!!!Mentre noi siamo alle prese con le buche e infrastrutture scadenti, in Europa arrivano...
Posted by Informati on Domenica 5 aprile 2015


Veritanwo per caosvideo

domenica 29 marzo 2015

Germanwings: troppi dettagli non tornano, ecco quali sono.

Germanwings, la riflessione di Sascia Lucibello, consigliere comunale a Riparbella (PI)

Giusta riflessione quella nell'immagine... ma c'è di più.

La "versione ufficiale" (ovvero il suicidio del copilota) è basata su quanto emerso dalle registrazioni della scatola nera, recuperata e analizzata a tempo di RECORD!

Sarà andata come dicono loro... ma i misfatti sono tanti... e sostituire una scatola nera per i servizi segreti è facile come bere un bicchiere d'acqua.

Come mai durante la discesa, durata 9 minuti, il pilota non ha telefonato (con il satellitare di bordo) per informare di cosa stava accadendo, anziché gridare come un passeggero qualsiasi ?

Inoltre, la scatola nera appare danneggiata (normale, dopo lo schianto) e RUGGINOSA... e questo è strano. MOLTO strano, se aggiungiamo che secondo alcuni esperti, il modello di scatola nera mostrato al pubblico sarebbe obsoleto per il modello dell'aereo. Secondo Rosario Marcianò, "hanno voluto mostrare una scatola nera al pubblico"

PER ANALIZZARE TUTTI I DETTAGLI, GUARDA LA RICOSTRUZIONE: 

Germanwings: "è un complotto, ecco le prove"
http://caosvideo.it/v/germanwings-e-un-complotto-ecco-le-prove-5416

L'analisi dei fatti di Rosario Marcianò (comitato Tanker Enemy)
http://caosvideo.it/v/germanwings-troppe-cose-non-tornano-intervista-a-marciano-esclusiva-5388 - analisi dei misfatti e delle incongruenze.


Breve docufilm con ricostruzione dei fatti ed elenco delle incongruenze: DA VEDERE!  

#Germanwings, emergono sempre più particolari inquietanti; ecco un breve docufilm, con audio originale delle scatole...
Posted by Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com on Domenica 29 marzo 2015


GermanWings: è un complotto, ne è sicuro Rosario Marcianò, presidente del "Comitato Tanker Enemy" che si occupa di geoingegneria e altri misfatti. ECCO COME SONO ANDATE LE COSE SECONDO LUI! Cosa ne pensate????
Posted by La verità sul nuovo ordine mondiale on Sabato 28 marzo 2015
Staff nocensura.com

Fonte: nocensura


venerdì 27 marzo 2015

DER SPIEGEL SHOCK: ''LA GERMANIA FORTE COME NON SI VEDEVA DAI TEMPI DEL TERZO REICH''


DER SPIEGEL SHOCK: ''LA GERMANIA FORTE COME NON SI VEDEVA DAI TEMPI DEL TERZO REICH'' 

BERLINO - In una lettera aperta al cancelliere tedesco Angela Merkel, l'opinionista del settimanale tedesco "Spiegel", Jakob Augstein, accusa la leader della Cdu di aver distrutto la coesione europea e le chiede di sostenere la creazione degli Stati Uniti d'Europa. "Cara Signora Merkel, Lei viene vista come una persona di poche pretese. La storia, pero', La ricordera' diversamente".

Secondo Augstein, Merkel rischia di essere ricordata in futuro "come il cancelliere che ha ucciso l'integrazione europea": "In questo momento Le stanno passando davanti agli occhi le eredita' di Adenauer, di De Gaulle, di De Gasperi e di Kohl: proprio ora, nel momento in cui i tedeschi sono forti come - mi dispiace dirlo - non si vedeva dal Terzo Reich".

Merkel, scrive Augstein, ha la responsabilita' di avere assecondato e in parte causato la ripresa dei sentimenti di rivalsa nazionale in Europa. "Noi ricorderemo Helmut Kohl come il padre dell'unita' tedesca e dell'euro. Come un grande europeista. Ma come dobbiamo ricordare Lei, Signora Merkel? Come il cancelliere che ha ucciso l'integrazione europea?", si chiede Augstein. "Nel 2010 inveiva contro una moneta unica che 'permette ad alcuni di fare molte ferie e agli altri di farne molte meno': forse non sapeva che allora i greci sgobbavano da mattina a sera per riuscire a superare la crisi nel loro paese?"

