Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta elezioni. Mostra tutti i post

mercoledì 25 maggio 2016

L’ULTIMO SONDAGGIO PRIMA DEL SILENZIO: ECCO COME ANDRANNO LE AMMINISTRATIVE…

A due settimane dal voto c’è una situazione di sostanziale parità. Un sondaggio – l’ultimo prima del silenzio pre-voto –  di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera parla di un centrosinistra al 27% contro un centrodestra di un punto percentuale sotto. Sala ha un vantaggio risicato che, in un eventuale ballottaggio, si riduce. Molto alta la percentuale di incerti e indecisi che sono al 41%.  Al primo turno oggi Sala prevarrebbe su Parisi 38,8% a 37,1% con un vantaggio (+1,6%) quasi identico a quello registrato in aprile (+1,7%). A seguire Corrado con il 17% e Rizzo con il 3,9%. Gli altri candidati, tutti insieme, raggiungono il 4,2%.
Astensione e indecisione sono in aumento (+3,2%), come spesso accade all’ approssimarsi della data delle elezioni, quando molti cittadini (soprattutto quelli più distanti dalla politica) iniziano ad informarsi ma si mostrano incerti su chi votare. Al ballottaggio, stando a questo sondaggio, al momento prevale Sala su Parisi i (51,2% a 48,8%), con un vantaggio (2,4%) che si è leggermente ridotto rispetto ad aprile, quando era pari a 3,2%.  Due terzi dei sostenitori di Corrado (65,7%) manifesta l’ intenzione di astenersi mentre i restanti elettori privilegerebbero Parisi (20,6%) a Sala (13,7%). Tra gli elettori di Rizzo gli astenuti al secondo turno sarebbero molti meno (32%) e la maggioranza voterebbe per Sala (60%) rispetto a Parisi (8%).

lunedì 19 gennaio 2015

Il "9 Dicembre" prepara la mobilitazione per l'elezione del Presidente


Riceviamo e pubblichiamo:

"COMUNICATO STAMPA"

La Rivoluzione Bianca arriva a Roma contro l’illegittimità delle elezioni del Presidente della Repubblica.
Pullman da tutt’Italia arriveranno a Roma il 30 gennaio per dire “no all’elezione di un presidente illegittimo”.
ROMA 19 GENNAIO  - Dopo il primo giorno di inizio delle manifestazioni a oltranza di sabato 24 gennaio, il 30 gennaio 2015 il Coordinamento 9 Dicembre sarà nuovamente in piazza organizzando pullman da tutte le regioni italiane per lasciare un messaggio chiaro e diretto al Parlamento che sarà riunito per eleggere l’ennesimo Presidente non rappresentativo degli italiani. Ciascun manifestante indosserà una fascia bianca al braccio in segno di pace e di una coscienza civile ormai sveglia e stanca di tutti questi giochini politici, al servizio degli oligarchi, delle banche e delle multinazionali.
L’Italia è un paese fatto da milioni di cittadini onesti che hanno tutto il diritto non solo di votare, ma anche di esprimersi sulle scelte del governo. E se il Governo, come in questo caso, è illegittimo perché formatosi sulla base di una legge elettorale incostituzionale e che, costretto a cambiarla, sta per votare un’altra legge elettorale che presenta le stesse caratteristiche di incostituzionalità della precedente, allora noi disconosceremo anche le elezioni del Presidente della Repubblica che reputiamo a tutti gli effetti illegittime. la “Rivoluzione Bianca” servirà a questo, a riportare un popolo intero alla coscienza che è giusto, costituzionale, doveroso, lecito protestare contro chi non ha a cuore il benessere del popolo, anche se si tratta di un Presidente della Repubblica che deve ancora essere eletto. Un Presidente partorito da un Parlamento illegittimo è a tutti gli effetti un Presidente illegittimo. Questo è un paese antidemocratico e violento perché la violenza coincide sempre con la disonestà intellettuale che è alla base delle subdole modifiche di legge o manovre finanziarie che costringono il popolo alla fame, gli si toglie il lavoro, la forza di vivere, di amare, di avere fiducia nel futuro. Il Popolo, più di ogni altro dovrebbe esprimersi sull’elezione di chi lo rappresenta. Pullman da tutt’Italia sono stati organizzati dagli attivisti del 9 dicembre. Chiunque può prenotare il biglietto o richiedere informazioni alla mail.
ufficiostampa9dicemre@gmail.com.  Il 30 gennaio tutti in piazza per protestare contro l’elezione di un presidente illegittimo.

