giovedì 21 aprile 2016

Il ricercatore italiano Ercole Cavalieri scopre le sostanze anti-cancro


Si chiamano resveratrolo e N-acetilcisteina le due sostanze che possono prevenire l’insorgenza di diverse forme di cancro. Lo ha scoperto il professor Ercole Cavalieri , ricercatore di fama internazionale, originario di Campagnola - dove ha famigliari e amici – ma negli Usa dal 1968. Cavalieri ha condotto le sue ricerche all’University of Nebraska Medical Center, dove lavora dal 1971.
 Il ricercatore italiano Ercole Cavalieri scopre le sostanze anti cancroProfessor Cavalieri, le sue ricerche hanno portato alla conclusione che i tumori più diffusi (al seno, alla prostata, il linfoma non-Hodgkin, etc. ) sono innescati da un’alterazione del metabolismo degli estrogeni. Può spiegarci oggi come funziona questo meccanismo perverso?
Il corpo umano ha tantissime molecole e macromolecole, come il Dna (la catena genetica contenuta in ogni cellula), Rna e le proteine. Dal punto di vista chimico moltissime molecole sono alifatiche e eteroaromatiche . Invece sono soltanto due le molecole  aromatiche , che al loro interno contengono un anello benzenico: gli ormoni estrogeni e la dopammina , un neurotrasmettitore molto importante per il funzionamento del nostro cervello.
Io e la dottoressa Eleanor Rogan, che collabora con me da 35 anni, abbiamo scoperto che gli estrogeni, molto utili all’organismo, possono diventare cangerogeni se perdono il bilanciamento nel loro metabolismo. In questo caso il metabolismo va verso un’ossidazione più spinta ( stress ossidativo ) e  produce dei metaboliti chiamati catecoli-chinoni degli estrogeni in quantità abbondante. Quando se ne formano troppi, questi catecoli-chinoni reagiscono con il nostro Dna e c’è la possibilità che inneschino il meccanismo del cancro. I tumori più diffusi nascono così: dopo decenni di ricerche condotte da me e dalla Eleanor Rogan, oggi ne abbiamo la certezza scientifica.
Solo alcuni tumori?
Molti tumori. Il cancro al seno, alla prostata, il linfoma non-Hodgkin e altri ancora. Non è ancora dimostrato invece, che questo meccanismo sia alla base di tutti i tipi di tumori. Gli studi sono ancora in corso.

Come siete arrivati a queste conclusioni?

Le nostre analisi in vitro hanno dimostrato che i chinoni degli estrogeni reagiscono con specifiche posizioni di due basi del nostro Dna, la guanina e l’adenina. Poi abbiamo visto ripetutamente che nelle donne a rischio di cancro al seno la quantità di questi addotti, cioè dei legami fra i metaboliti degli estrogeni e le basi del Dna, aumenta in modo impressionante.

E cosa succede?
Quando questi addotti si formano, si staccano dal Dna. La base legata chimicamente col metabolita salta fuori e lascia nel Dna un buco che si chiama sito apurinico . Il problema si verifica soprattutto con l’adenina, che “salta fuori” istantaneamente dalla catena del Dna. Il corpo umano attiva immediatamente i meccanismi di riparazione del Dna dove si è creato il buco, ma nel corso di questi “lavori” possono avvenire degli errori, proprio come succede in qualsiasi produzione di serie.
Il più delle volte questi errori non hanno conseguenze, sono ”silenti“, ma una piccola parte può provocare mutazioni e quindi attivare il meccanismo del cancro. Tenga conto che in certi momenti, quando il metabolismo degli estrogeni è squilibrato, avvengono milioni e milioni di riparazioni al secondo. Di conseguenza per ridurre le riparazioni bisogna ridurre gli addotti .
E’ questa la prima tappa del cancro su cui bisogna intervenire con la prevenzione. E se si blocca la prima tappa, è ovvio che non ci saranno neppure le successive. E’ un concetto base di cui siamo certi, senza ombra di dubbio.
Lei ha già parlato dell’efficacia di due sostanze preventive, la N-acetilcisteina e il resveratrolo. Ci può spiegare come funzionano?
I fattori ambientali, gli stili di vita, l’inquinamento, l’età stessa dell’individuo possono accelerare lo sbilanciamento del metabolismo degli estrogeni. E confermo che abbiamo trovato due antiossidanti favolosi, direi magici, capaci di prevenire lo stress da ossidazione.
Oggi tutti parlano di antiossidanti, ma nessuno è consapevole dei loro veri effetti. Noi invece sappiamo esattamente in quale modo agiscono sugli estrogeni.

