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giovedì 5 maggio 2016

Tsipras chiude i conti bancari dei greci che non pagano le tasse


di Alessandra Caparello
ATENE (WSI) – La Grecia dichiara guerra agli evasori fiscali e per chi non paga le tasse il governo di Tspiras ha deciso di congelare il conto corrente inbanca.
Continua a persistere per Atene il problema della liquidità, aumentato visto l’empasse con i creditori internazionali a cui si aggiunge, secondo quanto dice il Wall Street Journal, la mancanza di risorse per pagare a giugno stipendi e pensioni: da qui l’altra strada che il governo Tspiras ha deciso di intraprendere per far cassa già dallo scorso autunno. A pagare sono direttamente gli evasori, coloro che non pagano le tasse, un numero sempre maggiore vista l’attuale situazione di austerity in Grecia. Solo nell’ultimo anno infatti gli arretrati dei cittadini ellenici con il fisco sono cresciuti a 87 miliardi di euro.
I motivi sono semplici: da una parte ovviamente il clima di crisi e l’austerity che hanno fatto crollare il potere d’acquisto delle famiglie, la crescentedisoccupazione che ora arriva a toccare il 24% a cui si aggiunge il fatto che e circa il 52% delle famiglie greche ha come unica fonte di reddito una pensione.

giovedì 12 marzo 2015

Debito di guerra tedesco con la Grecia: Tsipras torna alla carica!

Negli ultimi anni, con l'aggravarsi della crisi in Grecia, il famoso debito di guerra tedesco è tornato a più riprese di attualità. I greci non hanno mai ricevuto infatti il risarcimento stabilito in sede internazionale per danni di guerra patiti.  E ora Tsipras torna alla carica, minacciando la confisca dei beni tedeschi in Grecia!

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GOVERNO GRECO: ''DANNI DI GUERRA TEDESCHI VANNO PAGATI, SE NON ACCADRA' CONFISCHEREMO PROPRIETA' TEDESCHE IN GRECIA''

ATENE - Per il nuovo governo greco la questione delle riparazioni dovute dalla Germania per i danni causati nella Seconda guerra mondiale non e' risolta. Ieri il premier Alexis Tsipras ha riferito che ad occuparsi del caso sara' una apposita commissione parlamentare: "Dopo la riunificazione della Germania nel 1990 si sono create le condizioni giuridiche e politiche per chiarire la vicenda, ma da quel momento i governi tedeschi hanno reagito con il silenzio, con espedienti giuridici e con ritardi", ha accusato il premier greco durante un dibattito parlamentare ad Atene.

"E io mi chiedo - dato che in questi giorni vengo spesso interpellato sulle questioni morali: questo comportamento e' morale? Con le riparazioni si onorerebbe la memoria di tutte le vittime della seconda guerra mondiale e del nazismo, cosi' come quella della resistenza greca", ha concluso Tsipras, il quale riconosce che "anche il popolo tedesco ha sofferto sotto il nazionalsocialismo" e che la Germania dopo la seconda guerra mondiale e' stata "a ragione" aiutata a rialzarsi, sfuggendo pero' alle proprie responsabilita'.

martedì 24 febbraio 2015

Grecia: il sogno Tsipras è già finito


Chi si aspettava grandi cambiamenti e la fine della crisi in Grecia è rimasto deluso. Il sogno #Tsipras è durato poco. Ha confermato di essere ciò che noi "soliti complottisti" avevamo previsto: DISSENSO CONTROLLATO, per catalizzare il malcontento in un binario morto...

Alla Grecia hanno tolto molto, moltissimo, quasi tutto.
Ora gli restituiranno qualche nocciolina, un contentino, per esempio Tsipras probabilmente garantirà un piatto di minestra ai tanti disperati che si sono ritrovati senzatetto. E potrà cantare vittoria, dire di aver fatto qualcosa di buono.

Gli 80€ di Renzi in salsa greca: solo che Renzi li ha erogati al suo elettorato tipico, persone che hanno una busta paga, magari nell'apparato pubblico. Renzi per chi ha perso tutto non ha fatto NIENTE. Tsipras invece qualcosa farà, possiamo scommetterci.

MA L'USCITA DALLA CRISI è BEN ALTRA COSA!!!

E PER USCIRE DALLA CRISI, LA RICETTA è UNA SOLA: TORNARE SOVRANI DELLA PROPRIA MONETA! Che deve essere emessa a CREDITO, non a DEBITO! Deve essere "accreditata" e non "addebitata". E sopratutto, deve essere di proprietà del popolo, alias dello Stato. E NON DI BANCHIERI PRIVATI, CHE IN QUESTO MODO GESTISCONO IL MONDO!