Ufficio stampa Coordinamento 9 dicembre
Maria Melania Barone
3935715696

ufficiostampa9dicembre@gmail.com
www.coordinamento9dicembre.it

SI PREGA PER GENTILE PUBBLICAZIONE

Approfondimenti:






Tratto da: http://www.nocensura.com/2015/01/il-9-dicembre-prepara-la-mobilitazione.html


martedì 25 novembre 2014

Via libera al golpe dell’élite, in Italia non vota più nessuno

Basta un pugno di voti, ormai, per eleggere persino il presidente dell’Emilia Romagna, perché gli italiani non vanno più a votare? Perfetto: è il “loro” piano, che si sta realizzando. Lo annunciò Mario Monti, l’uomo della Troika, «l’esponente italiano – dopo e insieme a Mario Draghi – più importante e rappresentativo del compatto fronte neoconservatore, neo-aristocratico e reazionario, che intende portare fino in fondo il piano strategico delle élite privilegiate della finanza, per il definitivo asservimento dei popoli». Monti? E’ «il vero vincitore» delle regionali 2014. Nel febbraio 2012, ricorda Sergio Di Cori Modigliani, ebbe a dire: «E’ il Parlamento che inceppa la via delle riforme strutturali, bisognerebbe aggirarlo per evitare che frenino lo sviluppo». E in un convegno dell’alta finanza a Milwaukee, negli Usa, nel settembre del 2013, spiegava che «il vero problema dell’Italia consiste nel fatto che si vota troppo spesso e sono ancora troppi ad andare a votare». E’ il sogno di ogni oligarca, osserva Di Cori Modigliani. E ora, con Renzi, si sta avverando: via il Senato, abolizione del Titolo V della Costituzione che ancora protegge i servizi pubblici, e legge elettorale che rende inutili gli elettori.
«Riuscire a ridurre talmente tanto la percentuale dei votanti», scrive il blogger in un post ripreso da “Come Don Chisciotte”, all’indomani del record di astensionismo registrato alle regionali in Emilia e in Calabria, significa «avere la possibilità di poter Mario Montieffettuare dei veri e propri colpi di Stato senza sparare neppure un colpo, e – ciò che più conta – senza che neppure la gente se ne renda conto: e quando lo capirà, sarà ormai troppo tardi». Se l’obiettivo è riuscire ad arrivare al 65-70% di astensionismo alle politiche, continua Di Cori Modigliani, «su 14 milioni di voti validi, ne saranno sufficienti poco meno di 6 milioni per avere il potere assoluto, con il quale deliberare senza nessun ostacolo». In Emilia gli astenuti sono stati il 63%? «Neppure sanno di aver votato per Mario Monti». E’ il capolavoro della “società del Grande Fratello”, quella che ha vissuto «il più vasto genocidio culturale mai perpetrato in una società colta, evoluta, ricca, com’era un tempo quella italiana». Si affloscia la sfida del M5S? Tutto previsto: «Autostrada preferenziale per l’avanzata della Grande Destra, l’autentico populismo di bassa lega che preannuncia e avverte quale sarà il prossimo e imminente scenario politico internazionale, di qui a pochi mesi, quando esploderà la più grande crisi finanziaria mai esistita in Occidente».

venerdì 30 maggio 2014

BROGLI ELETTORALI ascoltate questa testimonianza!




