giovedì 12 marzo 2015

Debito di guerra tedesco con la Grecia: Tsipras torna alla carica!

Negli ultimi anni, con l'aggravarsi della crisi in Grecia, il famoso debito di guerra tedesco è tornato a più riprese di attualità. I greci non hanno mai ricevuto infatti il risarcimento stabilito in sede internazionale per danni di guerra patiti.  E ora Tsipras torna alla carica, minacciando la confisca dei beni tedeschi in Grecia!

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GOVERNO GRECO: ''DANNI DI GUERRA TEDESCHI VANNO PAGATI, SE NON ACCADRA' CONFISCHEREMO PROPRIETA' TEDESCHE IN GRECIA''

ATENE - Per il nuovo governo greco la questione delle riparazioni dovute dalla Germania per i danni causati nella Seconda guerra mondiale non e' risolta. Ieri il premier Alexis Tsipras ha riferito che ad occuparsi del caso sara' una apposita commissione parlamentare: "Dopo la riunificazione della Germania nel 1990 si sono create le condizioni giuridiche e politiche per chiarire la vicenda, ma da quel momento i governi tedeschi hanno reagito con il silenzio, con espedienti giuridici e con ritardi", ha accusato il premier greco durante un dibattito parlamentare ad Atene.

"E io mi chiedo - dato che in questi giorni vengo spesso interpellato sulle questioni morali: questo comportamento e' morale? Con le riparazioni si onorerebbe la memoria di tutte le vittime della seconda guerra mondiale e del nazismo, cosi' come quella della resistenza greca", ha concluso Tsipras, il quale riconosce che "anche il popolo tedesco ha sofferto sotto il nazionalsocialismo" e che la Germania dopo la seconda guerra mondiale e' stata "a ragione" aiutata a rialzarsi, sfuggendo pero' alle proprie responsabilita'.


Per questo il governo ellenico sta valutando l'ipotesi di confiscare alcune proprieta' tedesche in Grecia.

Ieri sera il ministro della Giustizia Nikos Paraskevopoulos ha dichiarato al Parlamento di Atene che in questo modo verrebbero risarcite le vittime del massacro commesso dai nazifascisti nel paese di Distomo.

In passato la Corte Costituzionale greca aveva confermato la decisione assunta nel 1997, secondo cui alle famiglie delle 218 vittime dell'eccidio spetta un risarcimento da 28 milioni di euro.

Secondo le leggi greche, pero', e' il ministero della Giustizia a dover approvare una eventuale confisca.

"Noi promettiamo di rispettare tutti gli impegni. Ma ce lo aspettiamo anche dalle altre parti. Non diamo lezioni etiche ma nemmeno le accettiamo da altri", ha dichiarato di recente il premier Tsipras.

Ma l'attacco piu' duro alla Germania e' giunto ieri dal sottosegretario greco Nikos Pappas, il quale ha accusato il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble di avere uno stile "incompatibile con un'Europa unita e democratica. Il progetto di Schaeuble di soffocare la Grecia e' fallito" e per questo il ministro tedesco si trova "in una difficile situazione", ha dichiarato il politico ellenico.

Con queste parole Pappas, una delle figure piu' vicine al premier greco Alexis Tsipras, ha risposto alle dichiarazioni di Schaeuble al termine dell'incontro tra i ministri delle Finanze europei a Bruxelles: Schaeuble aveva riferito che la discussione sulla Grecia all'interno dell'eurogruppo era durata solo mezz'ora e che, a suo parere, solo il ministro greco Varoufakis crede che la Grecia finora non abbia perso tempo, mentre anche per il presidente dell'eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, nel dibattito sulla Grecia sono andate sprecate "piu' di due settimane".

La situazione si fa sempre più incandescente.


Fonte: Il Nord


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