“Datemi il potere di emettere e gestire la moneta di una nazione e me ne infischio di chi fa le leggi”. Mayer Anselm Rotschild.


Staff Nocensura.com - Cose che nessuno ti dirà di nocensura.com​


Fonte: nocensura


lunedì 23 febbraio 2015

Nino Galloni: "il Problema della Grecia non e’ il Debito!"

A dx il prof. Nino Galloni; a Sx il dott. Maurizio Sarlo
Da una parte il dramma del popolo greco che trova in Syriza il suo paladino; dall’altra, la farsa tra quest’ultimo e i vertici UE, che passa dal serio al fuori controllo, per il diletto di osservatori e mezzi di informazione.

Sullo sfondo, il tema del debito, in realtà dei creditori, preoccupati dall’evoluzione della cosa.
Problema anche dei Greci, ma solo se le soluzioni dovessero – come per il passato – ricadere sulle spalle della popolazione; fenomeno non più scontato se qualcuno si assume il compito di fare cose ragionevoli.
Ma per capire la situazione, facciamo un’ipotesi: debito greco cancellato, problemi esauriti? Certamente no!

giovedì 12 febbraio 2015

Europa, la democrazia è finita: Draghi lo ricorda a Tsipras

Non chiamatele pressioni, sono ricatti. Non parlate di separazione di poteri, al vertice dell’Unione Europea non esistono. Sto parlando, ovviamente, del trattamento che “l’Europa” sta riservando alla Grecia. Quando la Banca centrale europea annuncia che non accetterà più i titoli pubblici greci a garanzia dei prestiti bancari, compie un gesto politico, dalla forza dirompente, paragonabile a un atto militare. Di fatto priva le banche di liquidità, ed è come se si riducesse l’ossigeno a un paziente reduce da una lunga malattia. Gli spin doctor della Bce hanno presentato la decisione alla stregua di “pressioni” sul governo greco; in realtà è una forma di ricatto, che dimostra, ancora una volta, come in questa Europa la democrazia sia più formale che sostanziale e come la volontà popolare non abbia possibilità di affermazione non appena contrasta con gli interessi e i piani delle élite europee. Fuor di metafora: Draghi ha messo Tsipras con le spalle al muro: se persiste sulla strada della rinegoziazione del debito, le banche greche, nel giro di poche settimane o forse di pochi giorni, si troveranno senza fondi, alcune chiuderanno, la gente assalirà, inutilmente, bancomat e sportelli, l’economia si fermerà.
A quel punto Tsipras avrà di fronte a sé due alternative: rompere definitivamente e uscire dall’euro o chinare la testa. Secondo voi come finirà? L’effetto, se questo scenario dovesse realizzarsi, sarebbe disastroso per la nostra democrazia: dimostrerebbe Draghiche i vari Syriza, Podemos, eccetera non hanno alcuna possibilità di realizzare le proprie promesse elettorali e che ai popoli europei non resta in realtà che una scelta: applicare i diktat della Troika con un premier di centrosinistra o applicare i diktat della Troika con un premier di centrodestra. Cambia l’etichetta, non la sostanza. Nell’Europa di oggi, chi controlla la moneta, ovvero l’euro, di fatto rappresenta il potere più forte, condizionante in quanto ostativo, di tutte le istituzioni nazionali ed europee. Un potere che è assoluto. A chi risponde la Bce? A nessuno. Qual è il contropotere della Bce? Non esiste. Chi può giudicare la Bce? Nessun tribunale, la Banca centrale beneficia di fatto di un’immunità assoluta. Ma, vien da pensare, concetti che pensavamo sacri come la tripartizione dei poteri, la sovranità popolare? Spariti in un colpo.

lunedì 9 febbraio 2015

Tsipras alla Ue, lo accoglie Juncker completamente ubriaco!

Nota di Nocensura: Che all'eurocrate piacesse bere, non è una novità. L'estate scorsa il tabloid inglese Mail on Sunday aveva picchiato duro su Juncker: "Le sue sbornie non sono un segreto" e pare che beva sin di prima mattina. La notizia fu rilanciata in Italia da Il Giornale. 

Qualcuno si preoccupa: "guardate in che mani è l'Europa". Ebbene, rassicuratelo. Se anche tutta la Commissione fosse composta da bevitori, ciò non provocherebbe danni, poiché le decisioni non le assumono loro, che sono fantocci, ma gruppi come il Bilderberg e la Trilaterale, braccio armato dell'elite. Che fanno certamente più danni di qualsiasi ubriaco, pur essendo lucidissimi...