Renzi fa già i miracoli, moltiplica le schede. Piazze vuote e urne piene, questa potrebbe essere una spiegazione.
DAL SEGGIO: ‘AGGIUNGEVANO SCHEDE COME FOSSERO CONFETTI’
Reggio Emilia  - Esposto in Procura per brogli elettorali che si sarebbero verificati nelle elezioni amministrative Reggio Emilia, è stato depositato oggi dalla deputata del Movimento 5 stelle, Maria Edera Spadoni e da altri esponenti del movimento.
La vicenda, già denunciata quando era in corso lo spoglio dei voti, riguarda numerose schede che sarebbero state firmate con la stessa grafia nello spazio dedicato alle preferenze, attribuendo il voto agli stessi candidati del Pd: Salvatore Scarpino e Teresa Rivetti (moglie del consigliere del Pd uscente, Carmine De Lucia).
Il caso è scoppiato ieri pomeriggio in viale Montegrappa, al seggio 7: sul posto è arrivata anche la Digos per accertamenti.
L’episodio è stato confermato e verbalizzato anche dalla rappresentante di lista Pd. Il presidente di seggio è Pietro Drammis, già candidato Idv nel 2009.
Un seggio, quello di viale Montegrappa, nel quale, oltre agli altri quattro scrutatori, era presente anche il figlio del presidente Pietro Drammis, Guglielmo. Il fenomeno delle doppie preferenze che sarebbero state aggiunte successivamente,  sarebbe stato riscontrato anche per altre  schede  del Pd in un seggio di via Premuda. Anche in questo caso le preferenze che sarebbero state aggiunte successivamente erano a favore di Salvatore Scarpino.
Renzi fa già i miracoli, moltiplica le schede. Piazze vuote e urne piene, questa potrebbe essere una spiegazione.
Ovviamente, la denuncia del M5S dovrà essere provata, anche se segnalazioni simili, ma al momento senza esposti, arrivano da altre zone d’Italia.
E non è tanto il caso in sé, non si tratterebbe di un numero di schede decisive, ma il modus operandi che questo denuncia. Se in questo caso li hanno beccati i ragazzi di Grillo, in quanti altri, nessuno avrà visto nulla?

Fonte: VoxNews

VEDI ANCHE

giovedì 1 maggio 2014

Altro che Italicum, la Cassazione a Napolitano: tornare subito al voto

ESCLUSIVO AFFARITALIANI.IT/ Sentenza clamorosa della Cassazione. Dopo la Consulta, che a gennaio aveva dichiarato incostituzionale l'attuale legge elettorale, arriva il pronunciamento decisivo della Suprema Corte. Che mette nero su bianco una serie di considerazioni che potrebbero portare, secondo gli avvocati che hanno patrocinato la causa, addirittura a una impossibilità da parte del Parlamento a cambiare la legge elettorale


Sentenza clamorosa della Cassazione. Dopo la Consulta, che a gennaio aveva dichiarato incostituzionale l'attuale legge elettorale, arriva il pronunciamento decisivo della Suprema Corte. Che mette nero su bianco una serie di considerazioni che potrebbero portare, secondo gli avvocati che hanno patrocinato la causa, addirittura a una impossibilità da parte del Parlamento a cambiare la legge elettorale. Insomma, l'Italicum di Renzi potrebbe essere approvato solo a fronte di nuove elezioni. Gli avvocati Aldo Bozzi e Claudio Tani, in una lettera al presidente della Repubblica, scrivono: "Vorremmo attirare la Sua attenzione sulla importantissima recente sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione, n. 8878/14 del 4 aprile 2014, nella quale, con l'efficacia del "giudicato erga omnes " è stato accertato e dichiarato che "...i cittadini elettori non hanno potuto esercitare il diritto di voto personale, eguale, libero e diretto secondo il paradigma costituzionale, per la oggettiva e grave alterazione della rappresentanza democratica, a causa del meccanismo di traduzione dei voti in seggi, intrinsecamente alterato dal premio di maggioranza disegnato dal legislatore del 2005, e a causa della impossibilità per i cittadini elettori di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento...".