domenica 22 marzo 2015

Ecco come l’Europa cancellò il debito della Germania

Da keynesblog
Gli accordi sul debito di Londra (1953) dimostrano che i governi europei sanno come risolvere una crisi da debito coniugando giustizia e ripresa economica. Ecco quattro lezioni esemplari, utili nell’attuale crisi del debito greco.
 Il 27 febbraio 1953 fu siglato a Londra un accordo che cancellava la metà del debito della Germania (all’epoca la Germania Ovest). 15 miliardi su un totale di 30 miliardi di Deutschmarks*.
Fra i paesi che accordarono la cancellazione c’erano gli Stati Uniti, l’Inghilterra e la Francia, assieme a Grecia, Spagna e Pakistan (paesi che sono oggi fra i più importanti debitori). L’accordo copriva anche il debito di privati e società. Dopo il 1953, altri paesi firmarono l’accordo per cancellare il debito tedesco: l’Egitto, l’Argentina, il Congo Belga (oggi Repubblica Democratica del Congo), la Cambogia, il Cameroun, la Nuova Guinea, la Federazione di Rodesia e il Nyasaland (oggi Malawi, Zambia e Zimbabwe). (1)
Il debito Tedesco risaliva a due periodi storici: gli anni precedenti la prima guerra mondiale e quelli immediatamente successivi alla seconda. Circa la metà derivava da prestiti che la Germania aveva contratto durante gli anni ’20 e i primi anni ’30 (prima dell’ascesa dei nazisti al potere), e che furono usati per pagare i danni di guerra imposti nel 1919 dal trattato di Versailles. Si trattava del lascito delle colossali riparazioni dei danni di guerra imposte al paese dopo la sconfitta nella prima guerra mondiale.
L’altra metà del debito era legata alle spese di ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale.

martedì 17 marzo 2015

La Faz: "In Germania 10 milioni di lavoratori part time senza futuro"


ALTRO CHE ''CRESCITA DELL'OCCUPAZIONE IN GERMANIA'' SCRIVE LA FAZ: ''10 MILIONI DI PART TIME SENZA PROSPETTIVE DI VITA''

BERLINO - La ripresa del mercato del lavoro tedesco e' soprattutto una ripresa del lavoro part-time, scrive il quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". E questo sta a significare che la vera crescita degli occupati non c'è.

Nel solo periodo 2004-2013 il numero dei lavoratori impiegati meno di 35 ore alla settimana e' cresciuto di 2,4 milioni passando a un totale di oltre 10,7 milioni. Piu' di tre quarti dei posti di lavoro generati in questo periodo, quindi, sono attivita' part-time, la cui quota e' passata in questo lasso di tempo dal 24 al 28 per cento del totale. E gli stipendi di questi lavoratori non consentono loro nè di acquistare una casa, nè di mantenere dei figli. Si tratta di stipendi per la maggior parte inferiori ai 1.000 euro al mese, e per la rimanente parte inferiori a 600 euro al mese. Addirittura sotto la soglia di povertà.

Particolarmente interessante è il dato sulla diffusione dei cosiddetti part-time di lunga data: nel 2013, quasi 2,6 milioni di donne avevano una settimana lavorativa tra le 25 e le 35 ore: un aumento di piu' di un milione, o piu' del 50 per cento, rispetto al 2004.

giovedì 12 marzo 2015

Debito di guerra tedesco con la Grecia: Tsipras torna alla carica!

Negli ultimi anni, con l'aggravarsi della crisi in Grecia, il famoso debito di guerra tedesco è tornato a più riprese di attualità. I greci non hanno mai ricevuto infatti il risarcimento stabilito in sede internazionale per danni di guerra patiti.  E ora Tsipras torna alla carica, minacciando la confisca dei beni tedeschi in Grecia!

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GOVERNO GRECO: ''DANNI DI GUERRA TEDESCHI VANNO PAGATI, SE NON ACCADRA' CONFISCHEREMO PROPRIETA' TEDESCHE IN GRECIA''

ATENE - Per il nuovo governo greco la questione delle riparazioni dovute dalla Germania per i danni causati nella Seconda guerra mondiale non e' risolta. Ieri il premier Alexis Tsipras ha riferito che ad occuparsi del caso sara' una apposita commissione parlamentare: "Dopo la riunificazione della Germania nel 1990 si sono create le condizioni giuridiche e politiche per chiarire la vicenda, ma da quel momento i governi tedeschi hanno reagito con il silenzio, con espedienti giuridici e con ritardi", ha accusato il premier greco durante un dibattito parlamentare ad Atene.