Staff nocensura.com
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Di Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro  
Ecco le persone alle quali siamo in mano. La scena viene ripresa dalle tv di tutto il globo, l’evento è certamente importante, il neo capo del Governo greco Alexis Tsipras si reca a Bruxelles per incontrare i massimi vertici europei, lo accoglie il Presidente della Commissione Ue, il lussemburghese Jean Claude Juncker.
Ebbene fin qui nulla di strano, nulla di più normale, davanti agli occhi dei giornalisti e fotoreporter giunti per l’occasione, però, si presenta una scena incresciosa, all’arrivo del Presidente della Commissione Ue tutti si rendono immediatamente conto dello stato penoso in cui si trova Jean Claude Juncker.
Le gote paonazze, lo sguardo vitreo ed il sorriso stampato sulle labbra non lasciano dubbi sullo stato di ebbrezza col quale si presenta all’appuntamento l’ex Premier lussemburghese ora a capo del “governo” europeo.
Tsipras, rendendosi immediatamente conto della situazione è evidentemente imbarazzato, e si irrigidisce mentre Junker gli si avvicina e, dopo avergli stretto la mano lo bacia, come si farebbe solo con dei familiari (o eventualmente con una signora).

sabato 31 gennaio 2015

LA GRECIA CACCIA LA TROIKA DA ATENE!



LA GRECIA ROVESCIA IL TAVOLO IN FACCIA AL PRESIDENTE DELL'EUROGRUPPO: LA TROIKA NON DEVE METTERE PIU' PIEDE AD ATENE!


ATENE - La Grecia rovescia il tavolo con l'Europa e lo fa davanti al presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem volato ad Atene a proporre le condizioni di Bruxelles, tutte rigettate.
Il nuovo Governo non vuole ne' un'estensione del programma di aiuti e ne' il ritorno della Troika Ue-Bce-Fmi per concludere l'attuale piano, due mosse che secondo la Ue avrebbero dato a tutti il tempo di parlare del futuro.
Ma Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis vogliono voltare pagina subito, e sono disposti a tutto, anche ad assumersi il rischio di arrivare alle prossime scadenze sui titoli senza gli aiuti internazionali.
Lo scontro e' dunque altissimo, e la Germania chiude anche oggi la porta a qualunque negoziato sul debito: non ci faremo ricattare, ha detto il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble.
La riunione tra Dijsselbloem e Varoufakis e' tesa fin da subito, e si conclude con una breve conferenza stampa nella quale i due si guardano a fatica. E nemmeno ci provano a nascondere l'aperto conflitto: "Non ho alcuna intenzione di collaborare con i funzionari della Troika per l'estensione del programma di salvataggio" in scadenza a fine febbraio, ha detto il ministro.

giovedì 29 gennaio 2015

I tagli di Tsipras evidenziano la sfacciataggine del nostro governo

a cura di nocensura.com

Non basterà certo a risollevare le sorti della Grecia, ma almeno Tsipras ha immediatamente ridotto certi sprechi, come auto blu, voli di stato, scorte inutili, etc;

Il risparmio che ne deriverà non sarà certo miliardario, ma quei soldi magari potranno essere impiegati per aiutare i molti greci che cibano rovistando nei cassonetti della spazzatura. Sprecare soldi per voli di stato spesso inutili o comunque facilmente evitabili mentre c'è gente che si suicida dalla disperazione è non solo una vergogna di dimensioni epiche, ma pura follia.

Per risollevare veramente le sorti della Grecia, ma anche quelle dell'Italia o di un qualsiasi paese strozzato dal debito pubblico, l'unica soluzione è il ritorno alla sovranità monetaria, che consentirebbe di risparmiare 100 mld all'anno che versiamo a titolo di "interessi sul debito"  (negli ultimi 30 anni abbiamo pagato 3.100 miliardi solo a titolo di interessi sul debito)

E' ora di porre FINE ad un sistema monetario truffaldino gestito da banchieri privati. Nonostante la crisi morda decine di milioni di persone, la maggioranza della popolazione non ha ancora capito quali siano le vere cause della stessa, e grazie alla propaganda continua a credere che tutto sia dovuto a corruzione, sprechi e ruberie, ignorando temi come il signoraggio bancario o peggio, relegandoli a "bufala".





I tagli di Tsipras sono un atto dovuto in un momento di grave crisi come quello attuale, un gesto di rispetto verso la popolazione ed in particolare verso chi stenta a sopravvivere che i nostri politici non si sono sentiti di fare, nonostante ormai 5 milioni di italiani siano alla fame. Hanno aumentato vertiginosamente la pressione fiscale diretta ed indiretta, in modo indiscriminato; hanno tagliato servizi e ridotto ai minimi termini la spesa per i grandi disabili, rendendo disponibili solo a pagamento persino i farmaci salvavita, SENZA RINUNCIARE A NIENTE. 