domenica 23 marzo 2014

Europa, votate tranquilli, il massacro arriva dopo


i-massacri-sociali-e-colpa-di-excel-L-2E4ZHiAllo studio di Bruxelles il prelievo forzoso delle entrate tributarie per pagare il fiscal Compact
A scanso di sorprese “populiste” o comunque sgradite nelle urne, l’Europa bancocentrica cerca di mettere a punto le linee guida dei massacri futuri prima delle elezioni: il trattato transatlantico destinato a togliere sovranità agli stati per conferirla alle multinazionali, ma anche un nuovo strumento destinato a garantire l’osservanza scrupolosa del fiscal compact, che com’è noto opererà dal 2015. Una nuova inquietante sigla di questa inquietante Ue: si chiamerà Debt o European Redemption Fund e sarà destinato appunto a redimere i vari Paesi facendo confluire nelle sue casse i debiti di ogni Stato che eccedono il 60% in rapporto al pil. Naturalmente si tratta di un programma ventennale che vedrà pure l’emissione di titoli da immettere sul mercato.
Ma naturalmente qualche stato si potrebbe trovare in difficoltà a pagare cifre che per l’Italia, allo stato attuale, sarebbero intorno ai 1100 miliardi, pagabili in tranche di circa 55 -50 miliardi l’anno fino al 2035. Magari qualche governo potrebbe pensare di non adempiere all’obbligo, pressato dalle proteste popolari (naturalmente populiste), potrebbe anche pensare di diventare euroscettico, il peccato che nei confessionali della politica ha sostituito quello di appropriazione indebita. Tanto più che dal 2016 – sempre per effetto del fiscal compact e patti correlati – il deficit di bilancio non dovrà più essere contenuto entro il 3% ma non potrà sforare più dello 0,5%,  cosa che aggiunge al massacro il colpo di grazia. E allora ecco l’idea geniale: il nuovo organismo preleverebbe automaticamente e forzosamente un ventesimo delle entrate fiscali di ciascun Paese, bypassando completamente gli stati e di fatto sottraendo loro risorse tali da rendere impensabile qualsiasi reale politica di bilancio, ma anche la possibilità di far fronte ad eventuali emergenze o necessità di rilancio o  redistribuzione del reddito. Una sottrazione di sovranità del tutto inedita che non si è vista nemmeno dopo le guerre perse, ma della quale nemmeno si parla pur potendo avere conseguenze disastrose e di fatto ne ha già con l’instaurazione di un’oligarchia di fatto destinata a gestire il governo della finanza.