"E io mi chiedo - dato che in questi giorni vengo spesso interpellato sulle questioni morali: questo comportamento e' morale? Con le riparazioni si onorerebbe la memoria di tutte le vittime della seconda guerra mondiale e del nazismo, cosi' come quella della resistenza greca", ha concluso Tsipras, il quale riconosce che "anche il popolo tedesco ha sofferto sotto il nazionalsocialismo" e che la Germania dopo la seconda guerra mondiale e' stata "a ragione" aiutata a rialzarsi, sfuggendo pero' alle proprie responsabilita'.

martedì 10 marzo 2015

I lobbysti tedeschi delle armi corrompevano i greci mentre la Troika imponeva diktat


INCHIESTA ESPLOSIVA / IL SISTEMA MILITARE INDUSTRIALE TEDESCO HA CORROTTO LA GRECIA MENTRE LA TROIKA IMPONEVA I DIKTAT

Berna, e cioè la giustizia svizzera, ha sequestrato 35 milioni di franchi svizzeri in conti bancari nel vasto scandalo di corruzione e riciclaggio di denaro relativi a contratti di difesa in Grecia. Vicenda che comunque ha già fatto "guadagnare" 20 anni di carcere a un ex ministro greco.

Ricordiamo che sono state pagate tangenti per facilitare la sottoscrizione di contratti di vendita di armi alla Grecia alla fine del 1990 e primi anni 2000.

"Circa quattro milioni di franchi sono già stati restituiti al governo greco lo scorso anno", ha detto da parte sua il portavoce del pubblico ministero della Confederazione (MPC), Jeanette Balmer, confermando informazioni pubblicate nel quotidiano "NZZ am Sonntag ".

In questa occasione, Jeanette Balmer ha voluto ricordare che le tangenti erano state pagate a politici e funzionari greci, quando la Grecia acquistò (ma ne aveva la necessità? No)  missili anti-aerei, carri armati e sottomarini. "Il denaro è stato poi trasferito la piazza finanziaria svizzera " ha continuato la portavoce del pubblico ministero.

Circa 20 milioni di franchi sfuggiti alle autorità fiscali greche è "atterrato in Svizzera", in particolare attraverso le cosiddette operazioni di compensazione. "Questi importi, tuttavia, sono stati prodotti attraverso un meccanismo complesso. Si è scoperto che le imprese di armamento coinvolte nel caso pagavano delle tangenti, presentate come spese di consulenza, sui conti che fondazioni greche avevano in Svizzera.

venerdì 13 febbraio 2015

UE, LA GERMANIA NON RISPETTA REGOLE. E FA SOLDI SULLA CRISI

germania non rispetta regole euro

Considerata come la principale responsabile degli squilibri nella bilancia dei pagamenti tra i Paesi dell’Eurozona, la Germania viola da ben 8 anni le regole europee esportando più del consentito. Regole pensate proprio per evitare forti squilibri. Inoltre i tedeschi hanno di che guadagnare anche dalla deflazione che avvolge l’Eurozona. E il centro studi di Confindustria lancia l’allarme: “Senza inversione di tendenza sarà eutanasia da euro”.

Nel 2014 il saldo delle partite correnti (la differenza tra quanto un Paese esporta e importa in beni e servizi) tedesco è risultato superiore al 7% del Prodotto interno lordo. È dal 2002 che la Germania produce un saldo delle partite correnti positivo (quindi esporta più di quanto importa) ma è da otto anni consecutivi che lo fa violando le regole europee che prevedono che non si possa generare un saldo positivo superiore al 6% del Pil nella media di tre anni.

giovedì 5 febbraio 2015

Germania: con le sanzioni alla Russia a rischio 60.000 posti di lavoro


GERMANIA: con le sanzioni a rischio 60.000 posti di lavoro
© Photo: AP/Mark Keppler
L'export tedesco con la Russia è in caduta libera. A pagarne le conseguenze, sono lavoratori e imprese. La Merkel corre ai ripari e propone a Putin “una cooperazione e uno spazio commerciale comune' tra UE e Unione Eurasiatica. In cambio, la solita richiesta di trovare una soluzione pacifica al conflitto in Ucraina. Come se dipendesse solo da Mosca...

“Se si considera che in Germania circa 300.000 posti di lavoro dipendono dall'export con la Russia, ne consegue che un calo stabile del 20% potrebbe portare, nel peggiore dei casi, a una perdita di 60.000 posti di lavoro”. È stato lapidale, Eckhard Cordes, presidente del comitato orientale dell'economia tedesca, nella sua intervista al Rheinischen Post.

In termini di fatturato la perdita è superiore ai 6 miliardi di euro. Il valore totale dell'export tedesco verso la Russia era infatti, ancora pochi mesi fa, di 30 miliardi di euro. Ora, grazie alle sanzioni imposte dagli americani alla UE, è sceso a 24.