Non solo hanno rifiutato di diminuire i loro mega stipendi e le mega pensioni: ma con un trucco si sono aumentati lo stipendio: coperti dal silenzio di quasi tutti i media hanno ridotto al 18% l'aliquota fiscale sui loro stipendi: pagano meno di un lavoratore a bassissimo reddito!!!

martedì 27 gennaio 2015

ALEXIS TSIPRAS E’ L’ULTIMO CONIGLIO ESTRATTO DAL CILINDRO DEL VENERABILE MARIO DRAGHI?

untitledAlexis Tsipras ha vinto con largo margine. Si tratta di un risultato ampiamente in linea con le previsioni. D’altronde i partiti tradizionali, a partire da Nuova Democrazia e Pasok, hanno negli ultimi anni pianificato ed attuato un vero e proprio sterminio in danno del popolo greco; uno sterminio, mascherato da una melliflua retorica sul risanamento dei conti, che ha generato un numero imprecisato di morti, ammalati, suicidi ed indigenti. In Grecia, nel cuore della civilissima Europa, è aumentata la mortalità infantile, sono cresciuti i casi di malnutrizione e sono ricomparse malattie da degrado che parevano sconfitte per sempre. Insomma la Troika capitanata da Draghi, Lagarde e Juncker, successore del vile Barroso a capo della Commissione Europea, ha oggettivamente rinverdito nell’Ellade i fasti hitleriani, inseguendo il mito della “soluzione finale” con la stessa fanatica testardaggine che in altre epoche accompagnò la furia sanguinaria dei vari Himmler e Goebbels. Tra Draghi e Rosenberg, lo riconosco per amore di verità, esiste però una differenza che sarebbe scorretto occultare: pur condividendo entrambi nella sostanza la stessa gnosi feroce ed anti-umana, i metodi utilizzati dai tecno-nazisti moderni sono decisamente più sottili ed incruenti. In sintesi, tanto i nazisti classici capitanati da Hitler quanto i tecno-nazisti contemporanei guidati da Draghi puntano ad una selezione eugenetica della “razza europea”; ma mentre il primo pensava di dover salvaguardare la purezza germanica a colpi di mitraglia e campi si concentramento, il secondo si limita in maniera darwiniana a rendere impossibili le condizioni esistenziali delle masse popolari, perseguendo il dissimulato scopo di far rimanere in vita solo i ceppi più resistenti, quelli in grado cioè di adeguarsi ad una vita di fame, privazione e stenti. Il tecno-nazismo poi, a differenza del nazismo classico, può trionfare senza formalmente sopprimere i cardini della democrazia liberale: ovvero elezioni periodiche e libertà di espressione. Il senso di tale dottrina è stato brillantemente cristallizzato tempo fa dallo stesso Draghi, bravo nel formulare limpidamente la teoria del “pilota automatico”, quella che spiega al mondo come e perché la dialettica formalmente democratica in voga nei rispettivi Paesi dell’area euro non possa in ogni caso influenzare per nulla il tracciato disegnato nell’ombra dal banchiere centrale e dai suoi relativi fratelli. Per quanto riguarda la libertà di espressione, il militare controllo dei principali mezzi di informazione permette la costruzione in vitro di una realtà apparente che disabilita scientificamente il senso critico della maggior parte dei cittadini.

lunedì 26 gennaio 2015

Tsipras e la sinistra al soldo della finanza


Di Diego Fusaro

Tsipras: la sinistra che sta con l’euro; la sinistra che sta col capitale e con i padroni; la sinistra che ha tradito Marx e i lavoratori. Con una sinistra così, non vi è più bisogno della destra. È la sinistra che vuole abbattere l’austerità mantenendo l’euro: cioè abbattere l’effetto lasciando la causa, ciò che è impossibile “per la contradizion che nol consente”.

La domanda da porsi, allora, è una sola: stupidità o tradimento? Propendo per la seconda risposta: tradimento. Tradimento di una sinistra passata armi e bagagli dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale, dal monoclassismo universalista proletario al bombardamento universalista imperialistico in nome dei diritti umani, dalla lotta per i diritti sociali alla lotta per il matrimonio gay come non plus ultra dell’emancipazione possibile. Dalla falce e il martello all’arcobaleno: non v’è null’altro da aggiungere, temo.

Tutto questo farebbe ridere, se non facesse piangere. È una tragedia storica di portata epocale. Il quadro a cui, nell’immaginario comune, sempre più si dovrebbe abbinare l’idea della sinistra (Tsipras in testa!) non è più Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo, bensì L’urlo di Edvard Munch: dove, tuttavia, il volto trasfigurato dal dolore e immortalato nell’atto di gridare scompostamente è quello di Antonio Gramsci, ucciso una seconda volta, dopo il carcere fascista, dalle stesse forze politiche che hanno tradito il suo messaggio e disonorato la sua memoria.

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