martedì 11 novembre 2014

Juncker, mondialista appartenente al Bilderberg e Trilaterale di Rockefeller

Strasburgo, Bruxelles - In un articolo del 29 maggio scorso dipingevamo a tinte fosche il quadretto del papabile Jean Claude Juncker, oggi neo-presidente nominato al soglio illuminato della Commissione Europea:
già Presidente dell'Eurogruppo; "autorevole" membro della Commissione Trilaterale (quella del 666 stilizzato); assiduo frequentatore del Bilderberg Club; ex-governatore della Banca Mondiale (dal 1989 al 1995); ex-Governatore dell'FMI - Fondo Monetario Internazionale (nominato nel 1995) ed ex-Governatore della BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo). Inoltre pochi sanno che Juncker (assieme a Henry Kissinger & Co) è membro del cosiddetto "Comitato dei 300"

Walter Rathenau sul "Comitato dei 300" 

Così definì l'esclusivo club mondialista Walter Rathenau, fondatore della General Electric Corporation: "Trecento uomini, che si conoscono l'un l'altro, dirigono il destino economico dell'Europa e scelgono i loro successori da tra di loro". Il Comitato, tra l'altro, sarebbe espressione della compagnia britannica East India Trading Company: organizzazione commerciale istituita dalla famiglia reale britannica, nel 1600, molto attiva nel commercio dell'oppio (vedi video in allegato)

L'investitura dell'Eurocamera 

La candidatura ufficiale alla guida della Commissione del "solito" Juncker, ricordiamo, fu decisa lo scorso 7 marzo 2014, durante il Congresso del PPE (Partito Popolare Europeo) che ebbe avuto luogo a Dublino. Ieri a Strasburgo, dunque, è andata in scena la parata formale all'Eurocamera: 422 si contro 250 no e il popolo è servito! Questo il voto del "democraticissimo" Europarlamento che ha sancito l'elezione (per meriti sul campo) del beone lussemburghese alla carica di "Presidente" dell'esecutivo dell'UE. Dell'amicone di Matteo Renzi e soprattutto di Mario Monti (stessa pasta, stessi club mondialisti) che in tempi non sospetti fu immortalato nei palazzi del potere di Bruxelles mentre stringeva con dolcezza estrema le mani al collo del ministro spagnolo Luis de Guindos reo di non aver rispettato abbastanza le politiche di austerity... Ma siparietti a parte, chiaramente non sarebbe stato necessario alcun voto dei cosiddetti "rappresentanti del popolo" europeo per eleggere il carismatico e nobile personaggio. Uomo attaccato più lui alle poltrone che il polpo allo scoglio: premier del Lussemburgo per 18 anni e da oltre 30 anni in politica. Peggio di Berlusconi insomma!!!

Peggio di mister B 


E peggio dell'ex cavaliere (Mister B) il neo presidente si presenta anche in tema di conflitti d'interesse: incompatibile con il ruolo chiamato a coprire alla luce di uno scandaloso conflitto notato perfino dal Financial Times. infatti Jean Cloude Juncker sarà chiamato presto a valutare una norma per far risparmiare milioni di tasse alle multinazionali, che egli stesso in tempi non sospetti approvò da premier del Lussemburgo. Sventurata norma finita poi nel mirino dell’antitrust Ue. Pazzesco! Ricordiamo in merito che ad oggi numerosissime multinazionali preferiscono aver sede in Lussemburgo (paradiso fiscale) pagando l'IVA in tal paese al 4% e non pagando assolutamente nulla nei mercati europei all'interno dei quali smerciano quotidianamente i loro prodotti. scandaloso!!!

Presidente di chi? 

Ma la nomina da queste parti è prerogativa dei vari governi: mai sottoposta all'approvazione dei sudditi; né tantomeno a quella dei deputati a stelle dorate. Quella intervenuta nelle scorse ore, infatti, a ben vedere è stata solo una ratifica di scelte piovute come sempre dall'alto. C'è forse qualcuno in rete, in radio o in tv, sui giornali o per la strada che – sano di mente e astemio: o comunque non ubriaco – possa asserire che ciò non corrisponda al vero? E che magari possa smentire il fatto che sia Juncker, sia i deputati che lo hanno eletto non rappresentano la maggioranza degli europei? Inutile far finta di nulla, come sempre fanno media politici, burocrati e magnacci del regime partitocratico italiano e comunitario: il 60% di noi sudditi europei non ha (abbiamo) votato!

L'orgoglio dei camerieri dei banchieri e dei ladri di Pisa 

Juncker e soci non rappresentano la volontà popolare e – in un mondo normale - dovrebbero quantomeno dimettersi chiedendo l'indizione di nuove elezioni (per quanto esse possano servire – vedi qui Quello che non ci hanno detto sulle Europee 2014). Magari modificando le regole delle stesse e, sul modello dei referendum popolari, introducendo la prima dritta fondamentale. Cioè quella che – sempre in un paese normale – dovrebbe recitare pressappoco così: "senza quorum del 50%+1 degli aventi diritto la consultazione elettorale viene annullata!". Questa, secondo la nostra (non solitaria) opinione sarebbe prova di vera democrazia, altroché le balle che ci propinano ogni momento! Ma come disse Ezra Pound, i politici (da tre secoli a questa parte) non sono altro che "i camerieri dei banchieri". Quanto ai cosiddetti "euroscettici" e "indipendentisti" (quelli cioé che a chiacchiere tuonano contro questo schifo ma poi siedono, ben retribuiti, a Strasburgo, noi da "poveri"… sempre più poveri… nemici giurati della dittatura UEista) rivolgiamo solo il seguente appello: "passate ai fatti, riducete Bruxelles come il (fu) Vietnam! Con gli euro di "carta-straccia" che percepite copiosamente, mobilitate le piazze per gettar giù – pacificamente s'intende - Juncker e tutti gli UEisti in servizio e di complemento!" Allora vedremo se così facendo potremo finalmente saldare questo fronte che si oppone alla dittatura, infida, invasiva e pericolosissima dei tempi moderni: quella dei banchieri, dei burocrati, dei politici e dei falsi dissidenti di turno che – come i ladri di Pisa – di giorno litigano e di notte rubano assieme.

Vincenzo Mannello, Sergio Basile (Copyright © 2014 Qui Europa)

Fonte: quieuropa.it 

Tratto da: terrarealtime.blogspot.it


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