Parliamo della N-acetilcisteina.
Si tratta del prodotto acetilato di un amminoacido che si chiama cisteina. E’ uno dei venti amminoacidi che troviamo nelle proteine di tutti gli esseri viventi. Per essere più chiari: quando mangiamo, le proteine vanno a scindersi in amminoacidi.
Perchè è così importante?
La Natura è veramente straordinaria. Ogni cellula del nostro corpo contiene un antiossidante naturale che si chiama glutatione , importantissimo perchè la protegge dall’ossidazione. Se la cellula fosse di ferro, potremmo dire che il glutatione è un antiruggine naturale molto potente. Questa molecola è formata da tre amminoacidi: glicina, acido glutammico e cisteina.
Ora, nella nostra alimentazione, in qualunque cibo, troviamo sempre in abbondanza glicina e acido glutammico. Invece la cisteina si trova in maniera più selettiva, e anche con abitudini alimentari molto sane e controllate rischiamo di non averne a sufficienza nel nostro organismo. Inoltre si ossida molto rapidamente. Ma senza cisteina non si può formare il glutatione, cioè l’antiruggine delle cellule. Questo è il punto. Di conseguenza, bisogna assumere N-acetilcisteina per essere sicuri che le nostre cellule siano sempre piene di glutatione.
E non è soltanto questa la ragione: la N-acetilcisteina reagisce direttamente con i chinoni degli estrogeni, che di conseguenza non si legano più alle basi del Dna e non provocano i danni di cui abbiamo parlato, danni all’origine dei tumori più diffusi. Infine anche il glutatione interagisce direttamente con i chinoni. L’effetto della N-acetilcisteina è duplice: da un lato sintetizza il glutatione per la protezione ossidativa delle cellule, dall’altro può interagire direttamente con i chinoni. Infine è capace di ridurre i semichinoni, altro prodotto dell’ossidazione degli estrogeni, evitando che si trasformino in chinoni dannosi.
E il resveratrolo?
Oltre a ridurre i semichinoni come la N-acetilcisteina, il resveratrolo fa due cose meravigliose: la prima è la capacità di indurre un enzima protettivo della cellula che si chiama chinone-reduttasi ed è importantissimo. Per fare un esempio, la ragione per cui si raccomanda di mangiare cavoli e broccoli è che questi ortaggi hanno composti che attivano l’enzima chinone-reduttasi. Il secondo effetto è la capacità di tenere sotto controllo la formazione dell’enzima citocromo 1B1.
Cosa vuole dire?
Provo a spiegarmi nel modo più semplice possibile.
Il citocromo 1B1 è ultraimportante per il nostro organismo, in particolare per la formazione del 4-catecolo, ma se agisce con troppa intensità, over-express , diventa disastroso: può generare un chinone dannoso, che si chiama 3,4-catecolchinone ed è l’agente che contribuisce per il 97% all’attivazione del meccanismo del cancro. Il resveratrolo è capace di modulare il citocromo 1B1 in modo che produca quantità di catecolo, ma senza degenerare.
Esistono altre sostanze “magiche” come queste?
Sì, ce ne sono altre ma è troppo presto per parlarne: le ricerche sono in corso. Comunque resveratrolo e N-acetilcisteina coprono tutte le possibilità della prevenzione. Dovremmo metterli nei cereali e nello yogurt, come succede per le vitamine. E col tempo succederà, ne sono convinto. Però per assumere una quantità sufficiente di resveratrolo bisogna prendere le pastiglie.
Perchè?
Il resveratrolo è presente negli acini dell’uva e in alcune piante. Una bottiglia di vino rosso ne contiene al massimo 4-5 milligrammi mentre il fabbisogno giornaliero è di 250-300 milligrammi al giorno, vale a dire due pastiglie con almeno 125 milligrammi di resveratrolo per una prevenzione efficace. Inoltre bisogna produrlo sinteticamente, altrimenti sarebbe necessaria una quantità enorme di uva. Inoltre quello sintetico è purissimo, al 98%.
Per la N-acetilcisteina, un’alimentazione sana potrebbe assicurarne una quantità sufficiente all’organismo, ma se non vi è questa certezza è meglio assumerla per bocca.
E le controindicazioni?
Non ce ne sono. Il resveratrolo diventa tossico solo con quantità enormi, ma la dose consigliata da noi è piccola.

E’ difficile produrre il resveratrolo sintetico?
No, è facilissimo. In Italia non è ancora molto popolare, inoltre gli integratori in commercio ne contengono per lo più una quantità marginale, assolutamente insufficiente. Però qualcosa si muove, la gente comincia a chiederlo nelle farmacie. E devo dire che dopo la vostra intervista ho ricevuto una grande quantità di richieste. Mi interpellano molte persone che purtroppo hanno un congiunto malato di cancro: colgo l’occasione per ripetere che resveratrolo e N-acetilcisteina hanno un’efficacia scientificamente accertata per la prevenzione, non per la cura dei tumori. Al massimo potrebbero  rallentare la malattia, però non guariscono il cancro conclamato. E’ la prevenzione la vera cura del cancro. Mi sento di aggiungere, invece, che possono prevenire anche le malattie degenerative del cervello: morbo di Parkinson, Alzheimer, Sla.

Ne siete certi?
Abbiamo dati sufficienti per sostenere che il morbo di Parkinson viene attivato dalla dopammina in un ambiente leggermente acido, con pH 5,5-6. In queste condizioni può ossidarsi a chinone e quindi legarsi al Dna, esattamente come fanno i metabiliti fuori controllo degli estrogeni. Il revesratrolo e la N-acetilcisteina sono fra le poche sostanze benefiche che riescono a superare la barriera encefalica ( blood brain barrier ). Perciò quando proteggiamo il corpo dal cancro con queste sostanze, preveniamo importanti malattie del cervello.
Proprio di recente, le ricerche di altri scienziati hanno accertato che alcune zone del cervello dove viene prodotta la dopammina hanno un pH di 5,5 e sono in condizioni anormali. La scoperta di questi dati è per me una soddisfazione grandissima.

Professor Cavalieri, lei è in grado di produrre il resveratrolo sintetico?
Certamente. Abbiamo noi il brevetto della miscela di resveratrolo e N-acetilcisteina, e fra poco riusciremo a darla a tutti. Mi auguro veramente che si creino le condizioni per distribuirla direttamente in Europa, e l’ideale sarebbe creare un centro di distribuzione in Italia.
di Pierluigi Ghiggini 4minuti.it

Fonte: predazzoblog.it



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