domenica 16 marzo 2014

L’Italicum? Peggio della legge elettorale del Duce

«Fra le questioni costituzionali non v’è n’è una tanto vitale per l’ordinamento delle garanzie pubbliche e che tocchi tanto da vicino la vita politica di tutto il popolo quanto la legge elettorale», affermava Togliatti, intervenendo alla Camera nella discussione in corso sulla “legge truffa”, l’8 dicembre 1952. Del resto, già duecento anni fa Gian Domenico Romagnosi aveva scritto che «la teoria delle elezioni altro non è che la teoria della esistenza politica della Costituzione», e che quindi «è manifesto essere la materia delle elezioni l’oggetto più geloso che l’ordinamento dello Stato deve statuire». Con parole più moderne, sostiene Domenico Gallo, potremmo dire che il sistema elettorale produce la “Costituzione materiale”, cioè determina l’ordinamento costituzionale vivente. L’Italicum, «legge elettorale concordata fra Renzi e Berlusconi ma effettivamente scritta da Verdini», secondo Gallo «ripropone gli stessi vizi di incostituzionalità del Porcellum», ovvero liste bloccate, maxi-premio di maggioranza e soglie d’accesso raddoppiate.
Tutto questo «distorce profondamente la volontà manifestata dal corpo elettorale, creando lo stesso risultato di disuguaglianza nel voto censurato Renzi gangster in una vignetta di Baraldidalla Consulta», scrive Gallo su “Micromega”. In pratica, l’Italicum è un Porcellum peggiorato: «Laddove il Porcellum mirava ad imporre una sorta di bipolarismo forzato, l’Italicum tende ad imporre un bipartitismo forzato, ovvero a creare una maggioranza artificiale nelle mani di un unico partito». E’ stato creato «un meccanismo infernale», in base al quale «il premio di maggioranza effettivo non si limiterà al 15%, ma sarà molto superiore in quanto un partito potrebbe accedere al premio di maggioranza, cioè al 53% dei seggi, anche avendo il 20-25% dei voti popolari e giovandosi dei voti della coalizione che non producono seggi per i partiti minori». Meccanismo perverso, che nella legge Calderoli non esisteva.

sabato 15 febbraio 2014

Quanto costano le elezioni in Italia? Ecco il dettaglio dei costi

Quanto costano allo Stato le elezioni?  

Tratto da un articolo di Angela Iannone - Yahoo finanza
  
In Italia le sezioni elettorali sono 61.597; tra queste ci sono anche 595 sezioni ospedaliere -  istituite nei nosocomi e nelle case di cura con almeno 200 posti letto - e 1.620 seggi speciali, allestiti presso gli ospedali e le cliniche più piccole (da 100 a 199 posti) o nelle carceri, più 3.290 seggi "volanti", attrezzati per la raccolta dei voti nelle case di cura con meno di  100 letti. 

Il costo complessivo di ogni sezione, che comprende il vario materiale elettorale - schede, matite, urne, registri e cancelleria varia - e il compenso di presidente e scrutatori (che aumenta nel caso del doppio spoglio, come avvenuto in Lombardia, Lazio e Molise dove alle Politiche si è aggiunto il voto Regionale) si aggira intorno ai 6.135 euro. Una cifra che comprende anche lo stipendio fornito alle forze dell'ordine impiegate per la sicurezza delle elezioni: 21.154 poliziotti, 21.154 carabinieri, 11.526 finanzieri, 3.268 forestali, 300 poliziotti penitenziari, 3.638 vigili urbani, 585 poliziotti provinciali. 

Per lo spoglio, il presidente di seggio percepise 187 euro, una cifra che sale a 224 euro se si vota anche per le Regionali. Lo scrutatore e il segretario invece guadagnano normalmente 145 euro, che diventano 170 nel caso di doppio voto. 

mercoledì 12 febbraio 2014

La Dittatura avanza, Napolitano dopo Monti e Letta prepara Renzi. Ma il voto è un lusso o un diritto?

IL VOTO È UN LUSSO O UN DIRITTO?



Dopo Monti e Letta, Napolitano si prepara a varare un altro governo nato da un suo capriccio. Un altro governo senza mandato popolare.
Che lo faccia Re Giorgio lo capisco: è la sua sola idea politica da quando ha portato le vecchie tesi miglioriste al Quirinale. È una idea che ha potuto realizzare per effetto di una classe politica di mediocri. E di perdenti.
Napolitano dunque fa il suo. Storcendo la Costituzione a proprio piacimento e consegnando il Paese alle logiche euro-finanziarie. Gli effetti di questa politica sono sotto gli occhi di tutti.
Che però a questa operazione si presti Matteo Renzi mi sembra una colossale fesseria politica. Se Renzi vuole davvero salire a Palazzo Chigi deve farlo attraverso elezioni: le vince e governa. Ogni altra operazione è vecchia politica. È il solito inganno. Tra l'altro Renzi che si vantava di essere il "Rottamatore"...
loading...
loading...