Si perchè, come sottolinea ancora Cordes “sono soprattutto gli europei a pagare il prezzo economico di questa crisi politica”, e come osservava sarcastico un uomo d'affari tedesco “gli americani sanno come organizzare sanzioni senza che le loro imprese ne vengano danneggiate”. In effetti il volume d'affari delle imprese americane operanti in Russia non è diminuito in seguito alle sanzioni, ma è anzi addirittura aumentato.

Ora Putin vuole 600 miliardi dalla Merkel per danni di guerra!


Putin chiede 600 miliardi alla Germania: "Sono i danni di guerra"
Mosca punta il dito contro Berlino, chiedendo 600 miliardi di dollari per l'aggressione nazista del 1941 in "obblighi di riparazione". Rapporti sempre più tesi tra le due potenze europee

Putin chiede 600 miliardi alla Germania: "Sono i danni di guerra"
Mosca vuole i danni da Berlino per l'aggressione nazista del 1941: la Duma, camera bassa del Parlamento russo, ha istituito un gruppo di lavoro per calcolare i danno causati dalla Germania, attaccando l'Unione Sovietica nel 1941. Secondo il quotidiano Izvestia, il conto risultante dovrebbe essere presentato alla cancelliera Angela Merkel come obblighi di riparazione. Tutto sembra nascere da una polemica all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. I rapporti tra Russia e Germania sarebbero sempre più tesi, ma in generale Mosca non vede di buon occhio nessuno stato "dell'Unione dell'Ovest".

mercoledì 4 febbraio 2015

Joseph Stiglitz: “Il problema è la Germania, non la Grecia”

“Anche se è stato un esperimento per unire, niente ha diviso l’Europa tanto quanto l’euro”. L’Economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha detto alla CNBC che la zona euro dovrebbe rimanere unita, ma se dovesse iniziare a frammentarsi, sarebbe meglio per la Germania e non per la Grecia abbandonarla.
Il rischio di un default sovrano in Grecia è aumentato dopo che il partito Syriza ha vinto le elezioni del 25 gennaio, sollevando preoccupazioni per la possibile uscita della Grecia dalla zona euro.
“La Grecia non è l’unica economia in difficoltà sotto l’euro e per questo è necessario un nuovo approccio”, ha detto Stiglitz “Le politiche che l’Europa ha rifilato alla Grecia non hanno funzionato e questo è vero anche per la Spagna e altri paesi.”
Il professore della Columbia University è uno dei 18 economisti di spicco co-autore di una lettera nella quale si sostiene che l’Europa trarrebbe beneficio dal dare alla Grecia un nuovo inizio attraverso la riduzione del debito.

domenica 1 febbraio 2015

Scoppiata una Bomba atomica nell’incontro tra Tsipras e Martin Shultz- Richiesta di Tsipras: “vogliamo Mandare la Merkel a giudizio presso il Tribunale Internazionale“




Riceviamo e volentieri pubblichiamo da una nostra corrispondente in Grecia……..
Alexis Tsipras, durante l’incontro con Martin Shultz, presidente del Parlamento Europeo, ha inviato alcuni messaggi alla cancelliera tedesca Angela Merkel.  Non soltanto ha inviato messaggi , ma in pratica ha voluto anche consegnare un memoriale dove si dimostrano i brogli dei grandi industriali (businesmen) greci e tedeschi e quanto questi loro affari sono costati alle casse dello Stato Greco. Tsipras mette sotto accusa i governi tedeschi che hanno collaborato e fatto affari con i grandi industriali ( magnati) greci nell’ interesse delle multinazionali tedesche.
“Sig Shultz”, ha detto Tsipras, ” la Germania ha fatto fallire il mio paese ed in questo memoriale ci sono tutti gli scandali con le prove necessarie: la Siemens , i treni, i sommergibili, le società di costruzioni, le evasioni fiscali e la continua immunità concessa per questi delitti. La lista Lagard (attuale dirigente del FMI) sempre tenuta nascosta dai precedenti governi con il consenso della Germania. E questa non e’ la sola lista”.
“Se voi, che avete provveduto al finanziamento delle banche, aveste invece insistito per il controllo finanziario degli industriali miliardari (magnati), invece di buttare i soldi nella spazzatura, si sarebbe potuto varare un programma di salvataggio della Grecia”.
“Non e’ possibile”, ha proseguito Tsipras, ” che si licenzino 400 donne delle pulizie e che si lascino impuniti i grandi evasori fiscali che hanno sottratto miliardi di euro. Non e’ Lei a conoscenza di questo sig. Shultz? ”
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